Obama e le benedizioni

La cappa ideologica

MA DIO HA INTENZIONE DI PRENDERE PARTE
all\’Inauguration Day?

La disoccupazione è alle stelle, Wall Street continua a scendere, l’economia sprofonda nella recessione. Fantastico, bisogna festeggiare. E alla grande. D’accordo: Obama è il primo presidente afroamericano della storia degli Stati Uniti e dopo la vittoria del 4 novembre la sua popolarità ha continuato ad aumentare, toccando punte record. La festa di Obama sarà di gran lunga più grandiosa di quella di George W. e molto più dispendiosa. Quanto? I giornali la stimano a 150 milioni di dollari. Un record, di cui 109 a carico del contribuente statunitense. Il comitato di Barack ne ha raccolti 41. E chi sono i fan che hanno messo mano al portafoglio? Per l’80% grandi società e, soprattutto, le banche che hanno provocato il terremoto finanziario e che ora confidano nello Stato per sopravvivere. Insomma, quelle lobby che il leader democratico in campagna elettorale aveva dichiarato di voler combattere e che ora invece appaiono amiche o comunque tollerate; perché Barack quei fondi non li ha rifiutati (cfr. il Giornale).
Ma non importa. Ci sono pur sempre le “benedizioni” implorate ieri al Lincoln Memorial sul nuovo Presidente dalle struggenti preghiere del vescovo gay della chiesa episcopaliana, Gene Robinson.
Coraggio Sig. Presidente, per la Parata Presidenziale Inaugurale potrà contare anche sull’appoggio musicale della "Lesbian and Gay Band Association"…

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Gene Robinson, vescovo della chiesa episcopaliana, gay dichiarato

 

Obama «sceglie» un vescovo episcopaliano gay
 
È polemica per la decisione di affidare all’anglicano Robinson il via alle celebrazioni
Un vescovo della chiesa episcopaliana [ndr. il ramo statunitense della Chiesa anglicana], apertamente omosessuale, sulla scalinata del Lincoln Memorial a Washington: il reverendo Gene Robinson, la cui ordinazione cinque anni fa spinse la Chiesa anglicana verso lo scisma, pronuncerà la preghiera che domenica prossima [ndr. il 18 gennaio], alla presenza di Barack Obama, darà il via ai festeggiamenti dell’insediamento. Sessantadue anni, divorziato, padre di due figlie e due volte nonno, Robinson fu consacrato tra forti polemiche nel 2003 vescovo del New Hampshire e l’anno scorso ha celebrato l’unione civile con Mark Andrews, l’uomo che da 19 anni è il suo compagno di vita.
La campagna di Obama ha smentito che l’incarico affidato al vescovo apertamente omosessuale sia una risposta alle polemiche suscitate per la scelta di Rick Warren, un pastore evangelico che ha paragonato i matrimoni omosessuali «alle nozze incestuose tra fratello e sorella», per la benedizione del giuramento il 20 gennaio. «Robinson era nei programmi prima che arrivassero le critiche su Warren», ha detto una fonte vicina a Obama. È stato lo stesso vescovo a annunciare l’invito in una e-mail agli amici: «È importante che ogni minoranza si senta rappresentata: che sia etnica, razziale o nel nostro caso, sessuale», ha poi aggiunto in una intervista al Concord Monitor, un giornale del New Hampshire. La decisione di avere Robinson nei programma delle cerimonie «rafforza il nostro impegno per un insediamento il più possibile aperto a tutti», ha detto al quotidiano online The Politico un funzionario della Transizione. «È un gesto di dialogo per unire l’America», aveva proclamato lo stesso presidente eletto in una conferenza stampa a metà dicembre a Chicago.
Lo stesso impegno al dialogo ha indotto Obama ad un altro gesto di apertura e integrazione: il 21 gennaio sarà una donna prete, la reverendo Sharon Watkins, a pronunciare la predica del National Prayer Service, il tradizionale appuntamento interconfessionale che chiude il calendario dell’insediamento. La Watkins è la presidente di una piccola chiesa protestante, la Disciples of Christ, che raccoglie 700mila fedeli: è la prima volta nella storia americana che a una donna viene affidato il sermone del National Prayer Service in programma nel primo giorno della nuova presidenza nella Cattedrale Nazionale di Washington.
 
