PEDOFILIA Passa al Senato il ddl che contiene un inasprimento delle pene…

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GIRO DI VITE SULLA PEDOPORNOGRAFIA


Nella seduta notturna di mercoledì 18 gennaio, le Commissioni riunite Giustizia e Infanzia hanno approvato in sede deliberante, con alcune modifiche, il disegno di legge 3503-A recante “Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet” nel testo proposto dalla stessa Commissione Giustizia e dalla Commissione speciale in materia d’infanzia e di minori. Il progetto di legge passa ora alla Camera per la sua approvazione…

Le Commissioni riunite Giustizia e Infanzia del Senato hanno approvato il disegno di legge sulle disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet.
Il ddl di iniziativa governativa – presentato di concerto con il ministro dell’Economia e Finanze Giulio Tremonti – porta la firma del ministro per le Pari opportunità Stefania Prestigiacomo, del ministro della Giustizia Roberto Castelli, del ministro dell’Interno Beppe Pisanu, del ministro del Lavoro e politiche sociali Roberto Maroni , dell’ex ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri e del ministro per l’Innovazione e tecnologie Lucio Stanca.
Il progetto di legge – che passa ora alla Camera per la sua approvazione – prevede che chiunque compia atti sessuali con un minore di età compresa tra i 14 e i 18 anni, in cambio di denaro o di altra utilità economica, sia punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e con la multa non inferiore a 6 mila euro. Nel caso in cui il fatto sia commesso nei confronti di una persona che non abbia compiuto i 16 anni, «la pena è aumentata in misura non superiore ai due terzi».
Chiunque, utilizzando minori di 18 anni, realizzi «esibizioni pornografiche» o produca materiale pornografico «è punito con la reclusione da 6 a 12 anni e con la multa da 25.822 euro a 258.228 euro».
Pugno di ferro contro chi offre o cede ad altri, anche a titolo gratuito, materiale pedopornografico: è punito con la reclusione fino a 3 anni e con la multa da 1.549 euro a 5.164».
Non mancheranno di far discutere i casi di non punibilità: secondo il progetto di legge non è punibile chi produce il materiale pedopornografico, quando «è prodotto con il consenso del minore» e «la produzione non è destinata alla diffusione o alla cessione». Non punibile è, inoltre, il minorenne che produce o detiene il materiale pedopornografico «quando il materiale rappresenta un minore che abbia compiuto 13 anni» e se la differenza di età tra i soggetti non è superiore a 3 anni.
Novità anche sul fronte del turismo sessuale: i tour operators, che organizzano viaggi collettivi o individuali in Paesi esteri, avranno l’obbligo di inserire in maniera evidente nei materiali propagandistici, nei programmi, nei documenti di viaggio consegnati agli utenti, nonchè nei propri cataloghi generali o relativi a singole destinazioni, la seguente avvertenza: «La legge italiana punisce con la reclusione i reati concernenti la prostituzione e la pornografia minorile, anche se commessi all’estero». Sanzioni amministrative severe per gli operatori turistici che violeranno quest’obbligo: la legge parla di una somma che oscilla tra 1.500 e 6 mila euro, da versare al ministero delle attività produttive.
Per contrastare la pedopornografia su web, presso l’organo del ministero dell’Interno sarà istituito il Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia sulla rete Internet: avrà il compito di raccogliere tutte le segnalazioni, provenienti anche dagli organi di polizia stranieri e dai soggetti pubblici e privati impegnati nella lotta alla pornografia minorile, «riguardanti siti che diffondono materiale concernente lo sfruttamento sessuale dei minori utilizzando la rete Internet e altre reti di comunicazione». Ferme restando le iniziative dell’autorità giudiziaria, in caso di riscontro positivo il sito segnalato, nonchè i nominativi dei gestori e dei beneficiari dei relativi pagamenti, saranno inseriti in un elenco costantemente aggiornato.
Giro di vite, poi, per i fornitori dei servizi resi attraverso le reti di comunicazione elettronica: saranno obbligati «a segnalare al Centro, qualora ne vengano a conoscenza, le imprese o i soggetti che, a qualunque titolo, diffondono, distribuiscono o fanno commercio, anche in via telematica, di materiale pedopornografico, nonchè a comunicare senza indugio al Centro, che ne faccia richiesta, ogni informazione relativa ai contratti con tali imprese o soggetti».
Nuovo anche l’Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile, istituito presso la presidenza del Consiglio dei ministri, dipartimento per le Pari opportunità: avrà il compito – si legge nel ddl – «di acquisire e monitorare i dati e le informazioni relativi alle attività, svolte da tutte le pubbliche amministrazioni, per la prevenzione e la repressione della pedofilia». Per questo, presso l’Osservatorio, sarà creata una banca dati «per raccogliere, con l’apporto dei dati forniti dalle amministrazioni, tutte le informazioni utili per il monitoraggio del fenomeno». Per l’istituzione e l’avvio delle attività dell’Osservatorio e della banca dati, il Governo ha previsto di stanziare 1,5 milioni di euro per l’anno 2005 e 750 mila euro per ciascuno degli anni 2006 e 2007.

di Filippo Poletti
La Padania [Data pubblicazione: 20/01/2006]