Roma, tutti a scuola di omosessualità

La cappa ideologica
Roma, a lezione dai gay contro l’omofobia. E i corsi sono obbligatori

L’assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Roma ha deciso di mandare studenti, docenti e genitori a lezione di omosessualità. Il progetto coinvolge tre istituti superiori. L’obiettivo è combattere l’omofobia. Si comincia la prossima settimana e durerà fino ad aprile. Ma molte famiglie temono che ai ragazzi, nel delicato periodo dell’adolescenza, siano offerti dei modelli troppo alternativi rispetto a quelli tradizionali. Ed è già polemica.

 Studenti, docenti e genitori a lezione dagli omosessuali per imparare ad accogliere le diversità. Con il patrocinio dell’assessorato Pari Opportunità del Comune di Romasta per partire in sei Istituti superiori romani il progetto «Smontiamo i bullismi, impariamo a convivere», promosso e realizzato dal circolo di cultura omosessuale Mario Mieli. Il progetto coinvolgerà un migliaio di ragazzi che, a partire dalla prossima settimana e fino ad aprile, frequenteranno circa 60 incontri nei quali saranno affrontate tematiche come il machismo e l’omofobia. Sei le scuole coinvolte: Seneca, Alberti, Faraday, Salvini, Sisto V e Anco Marzio. Le lezioni saranno tenute da operatori volontari assistiti da docenti, psicologi, tutor e assistenti sociali che fanno riferimento al circolo Mario Mieli. «I bullismi che vogliamo smontare non riguardano soltanto gli orientamenti sessualimatutte le differenze e gli stereotipi che possono generare discriminazioni e violenze verbali e fisiche», spiega uno dei coordinatori del progetto, Massimo Farinella del Mario Mieli. Fra gli obiettivi prioritari del progetto «la sensibilizzazione sulle difficoltà che i ragazzi incontrano durante la crescita, in relazione alla scoperta della propria identità affettiva e sessuale, in un contesto che generalmente non prevede o non accetta le diversità». Saranno i professori a scegliere le classi che dovranno frequentare i corsi. Una volta individuati gli studenti dovranno seguirli obbligatoriamente come qualsiasi altra iniziativa. Sembra che il progetto non abbia però ricevuto il gradimento del ministero dell’Istruzione, che non ha affiancato il proprio patrocinio a quello del Comune. Iniziative contro le discriminazioni e le violenze hanno sempre avuto il plauso di genitori e docenti. In questo caso però è già esploso il dissenso da parte di associazioni familiari e genitori. Nicola Giacobbe, presidente nazionale del Forum delle Famiglie confessa tutta la sua perplessità soprattutto di fronte alla scelta del Comune di patrocinare l’iniziativa. È chiaro che gli istituti si sentono comunque garantiti sulla serietà dell’iniziativa se c’è il Campidoglio a sponsorizzarla. «Ritengo quantomeno discutibile il patrocinio del Comune: gli omosessuali sono persone come tutte le altre ma non possono propagandare nelle scuole che esistono altri generi oltre quelli maschile e femminile», dice Giacobbe. Pure l’Associazione italiana genitori (Age) si dice contraria «a ogni forma di bullismo, ma prima del genere c’è il rispetto assoluto della persona», osservando che sarebbe stato meglio «organizzare un percorso per il rispetto di tutte le differenze a prescindere dalle appartenenze». Molto più duro il senatore Giuseppe Valditara, responsabile nazionale di Alleanza nazionale del settore scuola e istruzione: «Il tema è importante, ma deve essere affrontato da persone competenti e non da sedicenti associazioni ed usando criteri di equilibrio e non di parzialità. Con la crescita dei giovani non si può scherzare, queste sono iniziative velleitarie».

di Francesca Angeli
Il Giornale venerdì 08 febbraio 2008