Prodi? E’ incredibile…

La cappa ideologica


CASO SUEZ-GAZ DE FRANCE


Prodi se la prende col Cavaliere, Letta con Bush


Gratta, gratta e trovi… la dissoluzione dell’Italia

«Se questo governo, invece di spingere per la nomina di Buttiglione a commissario, avesse difeso la poltrona di Mario Monti alla concorrenza europea contro i veti interessati di Francia e Germania, probabilmente oggi non saremmo ridotti così». Non conosce la vergogna Romano Prodi nel commentare la vicenda della fusione tra Suez e Gaz de France per bloccare l’intervento di Enel sul mercato energetico francese.
Al di là del fatto che Monti è l’uomo della multa a Microsoft, ovvero il cavaliere solitario della crociata più anti-liberista degli ultimi anni, appare quantomeno sconvolgente che il politico destinato, nei suoi sogni, a governare il paese non trovi di meglio che criticare l’Italia invece che condannare l’atteggiamento d’Oltralpe. Ancora più sconvolgente è il commento di Enrico Letta, responsabile economico della Margherita: «Il governo ha scelto Bush e ora paghiamo il conto».
Come ci si può fidare di gente simile?
Quando la scorsa settimana Silvio Berlusconi aveva attaccato la magistratura sul caso Antonveneta, difendendo il principio di italianità del credito, dall’Unione partì un crucifige di accuse in nome del libero mercato: oggi è tutto diverso, Parigi può blindare le sue frontiere economiche e la colpa è del governo italiano. Non importa che mentre chiude le sue porte agli investimenti italiani, la Francia stia per mangiarsi un’altra fetta del comparto agro-alimentare di casa nostra, cioè la Galbani: a lorsignori tutto questo non interessa, l’importante è vincere le elezioni.
D’altronde Prodi è uomo Iri (scuola che di svendite ne sa qualcosa) e a Bankitalia c’è Mario Draghi, l’uomo del Britannia e dello shopping anglo-americano nel biennio ’92-’93: ecco cosa ci attende se vinceranno loro il 9 aprile prossimo.


Tempi num.10 del 02/03/2006