Lo Stato-madre bugiardo e arrogante

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Scusate se la prendiamo alla lontana, ma i capi del mondo potrebbero fare questo discorso: signori, il welfare è finito, la pacchia pure, dobbiamo ridimensionare la sanità pubblica, dobbiamo sfrondare, tagliare, soprattutto dobbiamo prevenire quelle che in gergo sono chiamate cause di morte rimovibili (evitabili)…


… mentre sappiamo benissimo quali sono inevitabili: sappiamo, cioè, che l’inquinamento di qualsiasi città del mondo è assai più cancerogeno e dannoso di qualsivoglia sigaretta e caffè e bicchiere di vino e lardo di Colonnata: ciò che ci fa scoprire ogni giorno, insomma, che si muore perché si vive.



Ma non possiamo eliminare milioni di motori a scoppio da un giorno all’altro, e inventare l’energia perfetta, pulita, indi riconvertire tanto in fretta – come diceva un tempo la sinistra – il modello di sviluppo. Dateci tempo. Per intanto, signori, fate buon uso di una seria campagna di prevenzione e di informazione che senza terrorizzarvi, nè trattarvi da imbecilli, possa rendervi edotti circa gli squilibri del vostro vivere urbanizzato.


Certo, voi pensate di essere unici e insignificanti e quindi non inseribili in nessun campione statistico: resta che la somma delle vostre unicità sta affollando i nostri ospedali.



Dunque le sigarette, le droghe, il vino, il caffè, il cibo, e perché no, il caschetto non allacciato sui giovinastri: valutate bene, leggete quali rischi e incidenze possano comportare – e ve lo diciamo su basi scientifiche serie, non farlocche e allarmistiche – sulla vostra salute e sulle nostre finanze. Ecco, i capi del mondo potrebbero fare questo discorso.


Ma non fanno questo discorso: siamo alle derive ideologiche, alle pubblicità progresso, ai neosalutismi religiosi semplicemente improbabili, veri e propri fanatismi di gente che spesso vive di diete e palestre e ginnastiche: e fatti loro, sin qui. Ma s’avanza anche uno stato-madre, anche in Italia, che non appare solo noioso e intollerante e talora bugiardo nel ragguagliarci per il nostro bene: si fa anche decisamente arrogante.



Certo, la stiamo mettendo giù dura: la notizia che ha ispirato questo nostro scritto in fondo è solamente che in Francia hanno deciso di vietare le merendine durante la ricreazione scolastica del mattino, abitudine consolidata dal Dopoguerra: alle 10 e 30 c’era spuntino istituzionale, ora non più. Il ministero l’ha definita dannosa, causa di obesità infantile. Non solo: i genitori dovranno essere scoraggiati dal prepararne di loro, e i distributori automatici verranno aboliti.



Tutto normale? Sì e no, se gettiamo un’occhiata più panoramica.


In Arkansas, negli Usa, il peso dei bambini è già diventato direttamente un voto sulla pagella: le autorità scolastiche sono tenute a pesare gli studenti e a indicare l’Indice di massa corporea (inteso come rapporto tra peso e altezza) sicchè la mole fisica è divenuta giocoforza un merito o un demerito, con tutte le complicazioni pedagogiche del caso. E questo, notare, in una civiltà che è sempre spiccata per la salvaguardia delle libertà individuali e non certo per modelli di riferimento tipo il Gesundheitsplifcht nazista, il “dovere di mantenersi sani” già caro al noto vegetariano e salutista Adolf Hitler.



Esagerazioni? Forse: ma leggere che il governo britannico sta per introdurre una tassa su tutti gli alimenti che fanno ingrassare – notizia del 21 febbraio scorso – lascia perplessi, soprattutto se si apprende che da principio volevano negare la mutua a tutti gli obesi del Regno Unito.


E già segnalammo su questo giornale che l’Organizzazione Mondiale della Sanità imporrà forti limitazioni al contenuto di zucchero e e grassi in alcuni prodotti dei quali limiterà peraltro a pubblicità.


Insomma, par di capire che la prossima campagna mondiale contro il grasso – ritenuto seconda causa evitabile di morte dopo le sigarette – si avvii alle medesine tonalità enfatiche e allarmistiche (soprattutto controproducenti) della sacrosanta crociata contro il fumo.



Tutto si mescola, non bastasse: adesso è spuntata una ricerca secondo la quale il fumo da cucina uccide ogni anno un milione e mezzo di persone, soprattutto donne e bambini che morirebbero per esalazioni che equivarrebbero, respirate per un giorno, a due pacchetti di sigarette. E sarà vero anche questo.


Ma vediamo i dati sull’obesità, anzitutto: ben 300 milioni di persone nel mondo sono dichiarate appunto obese e 750 milioni solo in sovrappeso – questo è altro bollettino che circolava sui giornali il 24 febbraio scorso – e le malattie collegate all’obesità pare che uccidano 34 milioni di persone ogni anno, vale a dire il 60 per cento delle morti nel mondo.



E sarà vero anche questo: ma sbirci i criteri di calcolo dell’obesità, poi, e scopri parametri quantomeno discutibili, perlomeno generici; basti che la citata Organizzazione Mondiale della Sanità ha determinato soglie di obesità differenziate secondo la razza, sicchè gli orientali, per dire, da un giorno all’altro si sono ritrovati una soglia di massa corporea che ha portato il numero degli obesi da uno a quasi due miliardi. Tutto in una notte.



Secondo il rinnovato calcolo della massa corporea, cambiato nel 1998, sono obesi anche Tom Cruise e Mel Gibson, mentre George Bush è solamente sovrappeso. Tra l’altro la distinzione tra uomini e donne è stata abolita. Ma in America, prima che da noi, fanno anche altro: discutono se mettere le etichette terrorizzanti anche sulle merendine e persino sulle bottiglie di vino, senza contare sempre nuove ricerche che spiegano come formaggi e carni andrebbero aggiunti alla lista dei cibi che danno dipendenza come sono già classificati il cioccolato e il caffè: e questa nutrizione emozionale – come la chiamano – sarebbe il prossimo nemico da battere. Il formaggio.



E da noi? Sappiamo che un cittadino su cinque è dichiarato sovrappeso: ma la nostra media è ottima, se confrontata con altre. Sappiamo che il ministero della Sanità sta lavorando per imporre razioni più modeste nei piatti dei ristoranti, e panini o tramezzini che preferibilmente non superino i cinquanta grammi. Buon lavoro: su questo avevamo già manifestato tutta la nostra ironica simpatia (la salvaguardia della nostra salute è sempre atto lodevole) ma nondimeno la nostra personale sfiducia circa le possibilità che tutto infine non si risolva – l’espressione è perfetta – in un salutismo all’amatriciana.



La differenza è che non ci dispiacerebbe per niente, stavolta: non dobbiamo essere esterofili sempre su tutto, non dobbiamo pensare che i toni isterici e il moralismo salvifico di certe campagne d’oltreoceano debbano per forza attecchire anche da noi latini, gente di mediazione, di compromesso, di accomodamento, ma anche di mero buonsenso, talvolta: soprattutto su temi che ci hanno sempre visto in cattedra – la dieta mediterranea resta la migliore del mondo – anche se adesso a salire in cattedra è chi pesa mediamente il doppio di noi, e non solo politicamente.


Insomma, c’è da auspicare più informazione e meno terrore. Vorremmo provocatoriamente discuterne magari dopo pranzo, un poco rincoglioniti e rabboniti, dopo una carbonara che ci si possa ingollare senza dover tornare carbonari.


Filippo Facci
(C) Il Giornale 05 Marzo 2004