Lezione di moralità e di civismo dall’America

Mass media

Usa: multe vere contro la Tv oscena

La Commissione federale per le comunicazioni (Fcc) ha comminato una multa di 7mila dollari a ciascuna delle 169 emittenti della catena Fox, per violazione delle norme sulla moralità pubblica…

a cura di Cesare Cavalleri Mentre perfino il presidente Giulio Andreotti si scandalizza e deplora per le scene di sesso nel televisivo “Grande fratello”, giunge dagli Stati Uniti una buona notizia. La commissione federale per le comunicazioni (Fcc) ha comminato una multa di 7mila dollari a ciascuna delle 169 emittenti della catena Fox, per violazione delle norme sulla moralità pubblica.
La sanzione, per un totale di 1,18 milioni di dollari, penalizza la diffusione di scene di sesso esplicito in un episodio del “reality show” intitolato “Married by America”, andato in onda prima delle dieci di sera, quindi in orario considerato accessibile al pubblico infantile.
Non è bastata alla Fox la scusa di aver parzialmente oscurato le scene, con la tecnica della pixelizzazione: la Fcc ha ritenuto che, anche così, i ragazzi possono essersi resi conto benissimo di quel che succedeva sul teleschermo.
La Fcc, composta da cinque membri, aveva ricevuto 159 denunce per quella trasmissione, ed ha emesso all’unanimità il suo verdetto. La Commissione trova il fondamento giuridico della sanzione nella violazione della legge federale che proibisce la diffusione di oscenità, indecenze o linguaggio offensivo in qualunque mezzo di comunicazione, e la normativa della stessa Fcc vieta a tutte le emittenti radiotelevisive la programmazione di materiale indecente nel periodo tra le sei e le dieci di sera.
Nel settembre scorso, un’altra rete televisiva, la Cbs, ricevette una multa di 550mila dollari per aver trasmesso in diretta la tristemente celebre esibizione della cantante Janet Jackson a seno scoperto durante l’intervallo del SuperBowl, la finale nazionale del campionato di football americano.
Quella volta, la Fcc impose, sempre all’unanimità, una multa di 27.500 dollari – la più alta per i casi di indecenza – a ciascuna delle emittenti della rete. La Commissione, invece, non sanzionò le oltre 200 emittenti affiliate che trasmisero lo spettacolo, e che non erano di proprietà di Viacom, il gruppo proprietario della Cbs. La Fcc ritenne infatti che quelle stazioni non potevano ragionevolmente prevedere che i produttori della Cbs avrebbero diffuso quella scena nel contesto del prestigioso evento di interesse nazionale.
A proposito di “Married by America”, la Fcc ha deciso di sanzionare tutte le emittenti che diffusero quella puntata, ambientata nello spettacolo di un albergo di Las Vegas, al quale assistevano degli scapoli in cerca della coppia protagonista del programma.
Ancora una volta, una lezione di moralità e di civismo giunge dall’America. Applausi ai 159 spettatori che hanno sporto denuncia, con l’auspicio che trovino imitatori anche in Italia. Peraltro, va precisato che la sentenza della Fcc è giunta a più di un anno dalla trasmissione: comunque, meglio tardi che mai.

Avvenire, 10 novembre 2004