La destra religiosa assedia Darwin «Siamo nati da un disegno intelligente»

Vita: politiche di bioetica

SCIENZE


Secondo un sondaggio il 55% degli americani non crede alle idee evoluzioniste sulle origini biologiche dell’uomo


La destra religiosa assedia Darwin «Siamo nati da un disegno intelligente»


Ricorsi giudiziari dei creazionisti perché la teoria entri nelle scuole.

DAL NOSTRO INVIATO


Un momento di preghiera


NEW YORK – In Georgia c’è voluto l’intervento dell’ex presidente Jimmy Carter per bloccare la proposta del soprintendente scolastico mirante a escludere dai programmi d’istruzione dello Stato le teorie darwiniane sull’evoluzione della razza umana: «Come cristiano e come accademico della Emory University provo imbarazzo davanti ai tentativi di Kathy Cox di censurare e distorcere l’educazione dei nostri figli». Lei ha ribadito le sue riserve («evoluzione è una parola fastidiosa che genera un gran numero di reazioni negative») ma ha fatto marcia indietro.
Quello della Georgia non è un caso isolato: dopo la conferma di Bush alla Casa Bianca le organizzazioni della destra religiosa sono tornate all’offensiva e oggi iniziative per escludere l’evoluzionismo dal curriculum scolastico sono state intraprese – a livello politico o con ricorsi alla magistratura – in Texas, Ohio, Missouri, Wisconsin, South Carolina, Mississippi. In Kansas a novembre una maggioranza del 60% degli elettori ha insediato alla guida dell’amministrazione scolastica dello Stato un gruppo di sostenitori del creazionismo, decisi a cambiare l’insegnamento sulle origini biologiche dell’uomo.
Intanto, mentre ferve lo scontro sui programmi, l’evoluzionismo sta già silenziosamente scivolando fuori dall’insegnamento quotidiano nelle scuole. Lo mette in luce anche una recente inchiesta del New York Times : pressati dai genitori (una minoranza ma molto determinati), dalle organizzazioni della destra cristiana, da molti dirigenti scolastici, negli Stati conservatori gli insegnanti tendono a saltare i capitoli della biologia dedicati all’evoluzionismo o li assegnano agli studenti come semplice lettura, senza stimolare alcuna discussione, alcun approfondimento. I politici lo sanno ma evitano interventi che potrebbero risultare poco popolari.
Oggi, infatti, la stampa scopre con un certo sconcerto che il 55% della popolazione statunitense (e il 67% degli elettori di Bush) non crede all’evoluzionismo (sondaggio Cbs ) mentre, secondo un’indagine Gallup, un terzo dei cittadini considera il contenuto della Bibbia verità scientifica. Un abisso divide l’America dal resto del mondo industrializzato dove l’80% della popolazione accetta l’evoluzionismo che è pur sempre una teoria ma gode di un vastissimo credito nel mondo scientifico. L’anno scorso in Italia ci fu qualche problema coi programmi scolastici della Moratti, poi la crisi rientrò. «In Giappone siamo addirittura al 96%, ma anche la cattolica Polonia non scende sotto il 75%» dice Jon Miller, che alla Northwestern 
University studia l’atteggiamento delle opinioni pubbliche nei confronti della scienza. Del resto Giovanni Paolo II (e prima di lui Pio XII) ha sostenuto la possibilità di far coesistere teorie darwiniane e assunti della religione cattolica.
Le convinzioni di Bush, lo spazio da lui dato alla destra religiosa, hanno sicuramente a che fare con questo fenomeno, ma solo fino a un certo punto. In America Darwin ha sempre avuto vita difficile: diffuse in tutte le scuole senza incontrare particolari ostacoli all’inizio del secolo scorso, le sue teorie furono praticamente messe al bando in molti Stati negli anni ’20. Dagli anni ’50 il pendolo è tornato a oscillare nella direzione opposta e nel ’68 la Corte suprema dichiarò incostituzionale la messa al bando dell’evoluzionismo. Ma nei sondaggi gli americani si sono sempre divisi più o meno a metà tra