Il popolo del Family day in 134 piazze

Famiglia: politiche familiari

Il 2 marzo le associazioni del Forum si mobilitano per un «fisco a misura di famiglia»

A sostenere la mobilitazione sono più di settanta tra associazioni familiari e realtà del mondo cattolico, tra cui cinquanta sono membri del Forum. Partico­larmente attivi nella raccolta delle firme saranno i 20 comitati regionali del \’cartello\’ delle famiglie.
Il presidente Giacobbe: una politica giusta dovrebbe rendere deducibile dall’imponibile il minimo vitale per ogni familiare a carico.

DA ROMA PIER LUIGI FORNARI

Il prossimo 2 marzo il Familiy day 2 si moltipli­cherà in almeno 134 città italiane, dove saran­no allestiti banchetti per la raccolta di sottoscri­zioni alla petizione del Forum delle Associazioni fa­miliari per «un fisco a misura di famiglia».
  «Nel
Family day
la famiglia italiana ha dimostrato di sapersi impegnare, superando, nel numero delle pre­senze, le più rosee aspettative – ha esordito il presi­dente del Forum, Giovanni Giacobbe nella confe­renza stampa di presentazione –, la petizione è la proiezione operativa di quell’evento, con riferimento all’aspetto fiscale, che è essenziale per avviare una politica organica in favore della famiglia».
  L’evento si focalizzerà a livello mediatico in sei città diverse per collocazione geografica, per grandezza e anche per il tipo di amministrazione che le regge: Roma, Milano, Napoli, Parma, Verona e Assisi. È pre­visto che a firmare per primi siano i sindaci. Saran­no accompagnati da testimonial del mondo della cultura, dello spettacolo e dello sport. Per quanto ri­guarda Roma, «il sindaco Veltroni per quel giorno sarà dimissionario, ma sappiamo che il vicesindaco Mariapia Garavaglia sarà presente per firmare», ha detto il vicepresidente del Forum Giuseppe Barba­ro.
 
L’intera mobilitazione si concluderà il 15 maggio, giornata internaziona­le della famiglia, con un appunta­mento che vedrà riunite a Roma an­che le principali associazioni euro­pee impegnate nella tutela della \’cellula fondamentale della società\’.
  In quella giornata le adesioni rac­colte saranno presentate al presi­dente della Repubblica, Giorgio Na­politano.
  La petizione del Forum chiede di rendere deducibile dall’imponibile fiscale il minimo vitale per ogni fa­miliare a carico. «Un sistema che dà al genitore la sovranità sulle sue risorse – ha spiega­to la vicepresidente Paola Soave –, invece di trasfor­marlo in un assistito attraverso la erogazione degli assegni familiari, dopo averlo tassato senza tener conto dei figli». La erogazione dell’assegno (\’impo­sta negativa\’) è valida solo nel caso in cui la famiglia sia incapiente (cioè non paghi in tutto o in parte l’I­re).
 
Anche la coincidenza del clou dell’iniziativa, avvia­ta a fine ottobre, con l’avvio della campagna eletto­rale si presta ad uno sviluppo positivo, come ha e­videnziato il presidente Giacobbe, perché la peti­zione per il fisco diviene il «portale» di alcuni punti essenziali che il \’cartello\’ delle famiglie chiederà di inserire nei programmi delle forze politiche. Per que- sto il Forum ha domandato un incontro a tutti i se­gretari dei partiti.
«Proprio l’attuale trattamento fiscale dei genitori con figli – ha aggiunto la Soave –, fa capire che la fa­miglia non è considerata un soggetto sociale, ma so­lo un soggetto privato. Il soggetto tributario è l’indi­viduo ed è tassato indipendentemente dal numero dei carichi che mantiene». Si tratta di superare, quin­di, una logica di interventi «assistenzialistici», mi­sure «palliative se non propagandistiche».
  Il punto centrale da prendere in considerazione quando si parla di capacità contributiva della fami­glia, dunque, non è solo il reddito, ma il numero del­le bocche che con quelle entrate devono essere man­tenute. Infatti come dimostrano molte indagini l’a­vere prole diviene in Italia causa di povertà. «I figli devono essere considerati un investimento – ha in­sistito la Soave –, il cui lavoro pagherà le pensioni di domani. Inoltre la famiglia è tutelata dalla Costitu­zione, la petizione popolare, quindi, non fa altro che risvegliare la consapevolezza dei suoi diritti, diritti che non vengono rispettati».
  Nel sistema vigente è garantita l’equità verticale dal­la progressività dell’aliquota per cui chi più guada­gna, paga più tasse. Non è invece assicurata l’equità orizzontale, per cui chi ha dei carichi familiari non può pagare le stesse tasse di chi non li ha. Ecco quindi la proposta di ren­dere deducibile dall’imponibile il minimo vitale per ogni familiare a
carico.
  «Con questa conferenza stampa ini­zia la campagna elettorale del Fo­rum
non per eleggere dei candidati ma per ottenere questa importante modifica del sistema fiscale», ha det­to l’altro vicepresidente, Barbaro. In­fatti le famiglia italiane e le associa­zioni che le rappresentano certa­mente non considereranno «inin­fluente » il fatto che un partito rece­pisca o meno questa proposta.
  Nel momento in cui si avvia la campagna elettora­le, comunque il \’cartello delle famiglie ci tiene a pre­cisare la sua indipendenza. «Rimaniamo assoluta­mente autonomi da un punto di vista politico e par­titico, non siamo collaterali a nessun partito o mo­vimento », ha sottolineato Giacobbe, tant’è che par­lamentari che condividono le proposte delle fami­glie sono presenti in partiti dei diversi schieramen­ti. Nelle elezioni del 2006, di essi 110 hanno sotto­scritto il manifesto programmatico del Forum.

Avvenire, 09.02.2008