Islamico contro Padre Pio

I diversi islam


Raid iconoclasta ad Afragola


Decapita Padre Pio: «Lo vuole Allah». Islamico in arresto

Dopo le provocazioni di Adel Smith contro il Crocifisso negli ospedali e nelle scuole e i tentativi di censurare le Madonna dieci giorni fa nella Brianza lecchese dove un immigrato islamico ha murato la nicchia che conteneva una statua della Vergine, ora è toccato a due statue raffiguranti il venerato San Pio da Pietrelcina: ad Afragola un extracomunitario del Ghana di fede musulmana ha tagliato la testa e la mano destra alle due immagini del santo. Sarà espulso…

«Sono stato guidato dalla mano del Signore, è stata la sua mano ad indicarmi cosa dovevo fare»: così ha detto Peter Frimpong mentre, ammanettato, lo portavano in cella. E che mano, a giudicare dai risultati. L’uomo, un extracomunitario del Ghana, 35 anni, di fede musulmana, ha deciso di regolare il “conflitto religioso” a modo suo, senza tanti fronzoli e senza perdersi in estenuanti dibattiti: con una lunga mazza di legno ha tagliato la testa a ben due statue di San Pio da Pietrelcina in due distinti quartieri di Afragola, città natale del presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino.

DOPPIA ESECUZIONE

Non contento ha continuato con questa singolare vivisezione mistica: e giù con altri colpi secchi per tranciar di netto pure la mano destra nelle statue del santo. Le stigmate di Padre Pio non meritavano evidentemente di esser rappresentate, offendevano di certo qualcuno, meglio ricorrere all’Abc dell’iconoclastia maomettana. Ora è in carcere e ieri mattina è stato giudicato con rito direttissimo dal magistrato di turno che ne ha pure disposto l’espulsione dal momento che inutile dirlo – era clandestino. Questa la cronaca: venerdì mattina, poche ore prima di essere individuato, Peter Frimpong va all’incrocio di viale Sant’Antonio con via Roma dove c’è la prima delle due statue. Botta ferma e decisa e la testa di San Pio schizza via; subito dopo la mano destra. Poi di corsa verso la piazza antistante il lungo corso Vittorio Emanuele dove c’è (sarebbe meglio dire c’era) la seconda immagine del frate: stessa operazione anche lì, con l’aggiunta di imprecazioni irriferibili e che, a parti rovesciate, avrebbero come minimo fatto registrare la convocazione degli ambasciatori presso il ministero del Paese ospitante. Per non dire altro. Erano le prime luci dell’alba, in strada quasi nessuno ma, come spesso accade, c’è sempre qualcuno che ti osserva. Nel caso del ghanese, quel qualcuno ha consentito agli uomini del tenente dei caschi bianchi di Afragola, Luigi Gargano, di risalire immediatamente a lui. Scatta la caccia all’uomo, il comandante Felice Esposito convoca tutti gli uomini della compagnia ed avvisa i carabinieri: bisogna assolutamente trovarlo prima che dal gesso e dal marmo passi alla carne umana. Una veloce ricognizione e l’uomo viene stanato in un casale di via Falconieri. Scatta l’arresto. Condotto in caserma viene quindi chiamata l’Asl di competenza per sedarlo. Lo sgomento dei residenti della zona è stato forte quando hanno visto quelle statue tanto venerate ed ai piedi delle quali ogni giorno portavano fiori e doni votivi, ridotte in così malo modo. Alto ed atletico, dotato di notevole forza, l’uomo da tempo manifestava insofferenza verso i simboli del cattolicesimo: quelle immagini del santo da Pietrelcina, lui proprio non poteva tollerarle. Soprattutto non poteva tollerare le collette che i fedeli organizzavano per manutenerle, alla stregua di quanto fecero all’epoca della loro realizzazione.

ALLERGICO AI SANTI

Un barista del posto che conosceva bene Peter ha dichiarato che l’uomo «ce l’aveva a morte con i santi e spesso al mattino presto iniziava il suo giro inveendo a voce alta». Lo sottovalutavano in tanti, sia tra la comunità ghanese molto presente nell’area del centro vesuviano e sia tra gli stessi afragolesi che ne ricordavano i primi deliri mistico-religiosi. Fino a quando, di venerdì, vale a dire nel giorno più sacro per un musulmano, Peter Frimpong ha dato il “la” al suo personalissimo jihad: con prove generali di taglio della testa. Per lui San Giovanni decollato non bastava più: era venuto il turno di San Pio.

di Peppe Rinaldi

LIBERO 2 settembre 2007