Nella Cdl domina il caso

Diritti dei consumatori

Marco Bertoncini

Italia Oggi 12 luglio 2005

Costituito il governo Berlusconi III, svolti i ripetuti vertici, trovato (per quanto?) l’accordo per ricandidare l’attuale presidente nel 2006, sistemate (in malo modo) le polemiche interne di An, chiuso il congresso dell’Udc, si potrebbe pensare che la Cdl, assestata, percorra con una dosata razionalità e una ritrovata intesa interna il tortuoso cammino di qui alle politiche. Così proprio non è. Le recenti vicende parlamentari confermano la mancanza di strategia. Si vive come capita. Domina il caso. Manca una prospettiva di approvazione di poche leggi, ma indicative, che potrebbero segnare autentiche riforme e fornire quindi ai cittadini, sia pur in extremis, la sensazione di quella rivoluzione che gli elettori del 2001 avevano chiesto e che non hanno finora avuto, tant’è che puniscono i responsabili con l’astensionismo e, in piccola percentuale, anche col passaggio all’altro schieramento.

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Il furto non è una bagatella

Diritti dei consumatori

1.

L’illegalismo dei beni e l’illegalismo dei diritti. In un passaggio importante di Surveiller et punir, Michel Foucault, studioso di orientamento materialista e struttura lista originale, che si è occupato a fondo dei problemi relativi alle “istituzioni globali”, come l’ospedale psichiatrico e il carcere, ha elaborato una acuta distinzione tra due tipi di illegalismi: da un canto, l’illegalismo dei beni, caratterizzante le offese dirette alle persone e alle cose; da un altro canto, l’illegalismo dei diritti, che ricomprende le violazioni delle disposizioni normative regolanti lo svolgimento di attività normalmente lecite.

Mauro Ronco
Ordinario di diritto penale
Università degli studi di Padova

Il Maestrale gennaio 2005

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Gender Bender: boicottaggio negozi con logo Ascom

Diritti dei consumatori,Fender diktat

Un gruppo di consumatori ha verificato i singoli eventi che compongono il noto festival prodotto dal Cassero, il centro LGBT bolognese (1).
Solo 27 di 106 eventi hanno carattere culturale, mentre tutti gli altri hanno un unico filo conduttore: la corruzione sessuale delle persone, in particolare dei giovani, anche attraverso l’irrisione della religione  (2).

La sorpresa di quest’anno è costituita dalla presenza tra i partner di “Gender bender” dell’Associazione Commercianti della Provincia di Bologna.
L’Ascom, storicamente espressione di area moderata (al punto da esprimere l’unico Sindaco di cultura non socialista della storia di Bologna), sembra voler svendere la propria anima per acquisire come clienti il centinaio di attivisti LGBT della Provincia.

Viene pertanto lanciata una campagna – rivolta anche a chi passa da Bologna per acquisti, turismo o lavoro – che invita a non effettuare acquisti nei negozi che espongono il logo Ascom.

SOTTOSCRIVI QUESTA PETIZIONE E LA TUA PROTESTA SARA’ CONSEGNATA A CINQUE EMAIL ISTITUZIONALI ASCOM

Ai responsabili Ascom-Bologna

Responsabili Ascom BO

Ho appreso della decisione di ASCOM BO di essere partner del festival Gender Bender.
Ritengo tale festival una mera diffusione di pornografia, corruzione sessuale e irrisione della religione.
Aderisco perciò alla petizione promossa attraverso la piattaforma http://www.fattisentire.org/boykottascom auspicando il ritiro della vostra partnership e mi astengo per il momento dall'effettuare acquisti presso esercenti vostri soci.
Distinti saluti

**la tua firma**

164 signatures

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Da qui è scaricabile il volantino da consegnare agli esercenti: www.fattisentire.org/db/Volantino_Gender_Bender.pdf

 

FattiSentire.org
Bologna, 25 ottobre 2017 (altro…)