“Mondo piccolo” di Guareschi ripresentato da Alessandro Gnocchi

Libertà di educazione

Viaggio sentimentale nel “Mondo piccolo” di Guareschi


Esce l’ultima fatica di Alessandro Gnocchi, dedicata alle “tre storie e una citazione” che inaugurano l’universo guareschiano

Qui, con tre storie e una citazione, si spiega il mondo di ‘Mondo piccolo’”. Uno non lo direbbe, ma è l’incipit della letteratura italiana più venduto nel mondo.
Più di “Quel ramo del lago di Como”, più ancora di “Nel mezzo del cammin di nostra vita”. Perfino più di “Il 16 agosto 1968 mi fu messo tra le mani un libro dovuto alla penna di un tale Abate Vallet” (Umberto Eco, “Il nome della rosa”, che pure non va male). E’ l’esordio, piano e ordinario che più non si potrebbe, del primo volume delle avventure di Don Camillo e del suo inseparabile doppio Peppone. Snobbata dalla critica colta, infatti, l’umile saga della bassa emiliana si è sempre presa la sua rivincita sugli scaffali. Una vicenda non dissimile, in fondo, da quella di un altro best seller del Novecento, “Il signore degli anelli”, sdegnato per decenni dai sapienti e invariabilmente in cima alle classifiche di vendita. A differenza dell’epopea di John R. R. Tolkien, quella di Giovannino Guareschi è prestissimo sbarcata sullo schermo, e il successo dei libri è stato accompagnato da una popolarità dei film che non accenna a scemare (ancor oggi quando Mediaset sotto elezioni manda in onda Gino Cervi e Fernandel a sinistra risuonano polemiche). Il video però ha reso all’originale un buon servizio solo a metà. La riduzione cinematografica punta infatti quasi tutto sul lato comico delle baruffe fra sindaco e parroco; e molto si perde dell’aura sacrale e della millenaria sapienza che sulla carta stampata intride invece le quotidiane vicissitudini del popolo della Bassa, facendone una vicenda a suo modo epica. È qui che fissa invece lo sguardo l’ultima fatica di Alessandro Gnocchi, dedicata precisamente alle “tre storie e una citazione” che inaugurano l’universo guareschiano. “Le tre ‘storie’ assolvono la funzione del mito a uso delle creature di Mondo piccolo. Sono sacre, dato che raccontano le vicende di esseri straordinari. Sono vere, dato che riportano fatti reali. Sono fondanti, dato che spiegano la creazione di un mondo e mostrano l’origine di comportamenti, istituzioni e relazioni dell’umano col divino”. Nessuna nostalgia di un’inesistente età dell’oro; ma la certezza di un mondo in cui cielo e terra parlano la stessa lingua: “E’ vero che al Boscaccio non moriva nessuno. Ma è altrettanto vero che Chico arriva sino sulla soglia della fine. E Gringo finisce con la testa spaccata. E la ragazza della ‘Terza storia’ si riduce a un mucchietto di cenere. Gli esseri straordinari del prologo a Don Camillo abitano un mondo in cui l’aurora vive della stessa solennità del tramonto. Chiamano una parola divina capace di lenire la ferita di questa condizione”. Un mondo dove devoti e miscredenti sono impastati della medesima “luminosità pastosa e concreta del soprannaturale”. Dove i dettagli più ordinari possono assurgere a una familiarità metafisica (“Scavalcata la cortina nera dei pioppi, la luna aveva passato il fiume, lasciando sull’acqua una scia di barbagli dorati, e ora prendeva lentamente quota nel cielo pulito. Saliva senza fretta perché doveva contare, uno per uno, i mucchietti di covoni sparpagliati nei campi di grano da poco tosati, e doveva segnare ogni mucchietto con la sua brava pennellata di ombra nera”). E dove la ragazza bruciata della “Terza storia” può rivelarsi una sorprendente Beatrice di campagna, capace di svelare al suo innamorato con un sorriso il segreto di questo mondo e dell’altro.
Alessandro Gnocchi
Viaggio sentimentale nel “Mondo piccolo” di Guareschi
Rizzoli – 2005 – 192 pp. – euro 14.00


di Roberto Persico
Il Foglio 3 dicembre 2005
Tratto da www.mascellaro.info