Lo storico ex-comunista che non fa dormire Zapatero

Socialismo

Lo storico spagnolo che fa infuriare Zapatero


Pio Moa è nato in Galizia 56 anni fa. Alla fine degli anni ‘ 70 ha fondato un gruppo di “resistenza antifascista”, formazione di terroristi comunisti dalla quale è stato espulso nel giro di pochi mesi per «tradimento». Questo personaggio è lo storico che ha ribaltato la tesi sulle origini della Guerra civile spagnola : fu la sinistra che diede origine al conflitto….

Pio Moa è un signore quasi calvo con baffetti grigi e occhiali, nato in Galizia 56 anni fa. Alla fine degli anni ‘ 70 ha fondato un gruppo di “resistenza antifascista”, formazione di terroristi comunisti dalla quale è stato espulso nel giro di pochi mesi per « tradimento » .
Negli anni successivi, Moa, che non è un accademico di formazione, si avvicina agli studi storici e, tra il 2003 e il 2004, dà alle stampe una serie di libri ” esplosivi” sulla Guerra civile spagnola, periodo che può essere paragonato alla Resistenza italiana per il suo carico di significati politici.
Le tesi di Moa, basate su ampie documentazioni d’archivio ( tra cui quelle quasi inesplorate del Partito socialista spagnolo), ribaltano le interpretazioni tradizionali sulla genesi della guerra civile del ‘ 36-‘ 39.
A scatenare lo scontro, trasformato ben presto in un capitolo fondamentale del confronto tra “fascismi” e “democrazie”, non sarebbe stato l’ alzamiento franchista, ma le continue violenze dell’estrema sinistra, delusa dalla sconfitta elettorale del ‘ 33.
La presa delle armi dei generali di Franco sarebbe stata sì ” reazionaria”, ma nel senso letterale del termine: una “reazione” al clima generato da comunisti e anarchici nella Spagna degli anni ‘ 30.


GLI ATTACCHI DEI SOCIALISTI
Moa è pressoché sconosciuto in Italia: l’editrice Meridiana di Firenze porterà a dicembre in libreria la sua opera “Le origini della guerra civile spagnola”.
In Spagna lo scrittore – a metà tra un De Felice e un Pansa – è al centro di infuocati dibattiti, tanto più che la retorica del Partito socialista spagnolo fa dell’anti- franchismo un cavallo di battaglia. Nei giorni compresi tra la strage dell’ 11 marzo 2004 e le elezioni del 14 che hanno consegnato la maggioranza a Zapatero, la radio “Cadena Ser”, vicina ai socialisti, ha esortato i suoi ascoltatori: «Con il voto avete l’occasione per farla finita con gli eredi diretti di coloro che uccisero Federico García Lorca» . Come le opere “revisionistiche” sulla Resistenza rischiano di togliere alla sinistra italiana una sorta di monopolio morale sul periodo, così le tesi di Moa, non certo riabilitative del franchismo, gettano una luce nuova su quella che l’autore chiama la “mitologia” della Guerra civile spagnola. Sta di fatto che lo scrittore non ha cittadinanza sui grandi quotidiani: lo si può leggere, saggi a parte ( successi notevole, tutti sopra le 100 mila copie vendute), sul blog filoconservatore Libertaddigital.com. Quando lo scorso 24 maggio Moa, invitato da un’associazione di studenti all’università Carlos III di Madrid, ha parlato dei suoi libri, è stato duramente contestato: irruzione in aula, discorso interrotto, minacce di aggressione, intervento delle forze dell’ordine. Su Internet gira il video: calmate le acque, Moa riprende la parola, e, impassibile, si rammarica: «Peccato, alla fine era prevista la possibilità di rivolgermi domande, avrei risposto volentieri».


IL SUCCESSO IN INGHILTERRA
Mal tollerato dagli storici di professione, Moa è più apprezzato in Inghilterra che in patria; molti giornali inglesi hanno ripreso le sue tesi, in parte simili a quelle di storici come Stanley Payne. Moa non giustifica né sminuisce la bestialità del franchismo o gli orrori della guerra: cerca di onorare la realtà a partire dai numeri e dalle dimensioni di ciò che è realmente accaduto. «La creazione del mito della battaglia di Madrid (uno degli scontri più importanti della guerra di Spagna) è stato un colpo magistrale della propaganda comunista, condotta in tutto il mondo dall’apparato del Comintern diretto da Willy Münzenberg» , ha detto. Attribuita al “pueblo madrileño”, all’unità antifascista, alle forze della democrazia e del progresso, la battaglia di Madrid fu in realtà decisa esclusivamente dalle truppe di Stalin, che risulta problematico – commenta Moa – definire «democratiche» . Moa attacca anche il mito di Guernica. Lo scrittore non passa sopra le atrocità del bombardamento, si limita a far presente che i morti accertati sono stati 126, e non migliaia; che i bombardamenti furono comandati dai tedeschi in opposizione alle direttive di Franco e realizzati con l’aiuto dell’aviazione italiana.


LA REAZIONE DEI GENERALI
Questi miti “parziali” compongono per lo spagnolo il mito generale della Guerra civile, passata alla storia come battaglia tra democrazia e fascismo aggressore. Le cose, per lo spagnolo, stanno in maniera diversa: «Causa scatenante della Guerra civile fu il fatto che le sinistre non si rassegnarono alla vittoria elettorale della destra moderata del ‘ 33» . Negli anni successivi, infatti, i settori più estremi della sinistra instaurarono un clima di violenze e attacchi terroristici al fine di ribaltare la democrazia spagnola. Le varie anime di questa sinistra (separatisti, anarchici, socialisti, comunisti) si uniscono di fatto sotto Stalin, «autentico capo del Fronte popolare spagnolo» . La sinistra giunge al potere con le elezioni del 1936. «Immediatamente si innesca un processo rivoluzionario» , dice Moa, «e il presidente Azaña si rifiuta di applicare la costituzione» . Il risultato: 300 morti in 5 mesi, violenze contro chiese ed edifici sacri, schermaglie tra anarchici e socialisti. Questo “spiega” la rivolta di Franco: «In Spagna nel ‘ 36 non c’era alcuna minaccia franchista, ma solo una violenta minaccia rivoluzionaria, che è stata la causa della guerra civile» . È forse più comodo opporre il silenzio alle tesi di Moa, invece di una replica storiografica credibile. Un silenzio che conferma le parole di uno dei più lucidi testimoni del periodo, George Orwell, che già nel ‘ 37 scrisse che «la guerra di Spagna è l’evento che ha probabilmente prodotto la più grande messe di menzogne dalla Grande Guerra a oggi».


di Martino Cervo
Libero 7 ottobre 05