Olanda: sì alle adozioni internazionali per i gay

La cappa ideologica

Sì alle adozioni internazionali per le coppie gay in Olanda


Le coppie gay in Olanda potranno adottare bambini stranieri. E’ il governo del premier Balkenende, di centrodestra, a rompere un altro tabù e a mettere i Paesi Bassi di nuovo in prima linea, nella ricerca dell’eguaglianza e pari diritti tra le coppie eterosessuali e quelle omosessuali.

Le coppie gay in Olanda potranno adottare bambini stranieri. E’ il governo del premier Balkenende, di centrodestra, a rompere un altro tabù e a mettere i Paesi Bassi di nuovo in prima linea, nella ricerca dell’eguaglianza e pari diritti tra le coppie eterosessuali e quelle omosessuali. Il progetto (il cui testo è tuttora segreto) è stato adottato ieri dal Consiglio dei ministri dell’Aja. Per diventare legge dovrà ora ottenere l’approvazione (scontata) di una commissione di saggi e poi il via libero definitivo del Parlamento. Ma anche quest’ultimo pare ormai assicurato.
E’ stata proprio l’Olanda, primo Paese al mondo, a legalizzare i matrimoni omosessuali. Succedeva quattro anni fa. Poi vennero il Belgio, parte del Canada, il Massachusetts negli Stati Uniti (un tema che influenzò non poco la campagna elettorale, e che fu fortemente osteggiato dal presidente Bush). Infine, dal 30 settembre, si è aggiunta la Spagna di Zapatero.
La nuova legge sulle adozioni dall’estero nasce proprio per correggere ed emendare le norme create nel 2001. L’attuale legislazione olandese, infatti, consente il matrimonio ma prevede restrizioni per quanto riguarda i figli delle coppie omosessuali. Potevano essere adottati bambini olandesi, ma non all’estero; le lesbiche dovevano dimostrare di vivere insieme da tre anni prima di poter diventare «legittimi genitori» dei figli delle partner.
Proprio per questo, un bambino straniero veniva spesso adottato da uno solo dei partner (l’adozione ai single in Olanda è consentita) e andava poi a vivere con entrambi. Sotterfugi, che i fautori della nuova legge sostengono di aver voluto eliminare. Così come dicono d’aver voluto sciogliere tutte le intricate questioni legali (per esempio l’eredità) che la normativa ancora in vigore lasciava in una sorta di limbo.
La nuova legge, tuttavia, ha trovato forti resistenze all’interno del governo. Ostile, per esempio, il ministro della Giustizia, Piete Hein Donner. «Nessun Paese del mondo – ha detto – accetterà più di concederci il suo consenso alle adozioni di bambini. E non solo per le coppie omosessuali, ma neppure per quelle eterosessuali che non possono avere figli». Contrario anche il ministro delle Finanze, nonché presidente dei liberali francofoni, Didier Reynders. «Il dibattito non è ancora maturo», ha sostenuto, argomentando che occorre un confronto più ampio con la società civile. Non sono mancati tentativi di ritardare l’iniziativa. La commissione Giustizia della Camera, riunitasi all’inizio di giugno per dare il via libera al provvedimento, ha avviato consultazioni supplementari, allungando inevitabilmente i tempi.
Il premier Balkenende si è tuttavia deciso ad andare avanti, dopo aver riscontrato una chiara maggioranza parlamentare. A votare sì è il blocco dell’opposizione: socialisti, liberali fiamminghi, verdi. A favore anche i cristiano sociali fiamminghi, anch’essi all’opposizione, mentre i liberali francofoni hanno lasciato libertà di voto. I numeri per far passare la legge non dovrebbero mancare.
E sulla stessa strada dei Paesi Bassi sembra volersi avviare ancora una volta il confinante Belgio, che ha legalizzato nel 2003 il matrimonio tra omosessuali, ma ha escluso finora l’adozione.

Corriere della Sera 25 giugno 2005