Perché Prodi liscia il pelo all’antiamericanismo e critica la Chiesa

Socialismo


TU VO’ FA L’ISLAMICO ADULTO



Prima i Pacs, poi l’attacco contro il cardinale Camillo Ruini e l’interventismo del Vaticano nella scena politica italiana, infine la polemica sull’Ici della Chiesa cattolica.


Nelle ultime settimane il leit-motiv della propaganda dell’Unione e del suo leader dell’ambiguità Romano Prodi sembra aver sterzato verso la sinistra ciudadana di Josè Luis Zapatero (il quale, mentre in Italia si grida allo scandalo per il cpt di Pantelleria, fa intervenire l’esercito per bloccare con le cattive i ‘migranti’ che cercano di entrare nell’enclave spagnola di Melilla).

Strano, per un politico che si definisce ‘cattolico adulto’ e che ha furbescamente ciurlato nel manico per non sbilanciarsi pubblicamente sul referendum anti-legge 40. In compenso, sia il lider maximo che una vasta rappresentanza della sua truppa elettorale (fatto salvo il solo Francesco Rutelli), lisciano il pelo all’antiamericanismo e in cambio incassano l’ossequio e le benedizioni degli islamisti dell’Ucoii. I quali non nascondono di tifare, scomodando Allah, per la vittoria del Professore alle elezioni del 2006. Uno scambio politico, nulla di più, nulla di meno. Ma il favore accordato alla penetrazione islamica e il livore mostrato verso la Chiesa cattolica delineano perfettamente i contorni del progetto ‘europeista’ di Prodi.

Il leader dell’Unione ha spiegato bene al Corriere della Sera come e dove intende collocare l’Italia il giorno che diventasse premier: «La mia sarà discontinuità. Mi riconosco in una linea multilateralista e fortemente europea». La ‘linea multilateralista’ di Prodi è la stessa linea, fallimentare perché priva di realismo politico, che è stata a suo tempo di Chirac (e che ora rinnega affannandosi per ricucire lo strappo con gli Usa). La linea ‘fortemente europea’ non può essere che quella dell’Europa di cui l’ex Commissario Ue Prodi è stato insigne e applauditissimo (dalle lobbies anticattoliche) portavoce

Da Tempi Nr. 42 del 13 ottobre 2005