Inquieta il nuovo codice penale turco !

I diversi islam

Ankara, oh cara resta dove sei

“La Turchia firma tutti i trattati mentre il diritto turco-islamico non li mette in pratica. Senza parlare del mai riconosciuto genocidio armeno” Il nuovo Codice penale turco presenta elementi di notevole inquietudine

È un medico di origine armena che vive e lavora a Milano ed è membro dell’Unione degli Armeni d’Italia. È il dottor Pietro Kuciukian che, di fronte alla possibile entrata in Europa della Turchia, si dice preoccupato, sia come italiano che come armeno.
“Come italiano il primo motivo per contrastare l’entrata della Turchia in Europa è che da 200 anni quasi, questo Paese firma tutti i trattati mentre il diritto consuetudinario turco-islamico non li mette in pratica. Come armeno, e come tutti gli armeni che della diaspora hanno almeno un familiare vittima del genocidio, vorrei assolutamente un riconoscimento, o almeno un gesto di riconoscimento di quello che è avvenuto, anche perché le cose ultimamente non stano migliorando”.

A che cosa si riferisce?
“Circa 6 mesi fa, il 14 aprile per l’esattezza il ministero della Pubblica istruzione Hüseyin Celik, ha diramato una circolare diretta a tutte le scuole con la quale si ordinava di far scrivere agli alunni un tema sulla lotta alle infondate affermazioni di genocidio riguardanti oltre agli armeni, anche i greci del Ponto e gli assiri. È stato inoltre indetto un concorso sul tema La ribellione armena durante la prima guerra mondiale. Lo scritto che verrà ritenuto più meritevole verrà pubblicato su una rivista scientifica.
Inoltre nel nuovo Codice penale l’articolo 306 così recita: “Le attività contro gli interessi nazionali fondamentali turchi al fine di ottenere direttamente o indirettamente un vantaggio di persone o istituzioni straniere sono punite fino a 10 anni di carcere“. Secondo questa disposizione, redatta dalla Commissione Parlamentare turca di Giustizia, i cittadini che domandassero il ritiro dei militari turchi da Cipro o che dichiarassero che il genocidio degli armeni ha avuto effettivamente luogo durante la Prima guerra mondiale, potrebbero essere perseguiti in virtù di questo articolo. Tale disposizione è in contraddizione patente con gli standard internazionali sulla libertà di opinione e di espressione, in particolare con gli articoli 10, 11 e 14 della Carta europea dei diritti fondamentali, parte integrante della futura Costituzione europea. Va assolutamente spezzato questo circolo vizioso che nasce dall’ottomanesimo, dal Governo dei Giovani turchi di cui faceva parte lo stesso fondatore della Repubblica Ataturk. rimasto in auge screditando gli stessi Giovani turchi e i carnefici. Ma tutta l’amministrazione e il sistema statale dei Giovani turchi si è riciclato nel Governo kemalista. che deve dire che il genocidio non è avvenuto, altrimenti si autodistrugge”.

L’Europa che cosa rischia con l’arrivo di questo nuovo “ospite”?
“Due cose: un esercito di 500.000 uomini addestrati, il terzo o quarto esercito del mondo, che comunque è sempre il più grosso esercito europeo. E se un giorno cambiassero i governanti turchi? Oggi abbiamo un alleato, e domani? Il secondo rischio è una grossa iniezione di totalitarismo perché il kemalismo è uguale, o molto simile, al Fascismo, al Nazismo e al Comunismo. Sono tutti totalitarismi”.
Perché l’Europa è invece così cieca?
“Solo per questioni di affari, soldi. L’argomento è solo questo. Tutto il resto, l’Iraq, l’Islam, sono stupidaggini. Si sta cercando anche di ammorbidire la Francia solo perché i turchi compreranno circa 40 airbus. Quindi è tutta questione di economia, anche se non si capisce perché, visto che in questo momento l’economia mondiale è in mano alla Cina, non ci si rivolga verso questo Paese, oppure alla Russia. E invece si è scelto questo “obiettivo” soltanto perché là pagano cash. Un affare davvero molto appetibile per qualsiasi esportatore”.

Perché l’Europa ha rinunciato, in questo caso, alla memoria storica, cosa che non ha fatto per gli ebrei?
“Quando il Governo di Kemal Ataturk prende il potere e detronizza il sultano, Ataturk attua una politica antibolscevica. Alletta invece Stalin dicendo che entrerà nel sistema sovietico, socialista, quindi lavorando su questi due fronti è riuscito ad avere l’appoggio di tutto il mondo. E una delle prima clausole di questi accordi era proprio negare il genocidio in quanto nel Governo c’erano i ministri dei Giovani turchi”.

Quale sarebbe l’esito di un referendum popolare in merito, a suo avviso?
“La risposta del referendum sarebbe scontata. Non vedo chi possa amare un regime di quel tipo”.

L’ingresso della Turchia significa anche un’apertura all’Islam?
“L’Islam non è solo quello che viene reclamizzato, è anche un vivere quieto. Purtroppo però viene strumentalizzato sia da certi delinquenti per fare azioni “di guerra”, sia dai Governi. Fatto questo ancora più grave. Mi spiego: a breve andrò in Siria ad omaggiare la tomba di un arabo beduino, un avvocato che, nel 1915 nominato sindaco di un paese ha assistito al genocidio. Spaventato è scappato in India e qui ha scritto forse il primo libro sul genocidio armeno. Egli scrive tutte le nefandezze del Governo dei Giovani turchi, incitando la popolazione islamica. Cavalcando la tigre dell’islamismo si uccidevano gli armeni. L’Europa deve sapere che l’Islam non è solo questo… non è così intollerante. È l’uso che se ne fa il vero pericolo. Se un giorno ci sarà un fanatico al Governo sarà un problema perché la gente è pronta, in nome dell’Islam ad essere osservante, perché ha nelle sue radici l’istinto di lotta che invece non ha il Cristianesimo. La violenza è cioè contemplata”.


Alessia Quiriconi

Il Federalismo – Anno 8 – Numero 37 – Lunedì 25 Ottobre 2004