Perugia ospita la «Prima Sagra Anticlericale»

La cappa ideologica

Umbria la patria della “Prima sagra anticlericale”


Canzoni, mangiate e riti blasfemi. Tre giorni contro i preti

Sagra popolare. Tutta questa allegria popolare non deve trarre in inganno. La preoccupazione degli organizzatori è «seria». Gli organizzatori lo hanno ben sottolineato, nel presentare la sagra. Si tratta, hanno detto, di una “iniziativa simbolica rivolta principalmente ai giovani, ma più in generale, ai liberi pensatori, laici e antioscurantisti”. Vuol essere, ha spiegato Carlo Romagnoli, un esponente dei centri sociali, “uno spazio di riflessione critica sui condizionamenti che tutte le religioni monoteiste impongono nelle diverse società. Per esempio in Italia…»

Un bel piatto di “strozzapreti”, con tanto di sugo di cinghiale e innaffiati da vino rosso, e passa la paura. Quella dell’oscurantismo clerical-vaticano che dilaga sull’Italia come una pandemia mefitica che minaccia di soffocare le italiche virtù di laicità e libertà. Che fare? L’interrogativo da pre-rivoluzione russa è pressante e così i centri sociali di Perugia hanno pensato di dare una risposta tutta loro. Nel cuore medievale di Perugia viene dunque allestita la “Prima sagra anticlericale”.
Non è bastato il sessantottino “Cloro al clero” a depurare l’ambiente? Proviamo con gli strozzapreti, più ecologicamente corretti e decisamente meno indigesti anche per i combattenti antitonache. Così la città umbra diventa lo sfondo ideale per una tregiorni (da ieri fino a domani) di stand gastronomici, banchetti e “performance teatrali”.
Qui è tutto rigorosamente anticlericale: dalle merende alle cene, dalla pasta al panino con la salsiccia, dalle magliette agli opuscoli, alle canzoni e ai dibattiti, dalle rassegne cinematografiche al cabaret. E poi, cosa c’è di più trasgressivo che farsi sbattezzare all’ombra di chiese e campanili medievali, magari proprio lì dove invece genitori proni ai parroci liberticidi hanno costretto bambini innocenti alla barbara imposizione dell’acqua benedetta?
Quando ci si è stufati di ingozzarsi di strozzapreti, si potrà andare ad applaudire la disputa sul tema: “Perché insegnare religione alle ragazze è una vigliaccata”. Questo è un vero e proprio premio, assegnato al giovane “libero pensatore” che avrà saputo incantare le folle appunto su questa centrale questione e si porterà a casa, oltre alla perenne gratitudine delle suddette ragazze – finalmente non più succubi del terrore sessuofobo e perciò disponibili al sano richiamo della carne – anche la somma di 100 euro. Si beccherà invece una salva di fischi il torvo “Corvo nero 2005” che sarà scelto tra i politici umbri “per essersi contraddistinto nel promuovere l’oscurantismo religioso” e quindi verrà esposto al pubblico ludibrio così come si merita.
Domani (30 ottobre), poi si celebrerà la già citata “liturgia dello sbattezzo”: di domenica, certo, e a mezzogiorno in punto, prima di buttar giù la pasta e sedersi tutti a tavola.
Però, tutta questa sana allegria popolare non deve trarre in inganno. La preoccupazione degli organizzatori è seria. Gli organizzatori lo hanno ben sottolineato, nel presentare la sagra. Si tratta, hanno detto, di una “iniziativa simbolica rivolta principalmente ai giovani, ma più in generale, ai liberi pensatori, laici e antioscurantisti”. Vuol essere, ha spiegato Carlo Romagnoli, un esponente dei centri sociali, “uno spazio di riflessione critica sui condizionamenti che tutte le religioni monoteiste impongono nelle diverse società. Per esempio in Italia è diventata forte la preoccupazione, da parte nostra, per la pretesa della Chiesa cattolica di condizionare la società secondo le tesi che i diritti derivano da Dio e non dalle conquiste sociali degli uomini” .
Dàgli al Vaticano, allora, ma a suon di pastasciutta.
Anzi, no, rigorosamente a suon di strozzapreti.


di Caterina Maniaci
Libero 29 ottobre 05



Ronconi condanna la Regione Umbria per gli spazi concessi alla sagra anticlericale
Dover constatare che proprio a Perugia viene organizzata una “sagra anticlericale” più che stupire, dispiace ed inquieta vista la documentata presenza sul territorio di numerose sette alcune delle quali anche indagate.
Non credo che l’organizzazione dell’evento possa essere archiviato come una comune goliardata, ma certo è una iniziativa che colpisce ed offende i cattolici e tutti i credenti umbri.
Inqualificabile il comportamento della Regione che ha concesso a costoro spazi nella sede del consiglio regionale: non si tratta evidentemente di integralismo ma di una semplicissima richiesta di rispetto nei confronti di chi ha una fede e non vuole assistere alla concessione di spazi pubblici per chi conosce solo l’offesa, e la denigrazione.
Una pagina nera per le Istituzioni umbre che ormai troppo spesso affermano principi e fanno l’esatto contrario.
Sen. Maurizio Ronconi


Mercoledì, 26 Ottobre 2005

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Spoletonline


Biografia del Sen. Maurizio Ronconi
Maurizio Ronconi nato a Spello nel 1953, è sposato con Giovanna e ha due figli, Maria Caterina ed Andrea. Cattolico, ha partecipato all’esperienza dell’Azione Cattolica. Laureato a 25 anni in Medicina, è specializzato in Endocrinologia e Nefrologia. Assistente, Aiuto ed infine Responsabile di Unità operativa presso il reparto di Nefrologia degli ospedali di Foligno e Spoleto. E’ autore di numerose pubblicazioni scientifiche. A 27 anni inizia l’attività politica come Consigliere Comunale di Spello, Segretario Regionale del Partito Popolare Italiano, e poi del CDU. Eletto per il Polo per le Libertà Senatore della Repubblica nel 1996 nel collegio di Foligno-Spoleto-Valnerina con circa 42.000 voti. Per non votare il Governo D’Alema, aderì al CCD di Pier Ferdinando Casini. Come parlamentare ha presentato numerose proposte di legge, tra cui quella sulla ricostruzione delle zone terremotate, che però non fu presa in considerazione dalla maggioranza. Particolarmente impegnato sui temi sociali come quello della parità scolastica, della fecondazione assistita, della legge sui trapianti d’organo, sul recupero dei tossicodipendenti e per una nuova fiscalità a favore delle famiglie. Numerosissime le interpellanze, ricca l’attività in Aula e in Commissione. Viene candidato da Berlusconi e dagli altri leaders alla presidenza della Giunta Regionale. Dopo aver conseguito un consenso personale superiore a quello delle liste, si è dimesso da parlamentare per guidare in Regione il centro destra nei primi mesi della nuova legislatura. Nel 2001 si ripresenta su indicazione unanime dei partiti della coalizione candidato al Senato della Repubblica di Foligno, Spoleto e Valnerina con l’intento fermo e convinto di poter rappresentare da posizioni di governo le ragioni e le attese del territorio. Rieletto con il 42% dei consensi, viene eletto Presidente della Commissione Agricoltura del Senato svolgendo un’intensa attività parlamentare e di partito.