Pillola Ru486: in Toscana 40 aborti al mese

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Aborto: Ru486; 190 interruzioni primi 5 mesi 2006 in Toscana


Toscana: Udc e Fi hanno chiesto di “programmare e disporre periodiche azioni di verifica e monitoraggio della pillola Ru486”, ma la mozione è stata respinta dall’aula con il voto contrario del centro sinistra e l’astensione della Margherita


 

“Nei primi cinque mesi dell’anno le interruzioni farmacologiche volontarie di gravidanza sono state 190”. Lo ha reso noto oggi l’assessore regionale alla Sanità, Enrico Rossi, rispondendo a un’ interrogazione “in merito alla somministrazione nelle strutture ospedaliere della Regione Toscana della pillola abortiva Ru486”. L’interrogazione è stata presentata dal capogruppo Udc Marco Carraresi a cui era collegata anche una mozione firmata da alcuni consiglieri Udc e Fi in cui si chiedeva di “programmare e disporre periodiche azioni di verifica e monitoraggio della pillola Ru486 nelle strutture sanitarie della Toscana”.
La mozione è stata respinta dall’aula con il voto contrario del centro sinistra e l’astensione della Margherita. Secondo l’assessore Rossi “nel complesso le interruzioni volontarie di gravidanza non sono in aumento. Sul fronte di quelle farmacologiche nel periodo di riferimento si è avuto una riduzione presso l’azienda ospedaliera di Pisa e un aumento in quella di Siena“.
Pronta la risposta di Carraresi secondo cui la “questione è rilevante perché anche secondo il padre della pillola abortiva in alcune pubblicazioni ha affermato che l’aborto chimico ha tassi di mortalità maggiori del 10% rispetto a quello chirurgico. La questione non può essere liquidata troppo semplicemente ma occorre un monitoraggio rigoroso nel nome del diritto alla salute delle donne”.
Rispetto al voto della mozione Cararesi ha poi aggiunto “sono rimasto molto deluso e sconcertato anche per il comportamento pilatesco del gruppo della Margherita che dopo aver manifestato condivisione per i contenuti della nostra mozione, si è alla fine astenuta“.
La mozione collegata ha poi visto un acceso dibattito in aula. Per Anna Maria Celesti (Fi) “i consultori e le strutture socio sanitarie toscane ad oggi, non hanno garantito alla donna quanto previsto dalla legge, ovvero la visione dell’aborto come estrema ratio. In questo senso è necessario assicurare alla donna che chiede di interrompere la gravidanza tutti gli aiuti finalizzati alla rimozione degli ostacoli sociali, economici o familiari che la portano a questa scelta”.
Sull’argomento è intervenuto anche il capogruppo Pdci Luciano Ghelli che, a titolo personale, ha sottolineato come “sono contrario alla sperimentazione della pillola abortiva e sono contrario anche alla sperimentazione sulle cellule staminali e all’accordo in sede Ue perché sono per la difesa della vita”.


TOSCANAoggi 26/07/2006