ONU: voto su clonazione umana e sulle ricerche su staminali embrionali

Vita: politiche di bioetica

dal notiziario di Radio vaticana  del 19.2.05


POSITIVO COMMENTO DELL’OSSERVATORE PERMANENTE DELLA SANTA SEDE ALL’ONU MONS. MIGLIORE, SUL VOTO DI IERI ALLE NAZIONI UNITE CHE INVITA GLI STATI A VIETARE OGNI FORMA DI CLONAZIONE UMANA, COMPRESE LE RICERCHE SULLE CELLULE STAMINALI EMBRIONALI


Commenti sostanzialmente positivi sono stati espressi dall’Osservatore Permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, l’arcivescovo Celestino Migliore, per il voto di ieri sera al Palazzo di Vetro di New York sulla clonazione umana. La Commissione giuridica dell’Assemblea Generale dell’ONU, dopo un acceso dibattito, si è pronunciata a favore di una risoluzione non vincolante che raccomanda ai governi di vietare ogni forma di clonazione umana, comprese le tecniche utilizzabili per le ricerche scientifiche sulle cellule staminali embrionali. Il testo è stato approvato con 71 voti a favore, 35 contrari e 43 astensioni. Contro il documento si sono pronunciati i sostenitori delle ricerche sulle cellule staminali embrionali. Il servizio è di Sergio Centofanti.

Il testo, che supera la speciosa distinzione tra clonazione riproduttiva e clonazione terapeutica, si appella alle Nazioni perché adottino tutte le misure necessarie a proteggere adeguatamente la vita umana nelle applicazioni delle scienze mediche e perché evitino ogni sfruttamento della donna, con un chiaro riferimento alla clonazione embrionica che porterebbe molte donne ad essere trattate come semplici serbatoi di ovuli.


Il testo inoltre, accogliendo una proposta dei Paesi africani, chiede che gli investimenti della ricerca medica non dimentichino l’Aids, la malaria e la tubercolosi. Alcuni Paesi, poco prima del voto, hanno dichiarato di non poter accettare i riferimenti alla protezione della vita umana in quanto le loro legislazioni nazionali già ammettono la clonazione a scopi terapeutici, che implica comunque l’uso di notevoli quantità di embrioni che vengono poi distrutti.


Subito dopo il voto molti Paesi, tra cui Cina e Gran Bretagna, hanno preso la parola per ribadire di non ritenere vincolante la dichiarazione e di voler continuare la ricerca sulle cellule staminali embrionali.


Mons. Migliore da parte sua ha espresso la propria soddisfazione per il fatto che una grande maggioranza di Paesi “ha riaffermato la sua chiara determinazione a proteggere la vita umana”. Il rappresentante della Santa Sede ha quindi manifestato la speranza che la comunità internazionale possa proseguire su queste basi per trovare vie sempre migliori per promuovere il progresso delle scienze mediche, nel fermo e pieno rispetto della vita umana.


Rincrescimento invece è stato espresso da mons. Migliore per il fatto che non sia stato raggiunto un consenso su un testo contenente la menzione della protezione della vita umana.


La dichiarazione della Commissione giuridica dell’ONU sulla clonazione passa ora all’esame dei 191 membri dell’Assemblea generale.


http://www.radiovaticana.org/radiogiornale/ore14/2005/febbraio/05_02_19.htm#onu_clonazione