La Bindi e i Pacs: la storia continua…

Famiglia: coppie di fatto

La Bindi: tuteleremo anche le coppie gay


La Rosa nel pugno stringe i tempi e chiede l’esame della legge sui Pacs in commissione Giustizia; il ministro della Famiglia torna alla carica: «le coppie gay non possono essere ignorate»; e la senatrice Binetti ribatte: «Equiparazione impossibile»…


 

Subito la legge per il riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali. A presentare la richiesta di esame della proposta di legge sui Pacs (patti civili di solidarietà) in commissione Giustizia è il responsabile giustizia dello Sdi, Enrico Buemi.
Ma la Rosa nel Pugno non è la sola ad insistere sull’urgenza di approvare i Pacs. Ancora una volta, inaspettatamente, è il ministro della Famiglia, la cattolica Rosy Bindi, a ricordare che «le coppie gay non possono essere ignorate». Un’apertura che qualche settimana fa è già costata al ministro la dura reprimenda dei vescovi attraverso l’Avvenire. Ma sempre dalla Margherita si leva la voce dissonante della senatrice Paola Binetti che rifiuta nettamente l’idea che la coppia omosessuale possa rappresentare una famiglia in quanto si tratta di legami «poco stabili» e «intrinsecamente sterili». Affermazioni che non mancheranno di far infuriare i suoi alleati radicali e diessini.
Come la prenderà ad esempio il deputato transgender di Rifondazione Vladimir Luxuria? «Accelerare i tempi della discussione della legge sui Pacs è un atto doveroso nei confronti di migliaia di cittadini e cittadine che ogni giorno subiscono un’ingiustizia clamorosa», dice Luxuria, ricordando che «questo governo deve essere il governo di tutti, nessuno escluso» e che non possono essere tollerare discriminazioni sull’orientamento sessuale.
E anche se i cattolici schierati nel centrosinistra non sono d’accordo, Buemi spiega che socialisti e radicali non intendono rinunciare ai Pacs. Anche se, aggiunge «potrebbero arrivare resistenze da parte dell’Udeur e della Margherita».
Per il momento il presidente della commissione Giustizia, Pino Pisicchio (Italia dei valori), si è riservato un esame con i capigruppo, martedì prossimo «prima di inserire la pdl nel calendario della commissione».
Una data per l’avvio della discussione dunque ancora non c’è ma già le polemiche interne all’Ulivo e a quello che dovrebbe essere l’embrione del partito democratico, divampano. A Strasburgo la Bindi parlando al consiglio d’Europa spiega che il governo Prodi intende muoversi «nel solco della nostra Costituzione senza equiparare la famiglia alle unioni di fatto e senza discriminare chi sceglie, o è costretto a scegliere, forme di convivenza diverse dal matrimonio, ma assicurando a queste persone il godimento dei diritti di cittadinanza sociale». Insomma la Bindi cammina sul filo del rasoio e nel tentativo di non scontentare nessuno finisce invece per mostrare quanto siano distanti fra loro gli alleati dell’Unione.
Il diessino Franco Grillini, ex presidente di Arcigay, ritiene «doverosa la richiesta di calendarizzazione delle proposte di legge sui Pacs e sulle unioni civili». Ma la Binetti, in un’intervista rilasciata a Gay.it, impone un brusco stop al cammino dei Pacs con affermazioni che non mancheranno di suscitare polemiche visto che la senatrice si dice favorevole ai «diritti individuali per tutti» ma non al riconoscimento di quelli delle coppie. «L’omosessualità non è una scelta – dice la Binetti -. Andando a fare delle curve di dosaggio ormonale si vede che nei gay sono di un certo tipo piuttosto che di un altro». Per la senatrice «una serie di dati ci dice che i legami tra coppie omosessuali hanno una durata più breve e una stabilità minore» oltre al fatto che «il rapporto omosessuale è per sua natura intrinsecamente sterile».

di Francesca Angeli
Il Giornale 14 settembre 2006