Manifesto contro legge toscana sull’orientamento sessuale

Famiglia: coppie di fatto



Protesta civile contro il tentativo di legalizzare l’assurdità

Oltre 165 tra docenti universitari, sacerdoti, avvocati, insegnanti, responsabili di movimenti ed associazioni cattoliche hanno sottoscritto un manifesto in cui denunciano il grave equivoco che promuove una legge approvata a novembre dal Consiglio Regionale della Toscana, in cui si indica la necessità di mettere a punto apposite politiche lavorative a favore dei transessuali e dei transgender

Secondo i firmatari, la legge – nata da una proposta dell’organizzazione Arcigay, del Movimento di identità transessuale, di Ireos e dell’Associazione genitori di omosessuali – confonde “il necessario e dovuto rispetto che deve essere riconosciuto ed assicurato a tutti gli uomini, indipendentemente dall’orientamento sessuale, con la promozione di una antropologia assolutamente contraria alla legge naturale”.

Intervistato da ZENIT Riccardo Novi, membro della Consulta dei Giuristi Cattolici e uno dei promotori del manifesto ha raccontato: “Appena letta la legge abbiamo capito l’estrema gravità di questa iniziativa legislativa”.

“Non si tratta solo del tentativo di disintegrare la famiglia nei suoi elementi costitutivi di uomo e di donna, bensì si vuole distruggere la stessa concezione e identità dell’essere umano, con una visione perversa e corrotta”, ha quindi spiegato.

“La legge prevede infatti che la persona umana nasce neutra, non esiste cioè una condizione di natura che definisce il sesso, così che la scelta di genere avviene secondo percorsi culturali”, ha detto.

“L’aspetto più grave di questa legge è che invita le province ed i comuni a promuovere, mediante iniziative culturali, le nuove figure sessuali come transessuali, omosessuali, lesbiche e transgender”, ha poi affermato a ZENIT.

Riccardo Novi ha quindi affermato che “la legge chiede alle Aziende Sanitarie di stipulare convenzioni con le associazioni ed i gruppi rappresentativi dei diversi orientamenti sessuali e identità di genere”.

“Non si tratta di un rispetto per coloro che hanno una vita sessuale particolare, ma di una vera e propria promozione di questi comportamenti sessuali disordinati”, ha poi commentato.

Di fronte a questo progetto il promotore del manifesto ha affermato di aver trovato “profetica” la “Lettera ai vescovi della Chiesa cattolica sulla collaborazione dell’uomo e della donna nella Chiesa e nel mondo” pubblicata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede nella prima settimana di agosto: “In questa Lettera il cardinale Joseph Ratzinger sostiene che anche il sesso appartiene alla visione ontologica della persona umana, quindi non è una libera scelta dell’individuo”.

“Questo documento aveva già previsto dove sarebbe andato a scivolare il diritto”, ha così sentenziato.

“Per opporci a una legge così ingiusta, abbiamo stilato un manifesto e in poco più di due giorni abbiamo raccolto 165 firme da tutte le Province della toscana”.

“Si tratta di persone molto impegnate nella società civile, preoccupate da questa deriva che presuppone una visione errata della persona umana ed un relativismo che si è ormai trasformato in nichilismo con la completa distruzione di qualsiasi riferimento alla legge naturale”, ha aggiunto infine.


ROMA, lunedì, 13 dicembre 2004 (ZENIT.org)