L’ONU e la promozione globale dell’aborto

Terrorismo

UNFPA, nuova campagna globale per l’aborto

Il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (UNFPA) ha recentemente preparato un piano quadriennale da 224 milioni di dollari per una strategia di propaganda che ha lo scopo di sostenere e far crescere “la consapevolezza dei diritti riproduttivi”…


Il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (UNFPA) ha raccolto le istanze delle diverse regioni del mondo e malgrado alcune differenze legate a circostanze locali, propone come soluzione la diffusione dei “servizi di salute riproduttiva”, un’espressione che le agenzie e le commissioni dell’ONU usano come sinonimo di aborto.

L’UNFPA ha recentemente preparato un piano quadriennale da 224 milioni di dollari per una strategia di propaganda che ha lo scopo di sostenere e far crescere “la consapevolezza dei diritti riproduttivi”. Affermando che “il diritto alla salute riproduttiva si applica a tutte le persone di tutti i tempi”, il programma dell’UNFPA mira ad “aumentare la domanda per i servizi di salute sessuale e riproduttiva e per i diritti riproduttivi” in tutto il mondo, lavorando con tutti i settori della società: dai governi e leader delle comunità fino alle Organizzazioni Non Governative (ONG) e ai media.

L’UNFPA asserisce che il nuovo programma tiene conto della cultura e del clima socioeconomico di particolari regioni, ad esempio la problematicità nel promuovere l’aborto negli stati arabi. Guardando alle azioni proposte per l’Africa, nel mirino dell’UNFPA ci sono i tassi relativamente alti di fertilità della regione, sostenendo che la crescita della popolazione sta “oltrepassando la capacità delle economie di generare posti di lavoro”, per cui l’obiettivo è “rispondere ai bisogni insoddisfatti di contraccezione”. L’UNFPA sembra ignorare il fatto che i tassi di fertilità nella maggior parte dei paesi africani stanno scendendo drasticamente e che la longevità in alcuni paesi è ormai scesa intorno ai 40 anni. Il programma dell’UNFPA inoltre propone l’aumento dell’uso dei preservativi tra gli adolescenti.

Il progetto dell’UNFPA riconosce il declino della fertilità in Asia e in Europa ma in questo caso dice che l’elevato tasso di aborti richiede la diffusione di “servizi di pianificazione familiare di alta qualità” e “servizi di salute riproduttiva di alta qualità”. Secondo la Commissione dell’ONU incaricata di applicare la Convenzione sull’Eliminazione delle Discriminazioni Contro le Donne (CEDAW) questa definizione include l’aborto, sebbene l’Assemblea Generale dell’ONU non l’abbia mai definita in questo modo.

Nei paesi arabi ci sono “conflitti e problemi di sicurezza” che rendono necessari, secondo l’UNFPA, i “servizi di salute riproduttiva”. Ma l’UNFPA riconosce che spingere per “i servizi di salute riproduttiva” stile-ONU sarebbe problematico, preciò si propone di “promuovere dibattiti politici culturalmente sensibili” e di migliorare l’accessibilità ai servizi di salute riproduttiva.

Nella regione America Latina e Caraibi è “l’alta fertilità degli adolescenti” a spingere l’UNFPA a chiedere la diffusione dei “diritti riproduttivi e dei bisogni di salute riproduttiva”. Anche in America Latina il programma dell’UNFPA prevede l’incoraggiamento dei giudici a “monitorare e applicare politiche e leggi che proteggono i diritti riproduttivi”, che significa ricorrere ai tribunali per legalizzare l’aborto.

I critici dell’UNFPA fanno notare che l’agenzia usa come intercambiabili i termini “servizi di salute riproduttiva”, “diritti riproduttivi” e “salute riproduttiva”. Sia “servizi di salute riproduttiva” sia “diritti riproduttivi” sono però espressioni molto discusse nella politica sociale dell’ONU perché continuano a essere “forzate” da potenti ONG e agenzie dell’ONU per includervi l’aborto.

Il piano dell’UNFPA per ripartire i 224 milioni di dollari del programma, prevede di spenderne 47 per l’Africa, 33 per l’Asia Pacifico, 26 per America Latina e Caraibi, 14 l’uno per stati arabi ed Europa orientale-Asia centrale. I restanti 90 milioni finanzieranno il programma globale dell’UNFPA.

Sebbene queste somme possano sembrare relativamente modeste, esse sono invece importanti per governi poveri che permetteranno all’UNFPA di promuovere i suoi progetti anche se nel loro paese l’aborto non è legale. L’approvazione del piano da parte della direzione dell’UNFPA è attesa per l’inizio di settembre.


di Samantha Singson

SVIPOP 13-8-2007