L’Islam sta vincendo?

I diversi islam

Le Filippine hanno ceduto. L’autista di Manila ha un bel nome cattolico: Angelo de la Cruz, una ghiottoneria per i decapitatori. Rapito mercoledì scorso ha singhiozzato in video di salvargli la vita, ha invocato pietà dal suo governo, che non sacrificasse la sua chiomuta testa di padre di famiglia a una guerra lontana. E il premier, signora Gloria Arroyo, ha risposto prontamente: «Si torna a casa».

Vuoi vedere che l’Islam ha già vinto?
di Renato Farina


IL CASO


Così, una cinquantina di soldati, e circa 4mila civili occupati in mansioni umili, ad agosto rientrano. De la Cruz è salvo (o dovrebbe).


È così facile, non è vero, fare la pace?
Basta scappare, basta prendersi la colpa di tutto.
Campo libero ad Al Qaeda, alla resistenza irachena: insomma, ai mozzatesta. In questo caso, roba piccola, dal punto di vista della potenza di fuoco; ma una bandiera in meno.


Noi non biasimiamo nessuno.
Figuriamoci.
Vorremmo proprio vedere come reagirebbe l’Italia, in caso simile.
Ma bisognerà pure prendere nota, e tirare un bilancio provvisorio ma onesto.


Secondo voi chi sta vincendo la guerra tra l’islam (naturalmente quello cattivo, terrorista o alleato con esso, ma che usa come cuneo in casa nostra anche le masse musulmane moderate) e «l’Occidente crociato ed ebraico»?
Se mettiamo in fila gli ultimi eventi, a noi restano splendide vittorie morali e civili, ma l’opinione pubblica non è scema, e registra che la spinta a combattere l’orrore islamista si è sgonfiata.
Da ogni parte, prevale l’idea di cavarsela, di portare a casa la ghirba patteggiando, pur di non morire e non dover fare i conti con altri crani staccati dal corpo.


Mettiamo in fila, a ritroso, alcuni fatti. Un’avvertenza: sono episodi diseguali, sono suscettibili di letture meno amare.
Addirittura positive: mostrano la tenuta del diritto contro la barbarie.


Ma visti dall’altra parte, con gli occhi che brillano nei buchi del passamontagna, sono eccellenti notizie, squilli argentini: segnalano puri e semplici cedimenti.
Che solo gli sciocchi scambiano per azioni di pace: le ritirate sono anch’esse atti di una guerra, anche se perduta.


1) Oggi, la resa filippina. Già citata. Trionfo di Al Zarqawi e del suo coltello.


2) Ieri, la dichiarazione del Senato americano contro le motivazioni della guerra in Iraq. (Tony Blair a Londra, idem). Le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein – si è spiegatonon ci sono. Peggio: la Cia si è inventata che ci fossero, un po’ per negligenza un po’ per dolo, inducendo in errore Bush. Ha convalidato prove inconsistenti. Il portavoce del Senato che ha reso pubblico questo rapporto di 512 pagine ha detto: «È stato l’errore più grave della nostra storia nel campo dell’intelligence». Dimentica che c’è stato uno sbaglio assai più cospicuo. La rinuncia della Cia e dei vari servizi segreti, al tempo dell’Ulivo mondiale, a contrastare il terrorismo islamico. Permettendogli di prosperare e poi organizzare l’attentato delle Torri gemelle. Felicità di Osama.


3) La Corte internazionale dell’Aja definisce la barriera protettiva costruita da Israele una violazione dei diritti umani. Non indurrà Sharon ad abbatterla, ma ha sfregiato una volta di più l’anima di Gerusalemme. Non vale per essa il discorso dell’emergenza in una guerra terroristica. Da quando c’è quel muro (che non è un muro, salvo brevissimi tratti) e sono stati eliminati in sequenza gli sceicchi di Hamas, Ahmed Yassim e Abdel Aziz Rantisi, gli attentati dei kamikaze sono finiti. Che la barriera non ci sia per umiliare i palestinesi, ma per proteggere gli inermi, è dimostrato dalle opportune correzioni al tracciato, stabilite dalla Suprema corte israeliana: ma non hanno pesato sull’Aja. Arafat e i suoi armigeri sono riusciti a passare per vittime. L’agio dei kamikaze prevale sulla necessità di salvaguardare le vite. Giubilo islamico.


4) A Milano, il liceo Gaetana Agnesi istituisce una sezione per soli islamici. Le donne potranno portare il velo (traduzione: dovranno). Il motivo? Altrimenti le famiglie islamiche non mandano le figlie. È un precedente formidabile. Siamo alla scuola statale islamica. È il rovesciamento del concetto di ghetto. È la consacrazione di una penetrazione di un’altra cultura che modifica le relazioni tra i sessi. Cedimento progressivo dei pilastri della nostra idea di convivenza. I famosi steccati tra laici e cattolici si risolvevano in discussioni durante le ore di religione e di filosofia. Qui c’è l’occupazione di un territorio giuridico e morale per rinuncia a far valere le ragioni della nostra civiltà. Vittoria musulmana (fondamentalista).


5) A Napoli e Campania, gli assessori prevedono si festeggi con una vacanza il Ramadan, le feste ebraiche o di qualsiasi religione. Gli ebrei sono inclusi come pretesto: non hanno mai voluto l’egemonia. Goduria degli imam, hanno vinto gratis.


6) Romano Prodi invia una email in cui chiede ai suoi alleati nel Parlamento italiano di votare a favore della permanenza dei soldati italiani in Iraq e del relativo finanziamento della missione. Il Triciclo lo tratta come un molestatore elettronico, spiega che si è trattato di un equivoco, che cosa volete ne capisca? Nel centro-destra questa vergognosa umiliazione del leader avversario è dimenticata. Del resto l’Iraq e la guerra al terrorismo non entrano in nessun modo nella verifica, non ce n’è traccia nelle lettere di Follini a Berlusconi.


Il terrorismo islamico è eliminato dalle coscienze di destra e sinistra.
Perché?
Perché ci siamo già arresi.
Saddam manda baci.
Queste notizie sono disperse qua e là per le pagine di tutti i giornali.
Noi non siamo per l’apologia della guerra ad oltranza, per mostrare i denti, eccetera.
Ma che almeno si sappia che stiamo perdendo.
E ci si assuma tutti insieme le nostre responsabilità.
Se siamo deboli e impreparati, il terrorismo fa più male.