Un libro da leggere…

Libertà di educazione


 

 

LA CACCIATA DI CRISTO

 

 







La cacciata di Cristo, pubblicato da Rizzoli, è l’ultima opera di Rosa Alberoni. Un libro scritto di slancio, con passione e rabbia che non cede a compromessi, da condividere o criticare ferocemente.
Un richiamo forte alla difesa dell’identità cristiana, della storia che ci appartiene. E proprio la storia insegna che dove hanno cacciato Cristo hanno schiacciato l’uomo come una zanzara. Le tragiche esperienze dei campi di concentramento nazisti e dei gulag sovietici ne sono inconfutabile testimonianza.

Sicuramente è un libro che vale la pena leggere. Ne parliamo con l’autrice.

Prof.ssa Alberoni, buona parte dei nostri politici attacca la Chiesa per difendere l’identità laica che trae la sua origine dall’idealismo unitario risorgimentale. Cosa ne pensa?

Che è un’abile operazione di camuffamento. Vilfredo Pareto ci ha svelato che i grandi movimenti sociali, che hanno agito nella storia, hanno avuto sempre per veste una fede. Ogni tanto ne sorge uno e poi tramonta, ma l’evento resta come modello storico a cui molti si rifanno per giustificare le proprie azioni nel presente. In realtà, sostiene Pareto, è lo stesso tipo di uomo che si presenta con maschere diverse. «Supponi – scrive Pareto ad un amico – uno stesso uomo che oggi, vestito di chiaro, ti chieda denari per l’amor di Dio; domani, vestito di scuro, te li chieda come compagno socialista; il giorno dopo, con un gran manto, te li chieda per le speculazioni Rochette; il giorno di poi ancora, in maniche di camicia, te li chieda per i diamanti Lemoine … Muta il vestito, mutano le teorie, ma in sostanza è sempre lo stesso uomo… Occorre, dunque badare alla sostanza».

E che cosa vuole l’uomo che guida un movimento nuovo per opporsi alle Istituzioni che governano in quel momento storico le nazioni? Il potere. E cosa lo muove? La sete di dominio, sempre abilmente nascosta sotto una maschera dipinta con i più nobili ideali. Nella storia dell’Europa sono stati pochi i leaders che hanno voluto per davvero il bene dei propri popoli. Gli altri hanno sempre cercato di scalzare le élites al potere per prenderne il posto. E le hanno scalzate. Ma per farlo hanno dovuto prima negare Cristo, e poi l’autorità morale, rappresentata dalla Chiesa di Roma, dal Papa.

Mi faccia qualche esempio.

Lutero e la Riforma Protestante. Lutero non intendeva cacciare Cristo, ma liberarsi dell’autorità del Papa sì. Però non avrebbe potuto farcela se i regnanti europei dell’epoca non l’avessero sostenuto.
Anche loro volevano liberarsi dell’autorità del Papa, perché lo sovrapponevano agli invasori romani, poi ai cristiani che li avevano costretti, a partire da Carlo Magno, ad accettare il Cattolicesimo. I
regnanti europei avrebbero preferito governare come gli aggradava, senza quel papa che ricordava loro la dignità della persona, la fratellanza rivelata da Cristo. Insomma avrebbero preferito i propri antichi Dei pagani al posto di Cristo, la Madonna, i Santi. Ma, sapendo che nella storia non si torna indietro, appoggiano Lutero per liberarsi dell’autorità morale del papa. Poi arrivano i giacobini, assetati di potere, ricchezza, scacciano Cristo ed instaurano l’ateismo di Stato. E così faranno anche i leader del risorgimento, del comunismo, del nazismo, sempre in nome di altisonanti ideali.

Per fortuna non sono riusciti mai ad accecare tutto il popolo. Gran parte di esso si è infatti sempre abbarbicato alla fede, al Vangelo. Per questo nella civiltà cristiana si è rafforzata la democrazia. Solo gli Stati totalitari possono fare a meno della fede, la democrazia no, perché si basa sulla coscienza morale della persona. E senza timor di Dio non vi può essere coscienza morale sacra, quindi
non relativizzabile, che ponga al centro l’inviolabilità della persona dalla nascita alla morte.

Nel suo libro La cacciata di Cristo lei definisce la Rivoluzione Francese come l’ultima delle guerre di religione. Ma i valori declamati, ovvero uguaglianza, libertà e fraternità, non sono valori cristiani?

Sono tutti valori ebraico-cristiani. La libertà è donata da Dio a tutto il creato sin dal principio. Basta questa riflessione per constatarlo: se Lucifero non avesse avuto in dono il libero arbitrio avrebbe potuto ribellarsi a Dio? No. E questo vale anche per l’uomo. Anche il comandamento “Ama il prossimo tuo come te stesso” è acquisito dalla civiltà ebraica prima dell’avvento di Cristo. Cristo, oltre ad essere il Redentore è anche il padre della più grande rivoluzione umana, ci rivela poi qualcosa di inimmaginabile: che siamo tutti fratelli e quindi uguali di fronte al Padre Celeste.

E invece i rivoluzionari francesi spacciano la libertà, la fratellanza e l’uguaglianza come una propria invenzione. Essi in realtà rendono quei valori profani, terrestri. L’uguaglianza di cui parla Cristo è spirituale, è rispetto e amore dovuto al fratello, alla persona. Siamo uguali davanti al Padre, al suo amore, ma tutti diversi l’uno dall’altro, e liberi. E invece i giacobini – e poi anche i comunisti – cercano di imporre l’uguaglianza economica, corporale con la violenza. Uguaglianza a parole, perché nei fatti pretendevano dal popolo un’ubbidienza cieca. E chi non ubbidiva veniva ghigliottinato, massacrato. I giacobini tradiscono i valori cristiani, calpestano la dignità umana. S’innalzano a tiranni che elargiscono, a chi sta dalla loro parte, tutte le libertà corporali, animalesche.

