MONS. BETORI RIBADISCE L’INVITO DEI VESCOVI ALL’ASTENSIONE NEI REFERENDUM

Vita: politiche di bioetica

A CONCLUSIONE DEL CONSIGLIO PERMANENTE DELLA CEI MONS. BETORI RIBADISCE L’INVITO DEI VESCOVI ITALIANI ALL’ASTENSIONE NEI REFERENDUM SULLA PROCREAZIONE ASSISTITA


Le tensioni internazionali e la questione del referendum sulla legge in materia di procreazione assistita sono stati i temi che hanno dominato il documento conclusivo del Consiglio permanente della CEI, presentato stamane presso la Radio Vaticana dal segretario generale della Conferenza episcopale italiana, mons. Giuseppe Betori.

Il servizio di Stefano Leszczynski.


Il rinnovato affetto dei vescovi italiani e la loro particolare vicinanza al Santo Padre in questo momento di prova e la profonda ammirazione per la sua testimonianza di fede anche nella sofferenza, hanno aperto la relazione di mons. Giuseppe Betori per la presentazione del documento finale del Consiglio Permanente della CEI. Nell’esaminare la difficile situazione internazionale i vescovi italiani hanno manifestato il proprio cordoglio per la morte dell’eroico servitore dello Stato, Nicola Calipari e hanno manifestato tutta la speranza della Chiesa italiana per una positiva soluzione della crisi irachena nonché del progredire del dialogo israelo-palestinese in Terra Santa. In questo periodo di cammino verso la Pasqua la CEI ha inoltre espresso un forte invito alla conversione. Due le note pastorali approvate: sulla nuova evangelizzazione e il primo annuncio, e sulla Chiesa e il mondo rurale. Grande attenzione è stata dedicata all’imminente referendum sulla legge 40/2004 in materia di procreazione medicalmente assistita. I vescovi hanno ribadito infatti il diritto dovere della Chiesa a pronunciarsi con chiarezza di fronte a scelte etiche e legislative di primaria importanza che riguardano la dignità della persona umana, la giustizia nei rapporti sociali e il futuro dell’umanità. Di conseguenza la CEI riconosce la legittimità e la validità della scelta di non partecipare al voto referendario, al fine di impedire ogni tentativo di peggioramento della legge. Una scelta che mons. Betori motiva con chiarezza come la più efficace e logica:


“Nel caso del referendum è la Legge che chiede che ci sia un numero sufficiente di votanti per dare significato a quella votazione, cioè è la Legge stessa che prevede l’astensione come un modo di espressione. Questo è molto chiaro, ma questa non è una novità neanche per i politici, perché questo è stato fatto nel 2003 nei confronti del referendum sull’art.18 da parti di componenti politiche insospettabili come i DS, da parte di componenti sociali insospettabili come la CISL, ma non era neanche questa la prima volta perché le forze politiche avevano chiesto ed ottenuto di ricacciare un referendum con il metodo del non andare a votare già nel 1997, nel 1999, nel 2000 e nel 2001. Noi non rifiutiamo i referendum in quanto tale, noi rifiutiamo questo referendum che vuole peggiorare una Legge che già, per noi cristiani, va ben oltre quello che la fede e la morale cristiana condividono a questo riguardo”.


In conclusione, l’auspicio dei vescovi italiani affinché venga presto fatta chiarezza circa le accuse che vengono rivolte a don Cesare Lodeserto, l’ex direttore del centro di accoglienza “Regina Pacis”, arrestato nei giorni scorsi con l’accusa di sequestro di persona. Mons. Betori manifesta le perplessità della CEI per la misura restrittiva applicata a don Cesare ed esprime la solidarietà dei vescovi al sacerdote.


http://www.radiovaticana.org/radiogiornale/ore14/primopiano.htm