Una buona notizia dalla Lombardia !

Famiglia: politiche familiari

La proposta sarà presentata in giunta subito dopo Pasqua: «LA LOMBARDIA AVRÀ LA FESTA DEI NONNI, SARÀ IL 2 OTTOBRE». Formigoni lancia una giornata di ringraziamento. «In Italia sono 10 milioni, hanno un ruolo sociale indispensabile»


MILANO – Il prossimo due ottobre i lombardi festeggeranno per la prima volta la «festa dei nonni». Nonni al plurale, se maschi o femmine qui non fa differenza. Perché l’iniziativa, per dirla con il suo promotore Roberto Formigoni, vuole essere «il ringraziamento doveroso per un ruolo sociale indispensabile. Una funzione di cui tutti i genitori – meglio: tutta la società – beneficiano ogni giorno. E di cui però raramente si parla». Sui contenuti precisi dell’iniziativa il governatore non può sbottonarsi: «Perché vorremmo che le proposte venissero dalle associazioni, dalle scuole, dalla società. Che fossimo tutti noi insieme a dire: siamo con voi, apprezziamo quello che fate…». In realtà, in Regione parecchie idee ci sono già. Formigoni accenna a «concorsi scolastici, iniziative di incontro, testimonial celebri». Ma, appunto, si attendono proposte. E nei prossimi giorni enti e istituzioni riceveranno lettere che spiegano lo spirito dell’iniziativa e sollecitano i contributi d’idee.


La data a cui pensa Formigoni è il 2 ottobre perché «nel calendario religioso è la giornata dedicata agli Angeli custodi. E ci sembra che la fisionomia dei nonni rimandi a quello: i nonni accompagnano, consolano, sostengono. E spesso sono loro a temperare le tensioni tra i genitori e i figli».


Ragioni del cuore a parte, i numeri in campo possono sorprendere. Formigoni, che si è preparato, li snocciola: «In Lombardia i nonni sono quasi due milioni su nove milioni di abitanti, dieci milioni in Italia. E in otto casi su dieci collaborano regolarmente con la famiglia». Un compito che può anche diventare gravoso, come annota l’Istat: «Quando l’impegno è totalizzante e obbligatorio per mancanza di alternative, diventa sommamente ingiusto verso tanti nonni (soprattutto donne) che vorrebbero finalmente avere un po’ di tempo per loro stessi». Un altro dato, sempre nazionale, ci dice che il 55 per cento delle donne che lavorano affidano i figli ai propri genitori o ai suoceri. Ciò significa che nella prima infanzia i nonni sono di gran lunga la prima «istituzione»: l’asilo nido accoglie soltanto il 22,4 per cento dei bimbi. Il «successo» dei nonni, secondo l’indagine Istat, è legato soltanto marginalmente a ragioni «opportunistiche»: le mamme affidano i figli ai nonni in primo luogo per la fiducia (50%). La comodità (22%) viene molto dopo, così come la convenienza economica (8,4%) o la mancanza di alternative (7,9%). Esiste anche un aspetto economico: «Al netto del risparmio sulle baby sitter – dice Formigoni – il contributo materiale è impressionante, sfiora il quindici per cento della spesa complessiva delle famiglie». Questo aspetto era stato indagato nel 2001, con ammontare in lire: la bellezza di 160 mila miliardi. Circa il 70% dei nonni contribuisce al budget della famiglia dei figli: regali, elargizioni, prestiti vari. E, in piccolo, con la «paghetta» settimanale: che spesso viene assegnata prima dai nonni che dai genitori. «Per tutti questi motivi – prosegue Formigoni – abbiamo pensato che una giornata per dire grazie ci volesse proprio».


Il presidente lombardo presenterà la sua proposta alla prossima riunione di giunta: «Quale forma concreta dovrà assumere la festa, è da stabilire. Io preferirei evitare lo strumento dell’ordinanza, per evitare che questo ringraziamento si trasformasse in qualcosa di paludato, di troppo istituzionale».


Ma i nonni di Formigoni chi erano? «Ne ho conosciuta una soltanto, nonna Onorina. Era la moglie del fornaio di Lecco, e la sua casa grande, con un bel cortile, era il campo di battaglia dei suoi tanti nipoti. Quando è morta, avrò avuto dieci anni, mi stupii che si mangiasse la torta, come a una festa. Mia mamma mi spiegò che era soltanto un saluto, la nonna sarebbe stata sempre con noi. Ed era vero».


Il Corriere della Sera“,   9 Aprile 2004