L’invito del Papa ai fedeli

Libertà religiosa

 

A SAN PIETRO


L’invito del Papa ai fedeli: impegnatevi per una civiltà ispirata ai valori cristiani



Bruno Bartoloni



ROMA — Benedetto XVI ha chiesto ieri ai cattolici italiani di “operare, nei rispettivi ambiti di impegno ecclesiale e civile, per la costruzione di una civiltà ispirata ai valori cristiani”. Una raccomandazione subito letta, in questo acceso momento prereferendario, come un invito a schierarsi sulla linea Ruini, il cardinale che ha predicato l’astensione, facendosi interprete della Chiesa italiana, alla quale il Papa si rivolgerà ufficialmente il 30 maggio prossimo in Vaticano, nell’assemblea generale dei vescovi.


Corriere della Sera, 12 maggio 2005



A SAN PIETRO


L’invito del Papa ai fedeli: impegnatevi per una civiltà ispirata ai valori cristiani



Bruno Bartoloni



ROMA — Benedetto XVI ha chiesto ieri ai cattolici italiani di “operare, nei rispettivi ambiti di impegno ecclesiale e civile, per la costruzione di una civiltà ispirata ai valori cristiani”. Una raccomandazione subito letta, in questo acceso momento prereferendario, come un invito a schierarsi sulla linea Ruini, il cardinale che ha predicato l’astensione, facendosi interprete della Chiesa italiana, alla quale il Papa si rivolgerà ufficialmente il 30 maggio prossimo in Vaticano, nell’assemblea generale dei vescovi.


Papa Ratzinger ha letto il suo invito a conclusione dell’udienza generale del mercoledì davanti a 17 mila fedeli, tra cui un gruppo di focolarini, movimento particolarmente impegnato nella difesa della vita. Anche se generico e non collegato da tutti in Vaticano alle vicende referendarie, il messaggio è comunque stato recepito come un corollario della forte presa di posizione di Benedetto XVI, già espressa sabato scorso in San Giovanni in Laterano. “La libertà di uccidere — aveva detto — non è vera libertà ma è una tirannia che riduce l’essere umano in schiavitù”. Facendo sue le parole di condanna di Giovanni Paolo II “dell’inviolabilità della vita umana, dal concepimento fino alla morte naturale”.


Prima del referendum il Papa avrà molte occasioni per rilanciare il suo pensiero sulla procreazione assistita e sul diritto dell’embrione. Quella più spettacolare, prima dell’incontro con i vescovi italiani, gli sarà offerta dal congresso eucaristico di Bari il 29 maggio prossimo. Ma già stamane insisterà sulla difesa dei valori cristiani ricevendo per la prima volta gli ambasciatori accreditati presso la Santa Sede. Il suo sarà un discorso chiave che permetterà alle segreterie diplomatiche di cominciare a capire quale potrà essere la futura azione di Benedetto XVI sulla scena internazionale. A parte la scelta del nome nel ricordo di Benedetto XV, che condannò “l’inutile strage” della prima guerra mondiale, e in omaggio al patrono dell’Europa, poco o nulla ha detto sui problemi che toccano i punti nevralgici delle tensioni mondiali: dal Medio Oriente all’Africa, dalla Cina all’America latina.


“La storia — ha sottolineato ieri — non è in mano a potenze oscure, al caso o alle sole scelte umane. Sullo scatenarsi di energie malvagie, sull’irrompere veemente di Satana, sull’emergere di tanti flagelli e mali, si eleva il Signore, arbitro supremo della vicenda storica”. Ha ricordato che “sono i giusti della storia, i vincitori della bestia satanica, coloro che attraverso l’apparente sconfitta del martirio sono in realtà i costruttori del mondo nuovo”. E ha invitato le nazioni ad “imparare a leggere nella storia un messaggio di Dio”, perché “l’avventura dell’umanità non è confusa e senza significato né è votata senza appello alla prevaricazione dei prepotenti e dei perversi”.