Più importanza alla famiglia

Famiglia: politiche familiari

FAMIGLIA E SOCIETÀ
L’arcivescovo Rabitti: «Attesa di giustizia sociale da parte di questi nuclei familiari»


«Più aiuti ai genitori a casa con i figli»


L’annuncio del ministro Bindi all’incontro dell’Associazione Famiglie Numerose: «Sgravi fiscali anche per la cura degli anziani»


Da Ferrara Paolo Guiducci – Da Avvenire.it


Un riconoscimento fiscale alle mamme che accudiscono i figli e alle mogli che assistono genitori o suoceri. Un contributo a fini pensionistici che consideri il lavoro della casalinga per l’altissima funzione sociale che riveste. Un obiettivo che il ministro per la Famiglia Rosy Bindi s’impegna a perseguire. Lo ha assicurato davanti ad una platea interessata, quella dell’Associazione Famiglie Numerose, che ha vissuto domenica a Ferrara la giornata interregionale di Emilia-Romagna, Veneto e Friuli-Venezia-Giulia. Intervenuto alla tavola rotonda “Figli, Famiglia, Futuro”, il ministro Bindi si è detto disponibile alla revisione anche del metodo degli assegni familiari da 0 a 18 anni sulla base del reale costo del figlio, unendo la funzione fiscale a quella sociale, «andando incontro cioè ai nuclei più bisognosi». E come ministro senza portafogli «mi impegno a portare l’Associazione al tavolo della trattativa per valutare richieste e detrazioni con i Ministri competenti», ha dichiarato la Bindi. A frenare i facili entusiasmi, però, la consapevolezza che in questa Finanziaria non c’è posto per nessuna nuova idea: non l’ha detto a chiare lettere, il ministro, ma l’ha fatto capire chiaramente. La Bindi ha poi glissato, suscitando qualche perplessità tra la platea, di fronte al quadro presentato dal presidente dell’Associazione Nazionale Famiglie Numerose. «Se io e mia moglie ci separassimo virtualmente, vivendo solo come coppia di fatto e non di diritto, ci ritroveremmo nel portafogli oltre 750 euro in più al mese», ha detto conti alla mano Mario Sberna.
Servirebbe una rivoluzione culturale e politica in Italia per arrivare a riconoscere la famiglia non come un gruppo di consumatori o di poveri da aiutare in casi estremi, ma come soggetto produttivo di beni importanti per la società, come l’educazione e la solidarietà. Un traguardo ancora lontano, come le famiglie numerose sanno bene. «Deve essere riconosciuto il valore dei figli per la società. – ha ribadito dal palco dei relatori il deputato Gianluca Galletti (Udc) – e l’aiuto ai nuclei più numerosi indipendentemente dal reddito». A questo proposito Galletti ha fatto un esempio semplice, partendo dalla propria situazione personale. L’onorevole percepisce lo stesso stipendio del ministro Bindi, ma quando torna a casa con la stessa somma deve far quadrare i conti di una famiglia “abitata” da quattro figli. La tassazione in base agli appartenenti al nucleo è quanto da tempo chiedono le Famiglie Numerose, le più penalizzate sotto questo aspetto. «Altro che fanta-economia. – assicura Sberna – Serve solo una sana dose di realismo e un po’ di coraggio».
«La Chiesa e la società hanno bisogno di famiglie numerose – ha affermato in chiusura di giornata il cardinale Ersilio Tonini -. Il diritto può arrivare fino ad un certo punto, poi si deve arrestare, lasciando spazio all’amore, quello che sta alla base della famiglia e che aiuta a superare tante barriere».
Prendendo spunto dal vangelo del giorno, l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, Paolo Rabitti, presidente della Commissione episcopale per il laicato, ha invitato alla «necessità di passare attraverso la profezia. Gesù – ha rimarcato il vescovo – ci toglie il mutismo, ci invita a non essere sordi nei confronti delle urgenze che salgono dal cuore, a non essere afoni», dando voce «alle gioie, alle speranze e anche alle giuste attese di giustizia sociale» delle famiglie numerose.