Le Coop e i finanziamenti a Quercia e Margherita…

Socialismo

Coop rosse, portafoglio a sinistra
Oltre 637 mila euro nelle casse di quercia e margherita per sostenere le campagne elettorali

Roma – Spulciando il fatturato della manutencoop si arriva, di regione in regione, a scoprire le innumerevoli donazioni del gruppo ai Ds. Dalla Liguria all’Abruzzo la società cooperativa, il cui presidente Claudio Levorato figura nel consiglio di amministrazione di holmo, società controllante di unipol, svela un “tifo” smisurato per il partito di Piero Fassino: 170 mila euro versati alla Quercia per sostenere i candidati dell’opposizione tra marzo e dicembre 2005.
La società che gestisce i servizi per conto della legacoop può contare su pesanti partecipazioni che vanno dal facility management ai servizi ambientali, dal settore immobiliare ai servizi ospedalieri. Insieme alle ferrovie dello stato detiene, attraverso Archimede 1, la società centostazioni spa con un fatturato da 53,6 milioni di euro. Sale invece 58,5 milioni di euro il fatturato della Roma multiservizi, società detenuta dalla manutencoop (45 per cento), dal comune di Roma (15 per cento), dall’ama (36 per cento) e dalla veneta servizi srl 83,5 per cento. Nel campo immobiliare, poi, il fatturato ammonta a 54,1 milioni di euro. E se ci potesse essere la possibilità di perdersi nella lettura delle cifre astronomiche rese note dalle società che fanno capo alla manutencoop, risultano più interessanti le donazioni versate alle tesorerie di Ds, Margherita e Verdi. Tutte insieme hanno dato al centrosinistra circa 170 mila euro. Soldi incassati pressoché dalla Quercia per finanziare le campagne elettorali alle elezioni amministrative. La manutencoop non è la sola, tuttavia, a fare il tifo per i compagni. Non sono, infatti, da meno (tanto per citarne alcune) sorgeva, coopselios, consorzio omnicoop, coop costruzioni e coop muratori riuniti. La lista è lunga. E la cifra cresce tanto da toccare i 637 mila euro, dei quali oltre 470 mila versati negli ultimi nove mesi.
Della beneficenza firmata manutencoop hanno favorito un po’ tutti. Per sostenere la campagna elettorale di Sergio Cofferati, poi eletto primo cittadino di Bologna, sono stati stanziati 13 mila euro. Bruscolini, se confrontati ai 30 mila donati alla segreteria per sostenere Piero Marrazzo alla presidenza della regione Lazio. Poi se ne contano altri 10 mila (a testa) per Ottaviano Del Turco alla regione Abruzzo e per il senatore diessino Nicola Latorre. Altri 20 mila euro sono stati gentilmente donati al segreteria piemontese della Quercia (a questi se ne aggiungano altri 12.500 stanziati dalla società cooperativa edilizia Giuseppe Di Vittorio).
«Tifare secondo me non è politicamente corretto». Così, pochi giorni fa, il coordinatore della Quercia Vannino Chiti. Così anche le coop rosse. La regione più coccolata risulta essere l’Emilia-Romagna. Alla sede dei ds di Reggio Emilia quasi 60 mila euro equamente spartiti tra coop Reggiolo (10 mila), coopselios (20 mila), cormo (7500), la betulla (10 mila) e tecton (12 mila). A questi si aggiungano altri 60 mila euro abbondanti stanziati per sostenere Vasco Errani alla presidenza della regione emilia. I più caritatevoli con Errani sono stati, guarda caso, proprio quelli della manutencoop con una donazione di 26 mila euro, a cui se ne aggiungono altri 13 mila (a testa) provenienti dalle casse dei consorzi coop sageco e sara.
Cifre più moderate per i diessini Gianpietro Marchese alla regione Veneto (5 mila euro), Ezio Chiesa alla regione Liguria (altri 5 mila), Renzo Guccinelli alla regione Liguria (3 mila) e Roberto Montanari alla regione Emilia (altri 3 mila). In Piemonte, invece, il movimento che ha sostenuto Mercedes Bresso ha potuto beneficiare di una somma complessiva di 30 mila euro, ripartita tra tre cooperative differenti. «Il collateralismo? Fantasmi del passato», aveva garantito lo stesso Levorato. Non solo. Il presidente di manutencoop aveva anche assicurato che, nella vicenda unipol, la politica non ha costituito «alcun ingombro», ma che per quanto «rumorosa» si è limitata a «fare il tifo». Tuttavia, gli intrecci con holmo, monte dei paschi, hopa, bpi e i forti intrecci legami con la Quercia collocano l’istituto bolognese a metà tra economia “iper” capitalistica e intrecci politici. Della facciata sindacale e sociale è rimasto ben poco. Stridono dunque gli interventi dei vari diesse a difendere la politica aggressiva del partito in merito alle scalate. Rimangono, invece, nero su bianco gli affari con Fiorani e Gnutti, le speculazioni di borsa (poi rimpastate con il nome di trading) e le convenzioni globali con organizzazioni dello stesso ambiente. Non è, dunque, un caso poi se le sottoscrizioni al partito Ds si effettuano con un bonifico si banca unipol. Strano dunque che il neoeletto presidente di unipol, Pierluigi Stefanini, si sforzi a spiegare che, nel mondo della cooperazione, «il collateralismo è un termine che fa parte della storia di questo paese e che riguarda tutte le forze politiche e diverse organizzazioni sociali: attualmente non ha più motivo di esistere e non esiste più da tanti anni». Ci vuole coraggio. Molto. Forse un po’ troppo se, visto il fiume di denaro messo a disposizione del centro sinistra, ci si rende conto che a beneficiarne ci sono anche Margherita e Verdi.
Alla regione Puglia, per esempio, i Dl ricevono 20 mila euro per sostenere la candidatura di Emanuele Sannicandro. Franco Gussoni, invece, ne riceve 2500, Flavio Delbono 10 mila e Massimiliano Costa 5 mila. Meno parchi, invece, nei confronti dei Verdi a cui manutencoop dona 5 mila euro per l’assessore Gianluca Borghi.
Serve a poco, dunque, la campagna per negare a spada tratta il collateralismo tra i vertici del centro sinistra e le coop rosse. E servono a poco le parole di Romano Prodi a denunciare una vicinanza «tra politica e centrali economiche che, in taluni casi, ha debordato oltre i confini dell’opportunità politica». Forse – di tanti in tanto – basterebbe un leggero esame di coscienza perché questo intreccio tra socialità, affari e politica sembra poco politically correct e molto dannoso all’economia di mercato.


di Andrea Indini
La Padania [Data pubblicazione: 10/01/2006]