Infatti, finché non arriva Napoleone, in Francia regna la promiscuità sessuale, convivono, divorziano,
abortiscono, gettano i morti nelle fosse comuni, come spazzatura. Ma per compiere questa opera di devastazione avevano dovuto prima negare Cristo e poi rimpiazzarlo con la beffarda dea Ragione. È beffarda perché non ha nulla di ragionevole, di umano, visto che semina morte e distruzione fisica e
morale. Sono proprio gli illuministi francesi, i razionalisti atei, ad iniziare la più vasta guerra contro il
Cristianesimo. Che continua ancora oggi in modo subdolo.

Scrive nel suo libro che per Marx la famiglia è una sorta di virus che infetta tutta la società. Quanta influenza ha avuto tale impostazione di pensiero sulle attuali proposte di riconoscimento delle famiglie di fatto?

Marx ha continuato l’opera devastante iniziata dagli illuministi, che è questa: svuotamento della persona di tutti i suoi valori, religiosi, familiari e umani. Per renderlo un burattino, a cui dare in cambio una libertà animalesca, degna del selvaggio di Rousseau, e una mente plagiata secondo i desideri di chi comanda. Il sogno inconfessato sarebbe questo: sacralizzare le leggi che cautelano chi comanda, ed annullare tutte le leggi e i valori che rendono inviolabile la persona e la famiglia. Dare una libertà corporale totale, e annullare il libero arbitrio, la coscienza sacra che ha come sorgente Dio. Gli esseri umani sono tutti uguali davanti al diritto di avere e fare quel che gli pare del proprio corpo: abortire, manipolare la matrice umana, clonare, sposarsi con chi vogliono, donne con donne, uomini con uomini, donne con uomini. E poi se cambiano idea, ripudiare, risposarsi, avere dei figli quando li desiderano, e ad ogni costo, usando qualsiasi mezzo.

E poco importa se poi impedisco ad un bambino di nascere, oppure gli impongono, come una sorta di condanna indelebile, dei genitori anomali, contro natura o vecchi. Il diritto vale per chi sceglie per prima, non per quelli che verranno. Gli uomini dell’avvenire non sono concepiti come sacri, inviolabili e liberi, ma come prodotti del pensiero degli uomini di oggi, del loro volere arbitrario e profano.
Prodotti liberamente formati e liberamente mutabili a seconda delle circostanze.

Per quale ragione l’ideologia comunista considera la religione “l’oppio dei popoli”?

Perché, secondo Marx, come l’oppio, la religione frastorna, annienta la coscienza, impedisce al proletariato di rendersi conto della propria condizione di essere alienato. L’essere alienato sarebbe colui che accetta la realtà storica in cui è nato e cerca di vivere in modo dignitoso. Per Marx, invece, il proletariato non deve accettare la realtà, deve ribellarsi, “cambiare il mondo”.

Ad impedirglielo, sempre secondo Marx, è la religione, perché è il luogo di una soddisfazione immaginaria, di una immaginaria giustizia e bontà, che l’uomo non può trovare né attuare sulla
terra, se non si libera dei governanti, dei preti, di Dio. Marx in cambio della civiltà cristiana promette un paradiso sulla terra, il comunismo. Il paradiso del corpo non quello dello spirito promesso da Cristo. Che poi ai malcapitati popoli che gli hanno creduto il paradiso comunista si sia rivelato come gulag, prigione, tortura, morte, è ormai noto. Il comunismo ha abbeverato la sete di dominio di alcuni, ed ha attuato la distruzione morale delle masse. Ha trasformato i popoli in buoi, altro che alienazione!

La concezione positivistica dell’uomo che attanaglia il nostro tempo ha favorito la proliferazione di nuove religioni “fai da te”, dove ognuna contiene un “mix” di altre credenze. La religione è diventato un supermarket?

Tutti i valori sono divenuti dei prodotti acquistabili al supermercato, perché non sono più ritenuti sacri ed inviolabili. Se sono barattabili, vuol dire che l’uno vale l’altro. E la religione non sfugge a questa regola. Oggi gli atei, i razionalisti, gli scientisti, quando si accorgono che non riescono a riempire il vuoto esistenziale che li attanaglia, quando vogliono riempire la propria anima che non si acquieta e gli produce una sofferenza psichica inspiegabile, ricorrono allo stregone di moda in quel momento, o alle tecniche orientali, alla meditazione, allo Yoga. Talvolta mescolando un po’ dell’una con l’altro,
come se la religione fosse un minestrone, in cui ciascuno vi mette gli ingredienti che desidera quel giorno.

I dieci comandamenti sono ancora attuali? E perché mai dovremmo rispettarli?

I comandamenti sono eterni, perché costituiscono la sostanza della coscienza morale. E se non vogliamo autodistruggerci dobbiamo metterli in atto ogni giorno. Non potremmo neanche tornare alle caverne, perché l’arroganza è tanta, e l’energia morale per compiere lo sforzo titanico, che hanno compiuto i nostri antenati per forgiare la civiltà, non l’abbiamo, l’abbiamo persa per strada. E molti non sanno né come e né quando l’hanno persa. Perché? Perché abbiamo abituato il nostro corpo ad avere quasi tutto, ed abbiamo trascurato il rafforzamento dello spirito. Il corpo ha ingoiato lo spirito, da cui deriva l’energia morale, come ha sottolineato Benedetto XVI.


Intervista a Rosa Alberoni

 

Dalla rivista Radici Cristiane