Vittoria dei fanatici di Allah in Olanda

La cappa ideologica


Il governo cade per non aver difeso la deputata anti-Bin Laden

L’AJA – Centrodestra nel caos in Olanda. Il premier democristiano Jan Peter Balkenende ha presentato formalmente le sue dimissioni al capo dello Stato, la regina Beatrice. A spaccare la coalizione di governo è il caso del ritiro della cittadinanza alla ex deputata Ayaan Hirsi Ali. Divenuta figura di spicco internazionale dopo le minacce dell’estremismo islamico, il 15 maggio scorso la donna era stata privata del passaporto olandese, su decisione del ministro dell’immigrazione Rita Verdonk perché, secondo la tv olandese Zembla, aveva mentito in occasione della richiesta di asilo nel 1992. Poi, con una successiva marcia indietro, il ministro aveva cercato di arginare le violente polemiche che avevano accolto il suo gesto. Alla Hirsi Ali era stata restituita la cittadinanza, ma intanto la donna aveva già deciso di abbandonare l’Olanda per trasferirsi negli Stati Uniti. Sul banco degli accusati, era finita proprio il ministro Rita Verdonk, perché il partito più piccolo della coalizione tripartita, il D66 (liberale), aveva ritirato giovedì il proprio appoggio all’esecutivo dopo averne chiesto invano le dimissioni. Perciò, il governo si era ritrovato privo della maggioranza parlamentare. Ora la regina darà il via alle consultazioni anche se è alta la probabilità che gli olandesi saranno chiamati al voto entro la fine dell’anno, anticipando così le elezioni che si dovrebbero tenere il 15 maggio 2007. A far ritenere probabile questo scenario è la divisione interna allo schieramento di centrodestra proprio sui temi dell’immigrazione e della lotta al terrorismo, a cui fa da sfondo la frammentazione all’interno dei singoli partiti, prevalentemente per rivalità di tipo personale. Ormai disintegrata la Lista Pym Fortuyn – di cui fa parte la Verdonk – che si ispira all’uomo politico ucciso da un animalista nel 2002. Rimane sulla scena, ma escluso da ogni gioco politico, il parlamentare Geert Wilders, che ha costituito un suo partito schierato contro il pericolo del fondamentalismo. Proprio lui e Hirsi Ali erano entrati nel mirino dei terroristi islamici immediatamente dopo la morte di Theo van Gogh, ucciso nel 2003 dal musulmano marocchino Mohammed Bouyeri. Ma dopo la condanna di quest’ultimo e alcune operazioni di polizia che sembrano aver in gran parte smantellato l’organizzazione terroristica detta Gruppo Hofstad, il clima di emergenza sembra essersi spento in Olanda. E sembra essere nata una nuova solidarietà multiculturale. Tanto che i militanti dell’Hofstad Group hanno portato fiori alla televisione Zembla che ha denunciato Hirsi Ali. E ora festeggiano una nuova vittoria politica.


LIBERO, 1 luglio ’06