Libri sconsigliati

Famiglia: coppie di fatto


Di fronte ad un libro come Le mani del vasaio – Un figlio omosessuale: che fare? di don Domenico Pezzini (Ancora, 2004) bisognerebbe mantenere il più stretto riserbo per evitare di fare pubblicità ad un ottimo esempio di pessima stampa. Eppure questo volumetto può tornare utile perché condensa in poche pagine la maggior parte delle “trovate” del movimento gay; si tratta, quindi, di un involontario Syllabus, seu Collectio gayorum errorum.



Il libro si rivolge ai genitori che scoprono di avere un figlio con un problema omosessuale e che cercano consiglio e sostegno. Ad essi don Pezzini risponde che se vogliono essere dei bravi genitori devono “accogliere” (l’omosessualità del figlio come “naturale”), “comprendere” (l’omosessualità, liberandosi dagli oscurantisti pregiudizi della morale cattolica) e “aiutare” (il figlio a intraprendere relazioni omosessuali).



I genitori che non si rassegnano all’idea di un figlio omosessuale (e fanno bene, considerata la maggior incidenza tra gli omosessuali dell’abuso di droghe e di bevande alcooliche, di tentativi di suicidio, di prostituzione e di problemi con la legge) vengono ovviamente descritti come dei “forsennati” che bisogna “far ragionare”. Perché – nel caso non fosse chiaro, il concetto viene ribadito per tutto il libro – chi crede, sulla scorta del Magistero, che l’omosessualità sia una condizione “oggettivamente disordinata” (cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, § 2358) ha una posizione “fondamentalista”, “approssimativa” e “offensiva della ragione” dalla quale va “guarito” (per don Pezzini si tratta addirittura di una “sindrome”, cfr. p. 28); invece chi “riconosce la sostanziale bontà” e la “naturalità” dell’omosessualità è ovviamente persona “sensata e matura”.



Come risolve don Pezzini il contrasto tra le sue idee e l’insegnamento del magistero? Semplice: lui ha ragione e il Magistero torto.


Innanzitutto, secondo il sacerdote, non è vero che la Scrittura condanni l’omosessualità: si tratta semplicemente di “valutare le testimonianze bibliche” e di ricondurre i passi della Scrittura “al loro contesto storico”. Ad esempio don Pezzini ci spiega che il peccato di Sodoma (Gn 19, 1 – 11) non sarebbe l’atto omosessuale, ma “un peccato contro l’ospitalità”; e che san Paolo, in Rm 1, 26 – 27, non condanna gli atti omosessuali ma… l’idolatria.


Per liquidare invece il Magistero e dimostrare che niente è più mutabile di esso, don Pezzini ricorre ad un artificio poco elegante, giocando sulla confusione tra Tradizione intesa come Depositum fidei e “Tradizione” (sic) come opinioni trasmesse nei secoli e giunte fino a noi, citando come esempio una leggenda medievale che a suo dire avrebbe influenzato i manuali di morale dei secoli successivi.



Ovviamente sconsigliato è il ricorso ad uno psicologo, tanto più se fatto con l’obiettivo di uscire dall’omosessualità; chi si rivolge a questa figura “magico – miracolistica” con attese di cambiamento andrà incontro ad uno spreco di soldi e di tempo e ad una sicura delusione (con buona pace delle numerose ricerche scientifiche che dimostrano che è possibile cambiare; cfr. ad esempio Bieber 1962, Byrd e Nicolosi 2002 e Spitzer 2003); se non, addirittura (non poteva mancare il terrorismo psicologico) ad un eventuale suicidio.


Naturalmente, per don Pezzini, “un buon psicologo non cercherà di violentare (sic) una personalità pretendendo che diventi quello che non è”. Purtroppo per l’autore, nessuno ha una natura omosessuale: gli omosessuali hanno – come tutti – una natura eterosessuale che non ha trovato, per vari motivi, un adeguato sviluppo; così scriveva lo psicoterapeuta Irving Bieber in una sua importante ricerca sull’omosessualità: “E’ nostra opinione che ogni omosessuale sia, in realtà, un eterosessuale “latente””.



Non mancano, nel volume, i momenti di tragica comicità, come quando, oltre ai due aspetti della sessualità (matrimoniale) descritti dalla Humanae vitae – procreativo ed unitivo -, don Pezzini si inventa, quello “erotico – ludico” et voilà! ecco giustificati persino gli atti omosessuali.



Vale per questo libro, insomma, ciò che vale per le battaglie del movimento gay: si tratta di un colossale imbroglio. La domanda, ora, è la seguente: quanto costa questo imbroglio alle tantissime persone che combattono contro la loro omosessualità, all’istituzione familiare, alla società?



Bibliografia





  • Catechismo della Chiesa Cattolica, Città del vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 1993, 2357 – 2359; Corrigenda di contenuti, Città del vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 2358.



  • Congregazione per la Dottrina della Fede, Lettera sulla cura pastorale delle persone omosessuali, 1 ottobre 1986.



  • J. Nicolosi, Omosessualità maschile: un nuovo approccio, Milano, ed. Sugarco,2002.



  • J. Nicolosi, L. Ames Nicolosi, Omosessualità – Una guida per i genitori, Milano, Sugarco, 2003.


  • M. Palmaro, Omosessualità? Si può uscirne, in “Il Timone”, n. 25, maggio/giugno 2003, pp. 43 – 45.

(C) http://www.iltimone.org/