Monaci tibetani come terroristi? Dove arriva l’ideologia

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 La Cina arresta 800 mila persone: attentano alla “sicurezza dello stato”


Pechino (AsiaNews/Scmp) – I tribunali cinesi lavorano a pieno ritmo per condannare persone che attentano alla “sicurezza dello stato”. Per questo crimine, nel 2004, la Cina ha arrestato più di 800 mila persone, coinvolte in attività giudicate come “separatismo, terrorismo, estremismo” sociale e religioso. In totale, le autorità hanno fermato 867.186 persone e condannato 811.102, con un incremento dell’8,3 rispetto al 2003. Fra i condannati vi sono  anche quelli condannati a morte.

Nel suo rapporto all’Assemblea nazionale del popolo, Jia Chunwang, capo della Procura della Corte Suprema, ha affermato oggi che la situazione di sicurezza nel 2004 è stata “grave” e che il governo deve fare molti sforzi per spezzare le attività criminali.


“Siamo stati risoluti –  ha detto Jia –  nel distruggere crimini che minacciano la sicurezza dello stato e le attività criminali compiute da separatisti, estremisti religiosi e violenti terroristi”.


“Mettere in pericolo la sicurezza dello stato” è un termine che i leader comunisti cinesi usano per una vasta serie di attività, anche non violente, che però si oppongono al pensiero unico del partito.


Migliaia di dissidenti cinesi sono arrestati ogni anno perché impegnati in attività pro-democrazia o perché pubblicano commenti e saggi su internet, giudicati “sovversivi” dalle autorità.


Gruppi di monaci tibetani e musulmani del Xinjiang, che premono per l’autonomia o l’indipendenza della loro terra sono spesso bollati dalle autorità quali “terroristi”, “separatisti”  e “estremisti religiosi”. Spesso, anche sacerdoti e laici delle comunità cristiane sotterranee sono arrestati perché “minacciano l’ordine pubblico”.


L’opposizione alla leadership comunista cinese è comunque in crescita, soprattutto nelle campagne: gli 800 milioni di contadini si sentono sempre più esclusi dalla crescita economica e dalla ricchezza delle città. Questo porta a tensioni sociali e conflitti con le forze dell’ordine. Nel suo discorso all’Anp, il primo ministro Wen Jiabao ha confessato che i crescenti conflitti sociali sono una delle priorità che il governo deve affrontare quest’anno. Wen ha riconosciuto che la Cina soffre di “eclatanti” problemi sociali.


La procura della Corte Suprema ha rilasciato anche dati sulla lotta alla corruzione nel partito. Nel 2004 i tribunali hanno esaminato 24.184 casi (5,2% in più del 2003), condannando 6 personalità ministeriali e 772 rappresentanti della burocrazia per abuso di potere, corruzione, furto di fondi pubblici. La procura ha detto che le inchieste hanno permesso il recupero di 4,56 miliardi di yuan (456 milioni di euro).


Le sentenze delle corti, riguardanti crimini generici, sono aumentate dell’1,55% (644.248 casi); sono stati condannati 767.951 persone (il 2,8 in più rispetto al 2003).


La criminalità giovanile è aumentata del 19,1%, con la condanna di oltre 70 mila giovani.


Uno dei crimini più diffusi è la sofisticazione: circa 2500 persone (più del 56% rispetto al 2003) sono state arrestate per aver venduto o prodotto latte in polvere o vino sofisticati; false medicine, falsi fertilizzanti, falsi pesticidi.



 9 Marzo 2005  http://www.asianews.it/view.php?l=it&art=2731