UNIONE IN TOSCANA: una stanza per drogarsi

La cappa ideologica

TOSCANA con safe injection room?


Se si vuol conoscere la politica dell’Ulivo basta conoscere le sue regioni.
Mentre il Parlamento italiano ha varato, finalmente, una legge anti-droga, la Regione Toscana pensa di istituire una safe injection room in ogni ASL. E’ una stanza dedicata a tossicodipendenti e alcolizzati dove questi si potranno recare a bere, drogarsi e fumare, senza che nessuno li denunci. La stanza,secondo l’art. 12 della proposta di legge regionale, è uno spazio franco.

Come scrive Il Messaggero:
Il dramma della droga si può risolvere così? Può essere legittimo dare ad un tossicodipendente, in strutture sanitarie pubbliche, la “stanza sicura” dove iniettarsi l’eroina? Crediamo che una istituzione pubblica, in questo caso una Asl, abbia come compito istituzionale la cura e la tutela della salute dei cittadini. Il denaro pubblico, affidato alle istituzioni, va utilizzato per finalità condivise. Una sperimentazione così spinta, una safe room, invece, non lo è. Chi non ha un posto in ospedale, chi aspetta un’ambulanza che non arriva, chi per un’analisi viene invitato a tornare dopo mesi, difficilmente si convincerà che sia giusto spendere fondi pubblici per sperimentazioni così incerte e discutibili. Come sarà il programma della Toscana? Nessuno può dirlo. Ma anche Zurigo, che tanto aveva creduto nell’eroina controllata, alla safe injection ha rinunciato dopo una sperimentazione durata anni. L’eroina di Stato, in 18 centri, con 1.100 tossicodipendenti, non ha dato i risultati sperati.


Oltre alla droga, altro campo dove si stanno muovendo le Regioni Uliviste è quello dei PACS, con una strategia pilotata e coordinata a livello centrale. Cercando di travalicare le prerogative legislative del Parlamento, le Regioni Uliviste hanno come obiettivo socio-politico dichiarato quello di dare riconoscimento giuridico pieno a chi, rifiutando di sottoscrivere i doveri civici derivanti dal matrimonio, aspira a esercitarne egualmente le principali prerogative. Ma per sciogliere il quasi-matrimonio basta un ripudio.


P.S.: Vorremmo sapere come giudica questo il settimanale dei vescovi toscani, Toscana Oggi, visto che ha suscitato la vivace protesta del presidente dell’Unione dei Giuristi Cattolici di Pisa, Aldo Ciappi,  per una sua presa di posizione, a dir poco, non equilibrata in materia politica.


KATTOLIKO PENSIERO 8 marzo 2006