Unione europea suona come Unione….sovietica ?

Parlamento europeo

UNIONE EUROPEA: in arrivo una legge per escludere i partiti euroscettici?

Da diverse settimane la Commissione affari costituzionali del Parlamento europeo sta studiando una bozza di “Statuto dei partiti politici europei”. Secondo questa bozza, per essere riconosciuto, un partito avrebbe bisogno di ottenere la rappresentanza in almeno un quarto degli stati membri…..

Daniel Hannan, parlamentare conservatore inglese, in un articolo apparso il 1 giugno scorso sul quotidiano “The Daily Telegraph”, avverte che l’Unione europea sta proponendo una legge che permetterebbe di escludere i partiti euroscettici dall’Europarlamento.
“Cosa ci vuole per convincervi che l’UE è anti-democratica?” scrive Daniel Hannan. “Ha ignorato il “no” uscito dai referendum in Danimarca e in Irlanda. Si è rifiutata di accettare il risultato di una elezione generale in Austria. Adesso propone una legge che permetterebbe di impedire ai partiti euroscettici di accedere al Parlamento europeo”.

Da diverse settimane la Commissione affari costituzionali del Parlamento europeo sta studiando una bozza di “Statuto dei partiti politici europei“.
Secondo questa bozza, per essere riconosciuto, un partito avrebbe bisogno di ottenere la rappresentanza in almeno un quarto degli stati membri. Dovrebbe presentarsi alle elezioni sulla base di un manifesto comune e vincolante per tutta l’UE. Dovrebbe accettare la Carta dei diritti fondamentali dell’Ue. E – cosa più sinistra di tutte – dovrebbe soddisfare gli altri partiti. Se la maggioranza dei parlamentari dovesse decidere che un partito non osserva la loro definizione di diritti umani e valori democratici, verrebbe espulso.
“Questo è esattamente quello che fecero i nostri comunisti,” dice un parlamentare polacco. “Non misero al bando le elezioni: le elezioni le facevamo in continuazione. Non misero al bando nemmeno i movimenti di opposizione, almeno non alla fine degli anni Settanta. Gli fu sufficiente impedire ai dissidenti di contestare le elezioni.”  “I federalisti – continua Hannan – corsero a rassicurare questo parlamentare polacco. La norma non mirava ai partiti maggiori, dissero, solo a quelli cattivi, come il Fronte Nazionale di Le Pen in Francia. Il polacco era troppo educato per insistere. Poi dopo però mi disse che questo era esattamente lo stesso stratagemma usato in tutti i paesi del Patto di Varsavia. Inizialmente i partiti venivano banditi con l’accusa di fascismo, disse, poi questa definizione venne estesa a tutti i partiti, all’infuori dei comunisti e dei loro alleati del Partito dei Contadini.”

L’eurodeputato inglese traccia quindi un paragone tra l’Unione Europea e l’Unione Sovietica. “Vedo già il Sancerre andare di traverso agli euro-entusiasti. Niente li irrita di più che sentire parlare dell’Unione europea e dell’Unione sovietica nello stesso contesto.  Ma vale la pena chiedersi perché gli eredi dei Partiti Comunisti e Agrari dell’Europea dell’Est sono stati alla testa della campagna per entrare nell’UE.  Può essere forse che al loro arrivo a Bruxelles avvertono come una nostalgia?  Qui, dopo tutto, trovano un sistema gestito dai burocrati, dove si disprezza il nazionalismo e si esautorano le legislature democratiche. Il potere è gestito non dai parlamentari ma da un Politburo di 20 persone. I membri di questo Politburo, detti Commissari, godono di una vita privilegiata: sono portati in giro in auto nere con l’autista e sono esentati da diverse tasse. Governano con una serie di piani quinquennali, gestiscono questioni microscopiche che si potrebbero benissimo decidere a livelli più bassi.
L’UE non è una tirannide, non getta i dissidenti nei gulag né gli toglie il passaporto. Ma sta diventando sempre più intollerante del dissenso”.
L’UE sta per adottare una Costituzione scritta, che la trasformerà in un’unica entità politica. Se fosse un sistema veramente democratico, una proposta di questa importanza verrebbe decisa per referendum. “Se ci permettono di dire la nostra, e se il popolo vota di entrare a far parte di questo nuovo stato, prometto di accettare il risultato di buon grado. Da me non sentirete nemmeno un altro squittio sulle tendenze sovietiche di Bruxelles. Ma se non ci permettono di votare, la Costituzione europea non avrebbe alcuna legalità, come non l’aveva quella dell’URSS”.


Corrispondenza romana – 861/02 del 19/06/04