Le unioni omosessuali aprono alla poligamia

Famiglia: politiche familiari

POLIGAMIA: la prossima battaglia per i diritti civili, secondo i suoi attivisti


La dimostrazione che le unioni omosessuali aprono alla poligamia si ha leggendo quanto operano coloro che si autodenominano attivisti per i diritti civili…

Nel 2003 la Corte Suprema degli Stati Uniti è intervenuta contro il Texas per il divieto di sodomìa che vigeva in quello Stato. Nel caso Lawrence, la Corte emesse un verdetto di 6 a 3 per l’abolizione di questa legge. Un senatore americano, Rick Santorum, si espresse dicendo che la decisione della Corte Suprema sarebbe stata utilizzata per legittimare qualsiasi pratica sessuale che non fosse quella del matrimonio. La predizione del senatore ci ha messo poco ad avverarsi.
Da quel momento l’attenzione della nazione si è concentrata sui cosiddetti matrimoni omosessuali. Informa CNSNews.com che dopo solo sei mesi dalla decisione sul caso Lawrence, tre membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni chiesero una licenza matrimoniale al comune di Salt Lake City, nell’Utah. L’uomo, G. Lee Cook, nella richiesta scrisse che era già sposato con una donna, ma che voleva legalizzare l’unione anche con una seconda moglie.
Naturalmente, il comune rifiutò la richiesta e restituì la tassa pagata. Il trio, per risposta, denunciò il fatto sostenendo che erano stati violati i loro diritti costituzionali, la loro libertà religiosa, la loro privacy.
Brian Bernard, avvocato di Cook, la moglie di questi e quella che sarebbe stata la seconda moglie, hanno affermato che la base della loro difesa legale contro le leggi anti-poligamia dell’Utah era la decisione della Corte Suprema nel caso Lawrence vs. Texas.
Ragionamento chiave della sentenza, infatti, era “non si può vietare un rapporto sessuale fra adulti consenzienti”. Proprio a questo ragionamento si attaccano i fautori della poligamia, chiedendosi perchè gli omosessuali si e noi no?
Il caso, Brownson vs. Swensen, dovrebbe essere discusso quest’anno. Attualmente non sono ancora tante queste sfide alle leggi anti-poligamìa, ma potrebbero aumentare drammaticamente. Si valuta che sono cira 50.000 le famiglie poligamiche negli USA, compresi Laotiani in Minnesota e i Mormoni in Arizona e Utah.
La poligamìa, inoltre, è sostenuta in linea di principio da varie organizzazioni, che vanno dalle ACLU (l’organizzazione americana per le libertà civili ,che tra l’altro vuole abolire tutte le feste religiose cristiane) a TruthBearer.org website (che rappresenterebbe gruppi cristiani e si appoggiano sulla Bibbia per sostenere la poligamìa).


Sostengono queste organizzazioni che la poligamìa è la prossima battaglia per i diritti civili.


Ovviamente, vedono come il fumo negli occhi la Chiesa Cattolica e affermano che il matrimonio è una sua invenzione medievale.
Due mesi prima della decisione della Corte Suprema, nel 2003, il senatore Santorum dichiarò all’Associated Press: “Se la Corte Suprema afferma il diritto all’unione omossessuale fra adulti consenzienti, allora si ha il diritto alla bigamìa, il diritto alla poligamìa, il diritto all’incesto, il diritto all’adulterio”. I fautori delle unioni omosessuali snobbarono le dichiarazioni del senatore, che denunciava che questo era come un pendìo scivoloso che avrebbe portato alla poligamìa.
L’avvocato Barnard ha aggiunto un diverso punto di vista:”Una unione poligamica è più vicina ad una famiglia tradizionale, che quella di un’unione omosessuale, perchè ci sono due generi opposti che hanno la possibilità di procreare bambini”.

Kattoliko Pensiero 18 marzo 2006