Terra Santa: cristiani sempre più isolati

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CHIUDE ANCHE LA TV.
In Terra Santa i cristiani ormai sono invisibili


di Eid Camille

Contano sempre meno nella società i cristiani di Terra Santa. Dal primo novembre cesserà di trasmettere l’unica televisione privata cristiana in Palestina, costretta a chiudere per mancanza di fondi. La tv, al Mahed (la Natività), con sede a Betlemme, ha infatti accumulato un ingente passivo, circa 800 mila dollari. Un vero peccato, perché l’emittente aveva reso un inestimabile servizio alle comunità cristiane in Terra Santa sin dalla sua fondazione, nel 1996, e rappresentava un punto di incontro per cristiani, ebrei e musulmani. Il suo direttore, Samir Qumsieh, medita ora di partire per l’estero dove da anni vivono tutti i suoi fratelli.
Dal 1948 almeno 250 mila cristiani hanno lasciato la terra in cui è nato Gesù per motivi legati all’instabilità politica, alla crescita del fondamentalismo e alla recessione economica. Oggi vivono in Terra Santa circa 170 mila fedeli cristiani: poco più di 120 mila in Israele e 50 mila nei Territori palestinesi, meno del 2 per cento della popolazione. Questo calo demografico non manca di ripercuotersi sul peso sociale dei cristiani. Il vescovo Fouad Twal, coadiutore del patriarca latino di Gerusalemme, definisce «una sciagura» la fuga di cervelli e degli elementi migliori dalla Palestina. «L’indebolimento e la scomparsa di queste comunità cristiane locali – dice – riduce la speranza che si stabiliscano nella regione i valori di una società aperta, pluralista e civile». «L’elemento cristiano – aggiunge – è tra i pochi a favorire e garantire princìpi di moderazione nello scontro civile e religioso che dilania questa regione. Il suo ridimensionamento è quindi una perdita per il processo di pace».

Tempi num.44 del 01/11/2007 0.00.00