India, Goa: croce dissacrata da fondamentalisti indù

Libertà religiosa

L’atto vandalico è stato compiuto nella città turistica di Aldona. Su una parte della croce è stato scritto ‘sig. Straniero”. Padre Babu Joseph: “La croce è il cuore della nostra fede cristiana. Questo atto urta a fondo i nostri sentimenti religiosi”.


di Nirmala Carvalho


Aldona (AsiaNews) – Fondamentalisti indù hanno fatto a pezzi una croce nella nota città turistica di Aldona, nella zona nord di Goa. Il dissacrante atto vandalico è stato compiuto nella notte di lunedì 30 gennaio.



“La croce si trovava su una strada”, dichiara ad AsiaNews padre Loiola Pereira, direttore del Centro diocesano per le comunicazioni sociali e portavoce ufficiale dell’arcivescovo Filipe Neri Ferrao. “Alcune persone – continua – hanno spezzato la croce in 4 parti ed hanno scritto a grandi lettere su un pezzo ‘Shri Pardesi’, sig. Straniero”. “Siamo di fronti ad un vero e proprio caso di dissacrazione. È un atto gravissimo, più grave delle rapine che dal febbraio 2005 rappresentano una vera e propria piaga per l’arcidiocesi di Goa”. Dal febbraio dello scorso anno, spiega padre Loiola, si sono registrati 11 casi di furti di statue antiche e preziose dalle chiese di Goa. “Ma questo atto è molto più grave – denuncia il consacrato – offende la sensibilità religiosa della comunità cristiana, e la scritta Shri Pardesi chiarisce quali siano i loro veri intenti”.



“In questa zona la comunità è pacifica”, dichiara ad AsiaNews padre Mathew Rodrigues, sacerdote della “Cappella Santa Rita” di Carona, la zona dove si trovava la croce. “Carona è una comunità pacifica, ci sono 280 famiglie cattoliche e 50 famiglie indù e abbiamo sempre coesistito in pace ed armonia”. “Indù e cattolici – continua – parlano persino lo stesso dialetto, ed entrambe le comunità sono scosse e sorprese dal triste avvenimento. Per fortuna, anche se non è disposta a fornire ulteriori elementi, la polizia ha arrestato una persona”.



“Condanniamo con fermezza il caso di dissacrazione della croce a Goa”, aggiunge in una dichiarazione ad AsiaNews padre Babu Joseph, portavoce della Conferenza episcopale indiana. “La croce è santa e rappresenta il vero cuore della nostra fede cristiana. Questo atto di dissacrazione urta a fondo i nostri sentimenti religiosi. La scritta Shri Pardesi – aggiunge – non può essere ignorata, è la prova che ci sono ragioni fondamentaliste nell’atto vandalico. Questo episodio non va sottovalutato, è un segnale che ora i fondamentalisti indù vogliono prendere di mira regioni che sono tradizionalmente cristiane e provano tattiche di intimidazione. Chiediamo con forza e serietà – continua – che coloro che stanno dietro questi atti di violenza e dissacrazione si fermino, per poter mantenere armonia sociale e relazioni amichevoli nelle nostre città, e facciamo appello alle autorità dello stato affinché prendano tutti provvedimenti e le misure necessarie a controllare la situazione e ad assicurarsi che queste tensioni non siano alimentate”.


Da AsiaNews
del 3 febbraio 2006