Lobbying etico: un’altra vittoria in Portogallo

Politiche per la donna

Il parlamento portoghese ha rifiutato lo scorso mercoledì 4 proposte intese alla liberalizzazione dell’aborto. La votazione è stata preceduta da un’intesa attività di lobbying via internet da parte di 5 grandi portali europei.

Lisbona, 4-3-04 (Zenit.org). Lo scorso mercoledì il parlamento della repubblica portoghese ha respinto quattro proposte intese alla liberalizzazione dell’aborto.


I voti dei deputati della coalizione di governo del centro-destra, che hanno la maggioranza assoluta, si sono opposti ai progetti presentati dal partito Socialista (PS), principale forza d’opposizione, del Partito Comunista (PCP), dei Verdi e del Blocco della Sinistra (BE).


Una delle proposte cercava di permettere l’interruzione volontaria della gravidanza fino a 10 o 12 settimane; un’altra promuoveva la sua depenalizzazione.


Nello stesso modo, i rappresentanti del gruppo parlamentare di centro-destra,costituito dal Partito Social-Democratico (PSD) e dal democristiano Partito Popolare (CDS-PP), hanno votato contro la promozione di un referendum sull’aborto.


Nel paese vi era già stata una prima consultazione popolare nel 1998, che aveva visto la vittoria del “NO” alla liberalizzazione. Il risultato, tuttavia, non era stato vincolante a causa dell’alto numero di astensioni registrato.


Il dibattito tra i socialisti lusitani non è stato univoco, giacchè alcuni deputati del maggior partito di opposizione hanno optato per l’astensione o per il voto contario alla liberalizzazione per motivi di coscienza, come informa Europa Press.
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