Se la Chiesa vive dell’Eucaristia in Italia si muore di fame…

Partecipazione del cittadino

Una indagine del Censis rivela che il 21,4% degli italiani va a Messa la domenica ROMA, giovedì, 18 novembre 2004 (ZENIT.org).- Una indagine stilata dal Censis, e presentata giovedì 18 novembre, afferma che di fronte al 21,4% degli italiani che frequenta la Messa settimanalmente, la maggior parte di coloro che non vanno – gli intervistati fra i 16-17 anni – adduce come causa principale la noia e lo scarso coinvolgimento.
Il rapporto è stato presentato dal vicedirettore dell’Istituto, Carla Collicelli, in apertura del convegno “La Domenica tra lavoro e consumi”, organizzato a Massafra (Ta) dall’Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Conferenza episcopale italiana in preparazione al Congresso Eucaristico Nazionale (Bari, 21-29 maggio 2005). In esso si legge che il 57,8% degli intervistati (il 59,5% tra i 16-17enni ed il 68,8% tra i residenti nel Sud-Isole) si è dichiarato cattolico praticante, il 28,7% cattolico non praticante, il 4,3% di altra religione e il 9,2% ateo o indifferente.
Per quanto riguarda la partecipazione alla Messa, il 21,4% dei cattolici praticanti la frequenta settimanalmente, mentre il 16,5% dichiara di essersi recato a Messa la domenica precedente l’intervista, il 16,8% vi si reca saltuariamente ed il 3,1% solamente a Natale, Pasqua e in circostanze particolari.  Il 62,6% di coloro che vanno in Chiesa la domenica dichiara di farlo perché è cattolico praticante, il 17% perché lo fa sentire in pace con se stesso, mentre tra gli adolescenti spicca il 18,3% che indica nella Messa una occasione per avere qualche minuto per riflettere.
Sulle motivazioni della non partecipazione alla Messa, dai dati emerge che il 33,7% dichiara di annoiarsi, di non sentirsi coinvolto, il 19,8%, invece, non partecipa perché preferisce rimanere in casa a riposarsi, mentre circa l’11% nella Chiesa non sente spiritualità.
Il non sentirsi coinvolti ha una relazione praticamente inversa con l’età degli intervistati e, infatti, è indicata come ragione della non frequenza della Messa dal 41,6% dei 16-17enni intervistati.
Il 5% di coloro che hanno risposto alle domande del Censis sostiene di non andare a Messa a causa del sacerdote: la maggioranza afferma di non stimarlo e di non vedere in lui un modello, mentre circa il 22% lo ritiene troppo preso dai suoi interessi e poco disponibile.
La parrocchia rimane il luogo preferito per andare a Messa, come afferma oltre il 76% degli intervistati, percentuale che sale tra i 16-17enni all’80,2%. In merito alla religiosità vissuta in forma privata, 68,4% dichiara di essere informato sulla frequenza alla Messa di parenti, amici e colleghi, mentre il 31,6% afferma di non parlare di queste cose. Secondo il Rapporto del Censis, questo dato indica una sorta di pudore o di riservatezza che confina le scelte e i comportamenti religiosi nell’ambito delle questioni molto personali e intime. In conclusione al capitolo dedicato all’appartenenza religiosa e alla partecipazione alla Messa il Censis riporta che il 51,2% frequenta la celebrazione eucaristica domenicale con i familiari ed il 6,4% con altre persone, mentre il 42,4% da solo.

Zenit 18 nov. 2004