Bologna, battaglia contro il gay pride

Gender diktat

Sono ore infuocate quelle che precedono il 7 luglio, giorno del pride bolognese: il Partito Democratico e i 5 Stelle sembrano scatenati nel voler distruggere la famiglia naturale. Ma il centro-destra si ricompatta sui valori.

  1. Ricordiamo che ormai la lobby LGBT ha ottenuto tutti i diritti possibili e immaginabili: come si ricava dal documento politico, oggi lo scopo di ogni gay pride è ormai quello di far passare come normale ciò che il Catechismo definisce come contro-natura, di attaccare la famiglia, irridere la religione e così distruggere ciò che resta dell’identità occidentale e cristiana.
  2. Agli inizi di giugno vi era stata battaglia nei Comuni (Bologna, Modena, Parma e Reggio Emilia) su una legge regionale contro l’omotransfobia, trovando ferma opposizione da parte di tutto il centro-destra, in particolare del consigliere Bosco (Lega Nord Bologna), escluso de Biase (Insieme Bologna).
  3. La stessa legge – unita alla promozione della controversa rete Ready – a fine giugno è stata discussa in Commissione Parità trovando l’opposizione del solo Consigliere Facci (Movimento Sovranità Nazionale).
    Come FattiSentire .org ha documentato ai partiti più sensibili alla difesa della famiglia (Arriva la dittatura gender… al ragù bolognese), non si tratta di una legge né di una rete contro discriminazioni (sulle quali non c’è alcuna sentenza giudiziale) ma di un provvedimento inteso a mettere il bavaglio a chi dissente dalla lobby LGBT.
  4. Oggi, 4 luglio, sempre in Commissione, è arrivato il tema dei gay pride
    Il Movimento 5 Stelle ha presentato una incredibile mozione intesa a patrocinare con il denaro di tutti ogni gay pride che si svolga nella nostra Regione.
    La mozione è stata approvata dal Partito Democratico e dal Movimento 5 Stelle, ma l’opposizione è cresciuta grazie ai Consiglieri Liverani (Lega Nord, Ravenna), Marchetti (Lega Nord, Imola), e Facci (MSN, Bologna).
  5. Già ad aprile FattiSentire .org aveva scritto a tutti i 55 sindaci della provincia di Bologna, invitandoli a negare ogni patrocinio al gay pride. E’ importante che ognuno tenga sotto controllo l’operato del proprio Sindaco e ci segnali eventuali casi di patrocinio: tali Sindaci non potranno evidentemente essere più votati.
  6. In questo sito sono indicati gli esercizi commerciali e associazioni che hanno sponsorizzato il gay pride:
    http://www.bolognapride.it/rete-rainbow/
    è bene dare un messaggio di forte dissenso evitando di farvi acquisti.
  7. Della adorazione riparatrice leggerete nella newsletter settimanale: si terrà nella Basilica di San Domenico, a Bologna, a partire dalle ore 21:30 di sabato 7 luglio. Chiediamo a tutti gli emiliano-romagnoli di unirsi spiritualmente alla preghiera di riparazione in quelle ore.
  8. Alcuni vescovi tacciono: come laici possiamo (e dobbiamo) chiedere loro di parlare in difesa della famiglia naturale. Una “Supplica” in tale senso ha già superato le 400 firme: Firma anche tu la Supplica ai vescovi dell’Emilia-Romagna: SI alla famiglia naturale!
  9. Infine, in concomitanza con la parata, FattiSentire .org andrà a parlare contro il gender ad un evento organizzato dalla sezione femminile di Forza Nuova. Papa Francesco raccomanda di “uscire fuori” e, dopo attento consiglio, abbiamo deciso di aiutare l’iniziativa che si svolgerà alle ore 15 in Via Battindarno 127/2.

 

FattiSentire.org
Bologna, 4/7/2018

Un commento su “1”

  1. e’ una cosa deplorevole e sconcia……… spero tanto che il Signore ci aiuti a contrastare questo dilagante cancro che ammorba la famiglia intesa nel vero senso cristiano della parola.

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