Parrocchie distratte sul Family Day?

Famiglia: politiche familiari


La denuncia dei fedeli: preti distratti sul Family day


C’e preoccupazione per la superficialità con cui molti, soprattutto nelle parrocchie, si stanno preparando, o meglio non preparando, all’evento di sabato 12 maggio. E anche tra i gruppi cattolici, continua ad esserci chi rema contro il Family Day, contestandolo apertamente e invitando a non partecipare…

La denuncia dei fedeli: preti distratti sul Family day

Il Papa: famiglia prima di tutto. Ma le parrocchie non si mobilitano

Nonostante la discesa in campo dei vescovi e delle più alte gerarchie della Cei, compreso il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, molti parroci sembrano “distratti” verso il Family Day e non si sentono mobilitati più di tanto. Gli organizzatori dell’evento del 12 maggio, a pochi giorni dalla fatidica giornata, lamentano proprio lo scarso coinvolgimento parrocchiale. I movimenti sono più che attivi sul fronte; basti pensare che Rinnovamento nello Spirito, il 30 aprile, a Rimini, ha organizzato un vero e proprio “pre-Family Day”, invitando praticamente tutti coloro che saranno in piazza San Giovanni tra meno di due settimane: da Savino Pezzotta, scelto dal Forum delle famiglie come portavoce insieme a Eugenia Roccella, ai teodem Paola Binetti e Luigi Bobba, all’attrice Claudia Koll. Ma dalle parrocchie segnali pochi: «Eppure», ci si lamenta tra gli organizzatori, «basterebbe che ogni grossa parrocchia organizzasse un pullman e a Roma arriverebbero milioni di persone». La preoccupazione arriva anche da Radio Maria. In una tavola rotonda organizzata domenica scorsa sul tema «Verso il Family Day» nella sede di Erba della radio, il conduttore Marco Invernizzi ha sottolineato con rammarico che la sensazione diffusa, anche tra i moltissimi ascoltatori, è che appunto i parroci abbiano organizzato ben poco. Eppure tutti loro hanno ricevuto il kit “familiare”: una lettera da affiggere con la spiegazione di cosa significa andare a San Giovanni il 12 maggio e un pacco di 600 volantini da distribuire ai parrocchiani. Ma, a quanto pare, in pochi hanno – fino a questo momento sfruttato appieno il materiale arrivato da Roma. C’è poi, anche tra i gruppi cattolici, chi rema contro il Family Day, contestandolo apertamente e invitando a non partecipare. Gruppi come Città dell’uomo, Gruppo Pace di S. Angelo, Promozione donna, La Rosa Bianca, Noi Siamo Chiesa, Pax Christi, organizzano infatti a Milano, proprio l’11 maggio, un incontro su “Crisi della famiglia, futuro della famiglia: voci in libertà”, presso la Fondazione Lazzati, che nel sito di Noi siamo Chiesa viene presentata come il «perché non andiamo a Roma il 12 maggio». Tutto questo mentre il Papa torna ad affrontare il tema che gli sta più a cuore: la famiglia come frutto del matrimonio tra uomo e donna. «Se gli esseri umani non sono visti come persone, maschio e femmina, creati a immagine di Dio, dotati di una dignità inviolabile, sarà ben difficile raggiungere una piena giustizia nel mondo»: queste le parole di Benedetto XVI, inviate in un messaggio alla Pontificia accademia delle Scienze sociali. «Solo l’amore all’interno della famiglia, fondata su un uomo e una donna, creati a immagine di Dio, può assicurare», prosegue il Pontefice, «quella solidarietà inter-generazionale che trasmette amore e giustizia alle generazioni future».


di CATERINA MANIACI

LIBERO 3 maggio 2007