Il premio Nobel Montalcini e Papa Benedetto

La cappa ideologica

La Montalcini contro il Papa, appello dei professori per difenderlo

Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la medicina e membro della Pontificia Accademia delle Scienze ha affermato rispondendo ai giornalisti che le chiedono se avrebbe fatto parlare il Papa all’Università La Sapienza di Roma: «Sono membro del Vaticano e non potevo firmare quello che invece approvavo completamente»…

ROMA «Sono membro del Vaticano e non potevo firmare quello che invece approvavo completamente». Il premio Nobel per la medicina Rita Levi Montalcini, a Milano durante la cerimonia con cui l’università di Milano Bicocca le ha conferito la laurea honoris causa in Biotecnologie industriali, risponde ai giornalisti che le chiedono se avrebbe fatto parlare il Papa all’Università La Sapienza di Roma o se avrebbe invece firmato il documento dei professori contrari all’intervento del Pontefice. «Ma non devo parlare di questo», precisa subito la senatrice a vita, «come non ho voluto parlarne». Indagando sulla frase «sono membro del Vaticano», si scopre che la senatrice a vita si riferisce al fatto di essere membro della Pontificia Accademia delle Scienze. Dunque, questa appartenenza le avrebbe impedito di prendere parte attiva, per così dire, alla polemica divampata nei giorni scorsi. Facendo però capire con chiarezza da che parte sta.
Quella sua appartenenza, comunque, non le ha impedito, in passato, di esprimere giudizi critici al «pensiero supercattolico» che avrebbe prodotto «guasti» propri «delle ideologie categoriche». Questo succedeva nel 2001, quando questi suoi giudizi sono stati duramente stigmatizzati dall’Osservatore Romano.
IL DOCUMENTO
Ma il mondo universitario italiano mostra adesso anche un’altra faccia. Non solo chiamate alle armi in nome «della laicità», non solo liste di nomi che non hanno voluto in visita il Papa e che continuano a sostenere le ragioni di questo “no”, ma anche un vero e proprio “Appello per la ragione e la libertà in Università”. Appello promosso a seguito di quanto accaduto in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico della Sapienza da una novantina di professori ordinari delle diverse università italiane. L’appello, peraltro, segna l’inizio di una campagna culturale sul tema della ragione nell’università. Come si legge nel testo diffuso, questo è «un invito a difendere quella ampiezza e vastità della ragione, di quella libertà di ricerca e di confronto essenziale all’esercizio della professione di docente e per la costruzione di una civile convivenza. Ora tutti possono firmare l’appello – che si rivolge anche ai docenti degli atenei di tutta Europa – visitando il sito www.appellouniversita.net . Nei giorni della polemica più calda, subito sono fioccati gli inviti a Benedetto XVI da parte di diversi atenei italiani, da quello di Viterbo a quello di Firenze.
GLI INVITI
Anche il governatore della Regione Veneto, Giancarlo Galan, ha fatto presente che il prestigioso ateneo di Padova potrebbe invitare il Pontefice. Senza contare che gli interventi del professor Joseph Ratzinger sono sempre stati ricercatissimi da parte delle università di mezzo mondo. E la sua esperienza di «professore emerito» è stata con orgoglio ricordata dal Papa stesso durante l’Angelus di domenica scorsa a piazza San Pietro.
Ed è prossima la pubblicazione, da parte delle edizioni Porziuncola (francescane) dello studio del ’57 del giovanissimo Ratzinger, con il quale otteneva la libera docenza, su «San Bonaventura. La teologia della storia».

di Caterina Maniaci
Libero 23 gennaio 2008