Avvenire 13 gennaio 2009
 
 
 
Le “benedizioni” su Obama
 
Obama ha suscitato ire negli ambienti della sinistra liberal quando ha scelto per l\’invocazione ufficiale sul palco del Capitol il reverendo Rick Warren, un evangelico che è stato tra coloro che si sono battuti in California contro i matrimoni gay. Obama ha un rapporto di lunga data con Warren e lo ha utilizzato come \’consigliere spirituale telefonico\’ dopo la rottura con il controverso pastore Jeremiah Wright, l\’incendiario reverendo della teologia della liberazione nera che ha creato non pochi imbarazzi in campagna elettorale per il futuro presidente.
Obama ha in qualche modo rassicurato la propria base scegliendo Gene Robinson, primo vescovo apertamente gay della Chiesa episcopaliana, per un\’altra preghiera pubblica che aprirà le cerimonie domenica, sulla scalinata del Lincoln Memorial.
Il presidente eletto ha poi distribuito con il bilancino gli interventi in un altro tradizionale momento di preghiera, mercoledì nella National Cathedral. Il sermone principale toccherà a una donna, Sharon Watkins della Christian Church, ma ci sarà spazio per rappresentanti delle comunità islamiche, tre rabbini ebrei, leader di varie denominazioni protestanti e l\’arcivescovo cattolico di Washington, Donald Wuerl.
Con i cattolici, che non avranno il microfono nella cerimonia sul Capitol, Obama e il suo team sono comunque impegnati in questi giorni in una intensa attività diplomatica fuori dai riflettori. E la Conferenza dei vescovi americani ha fatto arrivare sul tavolo del nuovo presidente una lunga lettera con riflessioni e proposte su economia, politica estera, sanità, con un\’attenzione particolare ai temi della vita e della difesa della famiglia. I vescovi offrono dialogo, ma senza compromessi su aborto e matrimoni gay.
 
(ANSA 2009-01-16 15:50)
 
 
 
 
La ministra lesbica e la banda "Lesbian and Gay Band Association" nel corteo di Obama
 
Non sappiamo se Obama manterrà tutte le promesse fatte in campagna elettorale, se davvero il suo governo segnerà il cambiamento annunciato, sta di fatto che sta cercando in ogni modo di recuperare la distanza creatasi con la comunità LGBT (lesbian, gay, bisexual and transgender). L\’ultima notizia riguarda i componenti del suo esecutivo. A capo del "White House´s council on environmental quality" (l\’equivalente del nostro ministero dell\’Ambiente) ci sarà infatti Nancy Sutley, attuale vicesindaco di Los Angeles e donna di fiducia cui il sindaco della metropoli si è rivolto per rendere Los Angeles "la grande città più ecologica d\’America". E Nancy, per adempiere a questo compito ha ristrutturato i 500 più antichi palazzi della città rendendoli energeticamente più efficienti, oltre ad avere voluto regole più ferree per i grandi edifici di natura commerciale. Nancy era una sostenitrice di Hillary Clinton, insieme alla "California lesbian, gay, bisexual and transgender steering committee", ed è la prima componente dichiaratamente gay del governo di Obama.
E la "Lesbian and Gay Band Association", un\’associazione musicale gay che è a metà tra un\’orchestra e una banda che raccoglie gruppi di diverse città statunitensi, farà parte del corteo presidenziale che sfilerà per le strade di Washington nel giorno dell\’insediamento del presidente eletto. E\’ la prima volta che un gruppo LGBT viene rappresentato in una Parata Presidenziale Inaugurale è davvero la nostra occasione di fare la storia" ha dichiarato l\’associazione stessa.
L\’ex presidente Clinton aveva permesso ad alcuni gruppi gay di esibirsi sui marciapiedi durante la parata, ma non di marciare insieme agli altri. "Avremo a disposizione il più grande palcoscenico possibile per ricordare alle persone l\’importanza del coming out e di far parte della nostra comunità nazionale" ha detto Cliff Norris, membro dell\’Atlanta Freedom Band, che fa parte della LGBA.
 
http://it.notizie.yahoo.com
 
 
 
Obama si dice “orgoglioso” per la partecipazione omosessuale alla Parata dell’Inauguration Day
 
“Mi sento onorato di invitare questi gruppi e queste persone a partecipare alla Parata Inaugurale”, così dice la lettera di invito di Obama agli attivisti gay. “Queste organizzazioni – continua la lettera – incarnano il meglio della storia della nostra nazione, la diversità e l’impegno nel servizio. Il vice-presidente eletto, Biden, ed io siamo orgogliosi di avervi con noi nella Parata Inaugurale”.
 
Noticias Globales, Año XII. Número 831, 06/09. Gacetilla nº 954. Buenos Aires, 10 enero 2009