Panoramica mondiale dell’«inquisizione gay»

La cappa ideologica

L’Inquisizione Gay: come impedire la predicazione del Vangelo


Ora in Argentina si vuole aggiungere alla legge contro le discriminazioni anche il caso di discriminazione per orientazione sessuale e di identità di genere. Così potrà essere denunciato chi non dice che lo stile di vita gay è bello. Esagerato? Leggiamo i precedenti…

Gli amici di Noticias Globales, tramite Juan Bacigaluppi, ci informano che in Argentina si vuole impedire la predicazione del Vangelo. Una organizzazione chiamata Comunità Omosessuale Argentina infatti aveva denunciato nel 2003 l’arcivescovo di Mercedes-Lujan, Mons. Ruben Di Monte, per una omelia dove citava la Lettera ai Romani 1,20-32 di San Paolo. La causa ha preso impulso e un pubblico ministero ha qualificato l’omelia come un delitto contro l’ordine costituzonale e i Trattati internazionali con rango costituzionale, aggravato dal fatto che il delitto è commesso da persona investita di un ministero.
Si vuole intimidire e minacciare per impedire la predicazione religiosa. Evidentemente, si vuole zittire i ministri delle varie confessioni cristiane. Tanto più che ora in Argentina si vuole aggiungere alla legge contro le discriminazioni anche il caso di discriminazione per orientazione sessuale e di identità di genere. Così potrà essere denunciato chi non dice che lo stile di vita gay è bello. Esagerato? Leggete i precedenti:


1. Nell’ottobre 2001 fu multato un pastore inglese, Harry Hammond, per 550 dollari più 750 di spese legali. Ritenuto colpevole per incitamento alla violenza per il semplice motivo che girava per strada con un cartello che chiedeva agli omosessuali di pentirsi. Fu pestato a sangue da una banda di omosessuali, ma questi non furono mai giudicati;


2. In Irlanda la lobby gay ha minacciato di denuncia il clero cattolico irlandese per aver distribuito due documenti della Congregazione per la Dottrina della Fede. la nota sui cattolici in politica e la lettera sui progetti di legge sulle unioni omosessuali;


3. Nell’ottobre 2003 il Rev. Peter Foster, vescovo anglicano di Chester (GB), che aveva detto che diverse persone omosessuali possono riorientarsi da se stesse è stato denunciato e formalmente inquisito dalla polizia sotto l’accusa di incitamento all’odio e ammonito dalla giustizia locale;


4. Nel gennaio 2004 il pastore pentecostale svedese Ake Green è stato accusato per un sermone in cui citava la Prima lettera di San Paolo ai Corinti 6, 9-10: “gli omosessuali non erediteranno il regno di Dio (1Cor 6,9). E’ stato condannato a 1 mese di carcere per incitamento alla violenza. Ma lo scorso mese è stato assolto dalla Corte Suprema del suo Paese;


5. Il cardinale di Madrid, mons. Antonio Maria Rouco Varela, è stato denunciato da una associazione denominata “Plataforma Popular Gay” per ingiurie e incitazione alla discriminazione in ragione dell’orientazione sessuale per la sua omelia nella Festa della Sacra Famiglia del 28 dicembre 2003. La lobby gay ha considerato ingiuriosa la seguente espressione: “In una cultura come la nostra dove si esalta e diffonde con un battage pubblicitario senza precedenti modelli di condotta personale e collettiva, segnati dalla rottura della relazione amore e vita e per la soggiacente banalizzazione edonista dell’esperienza dell’amore, tra l’uomo e la donna, quando non della sua inversione antinaturale, riducendola a mero contatto sessuale”. la denuncia non ha intimorito il cardinale. Questo anno ha ripetuto gli stessi concetti, anche se è stato approvato il matrimonio omosessuale;


6. Il cardinale Gustaf Joos, del Belgio, è stato denunciato per violazione della legge contro la discriminazione per aver spiegato in un’intervista ad una rivista di quel Paese qual’è la dottrina cattolica sulla omosessualità;


7. Nel 2004 il vescovo di Calgary (Canada), mons. Frederyck Henry, è stato invitato a comparire davanti alla Commissione e al Tribunale dei Diritti Umani di Alberta per la sua predica contro la legge del matrimonio tra persone dello stesso sesso.
Ma la censura è arrivata ai media e ai parlamenti. I progressisti tanto sensibili agli atti di censura non hanno protestato per quello che ha sofferto la giornalista britannica Lynette Burrows. Per aver criticato in un programma radiofonico la legge che permette in Inghilterra e Galles l’adozione dei bambini alle coppie omosessuali è stata denunciata per “omofobia” e sottoposta ad una indagine della polizia.
Intanto in Francia il deputato, Christian Vanneste, della regione di Lille rischia 6 mesi di prigione e una multa di circa 30.000 euro perchè accusato di crimine di odio. Ciò per i suoi interventi in parlamento e per le sue interviste nelle quali si è opposto ai presunti diritti del’omosessualismo. Si deve presentare in Tribunale il 24 gennaio prossimo.


La richiesta di lealtà al nuovo ordine gay. Agli immigrati islamici nella regione tedesca del Baden-Wurtenberg è stato rischiesto con dichiarazione giurata di esprimersi sulle politiche sociali e su temi molto diversi come i diritti degli omosessuali, il nudismo in spiaggia, l’attentato dell’11 settembre e l’uguaglianza delle donne. Misure simili saranno prese in Olanda.
Un conto è non discriminare, un’altro conto è impedire la libertà religiosa e qualsiasi critica imponendo a tutti lo stesso modo di pensare.


KATTOLIKO PENSIERO  http://kattolikamente.splinder.com/  10 gennaio 06