La lunga mano della massoneria straniera su Fazio?

La cappa ideologica

«La massoneria straniera muove i fili contro Fazio»


L’ esperto economico Guido Crosetto: «La vicenda di Antonio Fazio sta indebolendo il sistema Italia a vantaggio dei grandi gruppi finanziari stranieri che, anche con l’aiuto delle massonerie, non vedono l’ora di mettere le mani sulla cassaforte del Belpaese. Qui si rischia la svendita dell’Italia». «E Prodi e Amato ne sarebbero perfino contenti»

ROMA – « La vicenda di Antonio Fazio sta indebolendo il sistema Italia a vantaggio dei grandi gruppi finanziari stranieri che, anche con l’aiuto delle massonerie, non vedono l’ora di mettere le mani sulla cassaforte del Belpaese. Qui si rischia la svendita dell’Italia». Guido Crosetto, esperto economico di Forza Italia e relatore della scorsa Finanziaria, lancia l’allarme su un pericolo che, a suo dire, la nostra classe politica sta ignorando o, nel migliore dei casi, sottovalutando. « Sono settimane che si discute delle intercettazioni e ci si divide in amici o nemici del governatore di Bankitalia. Ebbene, stiamo guardando il dito e non la luna. Mentre con questa vicenda c’è il rischio che il sistema creditizio italiano esca indebolito e quindi più aperto alla volontà di colonizzazione da parte delle banche anglosassoni e statunitensi » . Sta dicendo che rischiamo di essere colonizzati? « Proprio questo. Mentre l’economia annaspa, il nostro sistema bancario è uno dei più ricchi al mondo perché l’Italia è un popolo di risparmiatori che garantisce agli istituti di credito una liquidità enorme. Mentre il convento è povero, i frati sono ricchi. E’ chiaro che questo fiume di denaro fa gola anche ai banchieri stranieri i quali hanno clienti che, al contrario, spendono e non risparmiano » . Fazio rappresenta una garanzia per difenderci dall’invasione? « Chiariamo un punto: a me della sorte del governatore non importa nulla. Anzi, all’epoca delle vicende di Cirio e Parmalat ero stato uno dei suoi più strenui accusatori: il suo mancato controllo di allora è molto più grave del suo comportamento, poco edificante, emerso nelle intercettazioni di oggi. Ma a tutti coloro che agitano il cappio contro Fazio, dico: attenzione, non buttiamo il bambino con l’acqua sporca. Questo è un momento molto delicato in cui l’obbiettivo primario è difendere il sistema Italia. Non facciamo lo stesso errore commesso nel 1991 » . Ovvero? « Quando si decise di svendere le imprese statali con una privatizzazione selvaggia che vanificò anche ciò che quelle aziende avevano fatto di buono per l’Italia » . Chi vuole mettere le mani sulla cassaforte italiana? « Grandi gruppi economici finanziari del Nord Europa, specie anglosassoni, e del Nord America. Dietro gli attacchi dei giornali europei a Fazio vedo muoversi proprio questi interessi. Hanno intravisto uno spiraglio e si sono buttati a capofitto per entrare in un sistema debole e facilmente scalabile. Quello che ha fatto Ricucci col ” Corriere” i grandi fondi comuni inglesi e americani lo possono fare in breve tempo con le banche italiane. E un Paese il cui sistema creditizio è in mani straniere diventa un Paese di serie B » . Per la politica italiana questo però sembra un aspetto secondario… « Errore gravissimo. Ma c’è di più: ci sono personalità politiche nostrane che stanno agevolando questo disegno colonizzatore e non si rammaricherebbero di fronte all’ingresso di capitali stranieri nel nostro sistema di credito » . Chi? « Romano Prodi, per esempio. E anche Giuliano Amato. Mentre ben distante da certe logiche è Massimo D’Alema ». E adesso a chiedere la testa di Fazio ci si mette anche la massoneria… « La massoneria italiana non è una cosa seria e non ha potere per influenzare certe questioni. Altra cosa è invece la massoneria britannica, che invece muove parecchi fili » . Berlusconi viene accusato aver tenuto un comportamento ambiguo. Lei che ne pensa? « Ma Berlusconi su Fazio non ha nessun potere. Nessuno può costringere il governatore a dimettersi. Comunque, per uscire dall’impasse la strada migliore è quella di un dibattito parlamentare con il voto su una mozione per cambiare il regolamento di Bankitalia inserendo, tra le modifiche, anche il mandato a termine. Del resto, proprio la vicenda Bnl- Antonveneta ha messo in evidenza l’inadeguatezza del ruolo di via Nazionale rispetto all’odierna complessità del sistema bancario italiano ».


di Gianluca Roselli
Libero – 10 Settembre 2005