Nell’era Zapatero rimosso il santo che uccide il moro

Libertà religiosa

Ora si tolgono le statue “non politicamente corrette”…dal corrispondente de “Il Corriere della Sera” Mino Vignolo

MADRID – Nella Spagna colpita al cuore dal terrorismo islamista, San Giacomo Zebedeo, evangelizzatore della Penisola iberica e patrono di Spagna, non è politicamente corretto, almeno nella sua veste guerresca di «Santiago Matamoros», il santo che uccide i «Moros», i musulmani arabi e berberi.


Una statua lignea di Santiago, che brandisce lo spadone e calpesta sotto gli zoccoli del suo cavallo musulmani inturbantati in preda al terrore, verrà rimossa dalla cattedrale di Santiago de Compostela e sostituita da una statua del santo nella mite versione di pellegrino.


I canonici della cattedrale, meta finale di milioni di visitatori ogni anno a partire dal Medioevo, hanno preso la decisione, dicono, perché non vogliono che «persone di altre culture possano sentirsi offese».


Si tratta di «evitare suscettibilità» e di «non ferire la sensibilità di altri gruppi etnici». In altre parole, dei musulmani. Il portavoce della cattedrale ha sottolineato che il ritiro della statua era stato deciso da mesi, ben prima degli attentati dell’11 marzo che hanno insanguinato Madrid, e che la questione era già in discussione.


Ma questa spiegazione non ha convinto. Molti pensano che le bombe sui treni abbiano accelerato la decisione. Le critiche piovono contro i responsabili della cattedrale. In un editoriale, El Mundo dichiara che la decisione offende milioni di spagnoli che vedono in Santiago un simbolo di identità nazionale e scrive che Oriana Fallaci si sentirebbe intimamente riconfortata nella sua idea che la Chiesa cattolica è troppo passiva nei confronti dell’offensiva integralista islamica.


Serafin Fanjul, professore di letteratura araba all’Università autonoma di Madrid, spiega che il pretesto di non ferire la sensibilità dei musulmani non convince per niente: «Come ignorare che la nazione spagnola si è forgiata nella volontà collettiva di non voler essere musulmana e che la figura di Santiago ha svolto un ruolo centrale in questo processo?».


La statua policroma, che è del secolo XVIII ed è opera di José Gambino, verrà posta nel Museo della cattedrale dove, si pensa, ferirà meno gli animi più sensibili. La diffusione del mito di Santiago è legata ai secoli della «Riconquista», il periodo di lotta dei sovrani cristiani per riprendere il controllo dei territori sotto il dominio musulmano. Durò cinque secoli e terminò con la caduta di Granada nel 1492. In questo periodo si forgiò la leggenda dell’apostolo Santiago, seppellito in Galizia al termine di un misterioso viaggio dalla Palestina.


Fu un mito efficace nella guerra contro i musulmani: il santo apparve ai combattenti cristiani, in groppa al suo cavallo bianco, e li incitò fino alla vittoria nella battaglia di Clavijo nel IX secolo. Fu la prima delle apparizioni guerresche e venne seguita da molte altre. Santiago appariva ogni volta che i cristiani si battevano contro i «Moros». Questa fu la ragione che spinse i fedeli a riconoscergli il supremo onore di essere il patrono di Spagna.


Il Corriere della Sera 10.5.2004

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