Si festeggia l’orrore sul web

Dal mondo

Orgoglio pedofilo: l’orrore fa festa


Dietro la cortina fumogena di una presunta cultura dell’amore per il bambino, si nasconde l’apologia di uno dei reati più gravi e abbietti. Le violenze sui minori sono purtroppo in costante aumento…

MILANO – [ c. l.] Si festeggia l’orrore. Domani sul web. Il 25 giugno è la giornata del «pedo- pride» , ovvero «dell’Orgoglio pedofilo». Gli aderenti al gruppo si definiscono «amanti dei bambini» e lanciano proclami deliranti in internet. «Click here for English», «Click aquì para Español», «Click here for Russian», «Clicca qui se vuoi l’Italiano». Il sito adesso è tradotto anche nella nostra lingua, dietro la sigla “Ibld“, apertamente e orgogliosamente pubblicizzata, c’è “l’International boyloveday”, lo spazio web creato dagli orchi e accessibile a tutti, bambini compresi. Si discute di pedofilia e pederastia come fossero patrimoni culturali da difendere, di pederasti e pervertiti come di una razza quasi in estinzione a causa delle «discriminazioni» di cui sono fatti oggetto «in questa società arretrata». Intanto l’abuso sui minori dilaga a tutte le latitudini, non solo in internet ma anche attraverso il turismo sessuale, che è l’unico a non avere risentito della crisi dell’euro. I cosiddetti « boy- lovers », si auto- dedicano un giorno di festa e in questa occasione vestono i panni delle vittime e perpetuano attraverso il web, sotto gli occhi di tutti (forze dell’ordine e istituzioni comprese), l’antico inganno linguistico: “pedofilia” significa amore verso i bambini. In verità dietro l’inglese ” boy- love“, si cela ( e neanche troppo) tutta una serie di gravissime apologie. Sostenute attraverso fior di articoli tratti nientemeno che dalla Dichiarazione universale dei Diritti dell’umanità: «Articolo 19: tutti hanno il diritto alla libertà di opinione e espressione». E così, mentre si susseguono sequestri di materiale pedo- pornografico, arresti e denunce, su internet si pubblicizza tranquillamente «la Giornata dell’orgoglio pedofilo» o «International Boylove day». «Questo orrore viene celebrato puntualmente ogni anno a giugno», dice Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui diritti dei minori che insieme con Giovanni Arena (Telefono Arcobaleno) e Massimiliano Frassi (Associazione Prometeo), denuncia l’iniziativa. «Non bastano le associazioni a protestare e a denunciare a gravità di questa iniziativa, anche le istituzioni devono alzare la voce e lanciare un segnale politico forte contro chi utilizza internet per questi scopi. Dietro la cortina fumogena di una presunta cultura dell’amore per il bambino, si nasconde l’apologia di uno dei reati più gravi e abbietti. Basta con il silenzio, restare muti davanti a questo scandalo, significa essere complici degli orchi», aggiunge Marziale. «La comunità pedofila internazionale strumentalizza la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea e la Costituzione degli Stati Uniti d’America, attraverso interpretazioni aberranti», continua il presidente di Telefono Arcobaleno, «questi criminali si sono dotati di un simbolo e con innumerevoli pagine web, sulle quali veicolano messaggi celebrativi, legittimano il loro pervertito amore verso i bambini. Domani si scambieranno immagini e filmati agghiaccianti e il rituale contempla anche l’esposizione in luoghi pubblici di una candela blu. Questa celebrazione grida vendetta al cospetto di tutti quei bambini, sempre più piccoli e sempre più violentati nel corpo e nell’anima». Proprio ieri la procura di Palermo ha messo a segno un’azione contro la pedofilia. Il pm Maurizio Agnello, ha smascherato sei presunti orchi che si scambiavano materiale raccapricciante in internet. Sono stati sequestrati videoclip che riprendono bambini di appena 5- 6 anni che avevano rapporti sessuali completi con adulti. «Immagini sconvolgenti e rivoltanti», dice il magistrato. I sei denunciati sono residenti tra la Lombardia, la Campania, l’Emilia Romagna e la Puglia. «È stata la Polizia postale di Palermo» , spiega Agnello, «a scoprire i video dell’orrore, partendo da un file denominato “Lolita”. Da qui, dopo avere fatto il download, sono risaliti alle utenze telefoniche e dei denunciati » .
I numeri della pedofilia
Sono circa due milioni i bambini ridotti in stato di schiavitù sessuale; 7 su 1.000 i minori che subiscono violenza; 50.000 i siti a contenuto pedopornografico; 5 miliardi di dollari il valore del mercato online della pedofilia; 3.500.000 le foto che circolano liberamente nella rete: il costo di immagini di bambini ritratti in scene violenze varia dai 30 ai 100 dollari Due bambini al giorno sono oggetto di abusi sessuali; 1.000 i processi all’anno svolti sui casi di minori abusati e maltrattati ( il 35% dei quali di età inferiore ai 3 anni); il 60- 70% degli abusi avviene all’interno delle mura domestiche; il 46% avviene sui minori di 14 anni, il 33% rappresenta l’abuso fisico, il 21,8% la trascuratezza, il 19,8% l’abuso psicologico.


Libero 24 giugno 2005