L’informazione sulle cellule staminali sia corretta!!

Vita: politiche di bioetica

da Roma Pier Luigi Fornari – (C) AVVENIRE – 5 febbraio 2005


Nasce l’associazione “Loris Brunetta”, con lo scopo principale di promuovere un’alleanza tra il diritto di cura del malato e il diritto alla vita sin dal momento del concepimento. Il presidente è Loris Brunetta, che è anche a capo dell’associazione ligure dei Thalassemici.

«È un presidente che è un emblema – ha sottolineato Carlo Giovanardi nella conferenza stampa di presentazione tenuta dai fondatori – perché è interessatissimo alla ricerca di terapie che possano guarire la sua e altre malattie, ma al tempo stesso è interessato ad affermare il valore della sua vita».


Brunetta tempo fa scrisse infatti su “il Giornale”: «Mi sento di rappresentare una voce tra coloro che si sono salvati dal “cestino dei rifiuti” in cui sarebbero certamente finiti se la cultura del figlio perfetto, delle veline e del grande fratello, e la disinformazione gravissima, imperante oggi, fosse stata pervicacemente sostenuta anche molti anni fa». L’associazione, ha assicurato il ministro dei Rapporti con il Parlamento, vuole essere protagonista dell’informazione «sullo stato della ricerca scientifica sulle cellule staminali» di fronte a strategie divulgative palesemente disinformative.


Chiederà dunque di essere presente nei confronti e nei contraddittori in cui saranno invitati i sostenitori del referendum. Le staminali adulte, ha evidenziato l’esponente dell’Udc, costituiscono «una concreta risposta alla esigenza di milioni di malati con prospettive di applicazioni molto più vicine e praticabili e, al contempo, il loro utilizzo non lede, non sopprime e non danneggia nessun altro essere umano in qualunque stadio del suo sviluppo».


«L’associazione – ha precisato Brunetta – si propone di correggere la errata informazione, secondo cui la ricerca è ferma perché la legge 40 sulla procreazione assistita vieta la sperimentazione sull’embrione, condannando alla morte milioni di pazienti. Il rischio è che sulla base di questa falsa tesi si dirottino le risorse verso la ricerca sulle staminali embrionali, un campo dove non esistono terapie, e allo stato non sono prevedibili, mentre per salvare i malati bisogna potenziare al massimo la ricerca sulle cellule staminali adulte».


Domenico Di Virgilio ha lamentato l’«informazione a senso unico» su questi temi con l’effetto di indirizzare male le risorse, mentre sarebbe possibile un’utilizzazione migliore, investendo sulla ricerca sulle cellule staminali adulte. Il deputato di Forza Italia ha ribadito che «la vita inizia dal concepimento: e questo non è un assunto teorico apriori, ma un dato di fatto, di realtà concreta». Quindi per rispetto e tutela dell’embrione che «è vita, non si può acconsentire all’uso degli embrioni per far ricerca sulle cellule staminali embrionali la cui efficacia terapeutica per curare le malattie genetiche è tutta da dimostrare e da provare».


Diversa è la situazione della ricerca sulle cellule staminali adulte, come le staminali ombelicali di cui esistono 16 banche ed il cui impiego è già ampiamente sperimentato. «Ci sono 500.000 nati ogni anno – ha sostenuto Di Virgilio – ma i cordoni raccolti sono solo il 20%, ciò non dipende dalle donne, ma solo da cattiva informazione».


Riccardo Migliori, deputato di An, ha ritorto sul fronte referendario una delle accuse più pesanti mosse alla legge 40. «Oscurantista – ha evidenziato – è chi in nome del monopolio metodologico di una linea di ricerca disinforma i malati, con un terrorismo mediatico». «L’embrione è vita e da lì si parte – ha sottolineato il deputato di An – e quanto soteniamo non è una affermazione confessionale ma scientifica».


Quanto al referendum Giovanardi ha annunciato che non andrà a votare. L’esponente dell’Udc ritiene che i quesiti siano «assolutamente fuorvianti e mistificatori e quindi, se passassero, scardinerebbero la legge e determinerebbero conseguenze gravissime». E votando “no” si favorirebbe solo la vittoria del referendum.