creazionisti ed evoluzionisti. All’inizio degli anni ’80 i creazionisti (per i quali l’uomo è il prodotto di un intervento divino come quello descritto dalla Genesi) tornarono all’offensiva grazie alla proposta del presidente Reagan di diffondere nelle scuole anche questa teoria, oltre all’insegnamento dell’evoluzionismo. Ma una serie di sentenze di giudici statali e federali, culminata in una decisione della Corte suprema del 1987, sanzionò che il creazionismo, essendo basato su un assunto religioso, non può entrare nel programma scientifico delle scuole pubbliche americane senza violare il principio della separazione tra Stato e Chiesa.
Bush fin qui ha dato fiato alla destra religiosa più con le parole che con le azioni. Dopo la conferma alla Casa Bianca, ha rapidamente avviato le riforme promesse in campo economico (previdenza) e giudiziario (cause collettive contro le imprese), mentre su aborto e matrimoni gay si muove con molta cautela. «Ma è bastata la vittoria repubblicana a dare nuova energia ai creazionisti» sostiene il direttore del Centro nazionale per la scienza dell’educazione, Eugene Scott.
Più energici, ma anche molto più sottili e accurati nello scegliere i loro argomenti. Se il creazionismo resta fuori dal perimetro della scienza perché basato su argomenti religiosi, si cerca di aggirare l’ostacolo con la teoria del «disegno intelligente». Sostiene che alcuni fenomeni naturali – dal funzionamento delle cellule alla composizione dell’occhio umano – sono troppo complessi per poter trovare spiegazione nella teoria evoluzionista: l’unica possibilità è che a un certo punto del processo ci sia stato l’intervento di un’«entità intelligente». Così, confutando solo in parte le teorie darwiniane ed evitando di formulare ogni ipotesi sull’origine di questa «intelligenza», i sostenitori dell’«intelligent design» sperano di riuscire a trovare uno spazio nell’insegnamento scientifico delle scuole. Per i critici è solo un tentativo abbastanza furbo di confondere i giudici: lo hanno già archiviato con l’etichetta di «creazionismo light».
Ma i sostenitori della nuova teoria (diffusa attraverso il sito intelligentdesignnetwork.org e una pubblicistica sempre più fitta) qualche punto a loro vantaggio l’hanno segnato se la stampa «liberal», pur denunciando il tentativo di aggirare le sentenze della Corte suprema con un artificio, riconosce che va forse creato nelle scuole un luogo in cui – al di fuori dell’insegnamento strettamente scientifico – sia possibile discutere le critiche culturali e religiose all’evoluzionismo.
Non sarà un percorso breve né facile. Intanto in molte scuole è già battaglia. A Dover, in Pennsylvania, i dirigenti delle scuole locali hanno deciso di inserire il «disegno intelligente» nel programma scolastico. Il relativo documento è stato letto nelle classi dagli amministratori degli istituti: gli insegnanti si sono rifiutati. Nella contea di Cobb, in Georgia, i dirigenti hanno invece tentato di rafforzare l’insegnamento delle teorie darwiniane. Ma davanti alla reazione irata di molti genitori hanno fatto marcia indietro stampando degli sticker adesivi con messaggi del tipo «attenzione, maneggiare con cura: sono soltanto teorie» e appiccicandoli nelle pagine dei libri scolastici dedicati all’evoluzionismo. I giudici sono già intervenuti considerando illegale l’inserzione di questi adesivi; ora è pendente un controricorso dei tradizionalisti.
Battaglie che, più che con Bush, hanno a che fare con la grande varietà di formazioni religiose che popolano l’America. Spiega Luis Lugo, direttore del Pew Forum on Religion : «La logica di mercato si è imposta anche in questa sfera e spinge i vari gruppi a competere per la conquista dei fedeli usando strumenti come la politicizzazione del tema dell’evoluzionismo».


Massimo Gaggi 13 febbraio 2005 (C) Corriere della Sera