Il famoso discorso anticomunista di Peppone

Dal mondo

Il cuore di Peppone e le campane…



Il discorso tenuto da Peppone un bel giorno di primavera nella piazza di Brescello, dal film Don Camillo e l’Onorevole Peppone… Una boccata di sana ilarità che suscita la nostalgia di uomini veri.


 

Cittadini lavoratori!


(applausi)

Prima di presentarvi il compagno indipendente avvocato Cerratini,


(applausi)

voglio dire due parole alla reazione clericale, atlantica e guerrafondaia che tutti ben conosciamo,

(applausi)

a quegli sporchi neri che parlano di patria, di sacri confini minacciati e di altre balle nazionaliste che la Patria siamo noi, la Patria è il Popolo!
E questo popolo non combatterà mai contro il glorioso Paese del socialismo che porterà al nostro proletariato oppresso la libertà e la giustizia!

(applausi)

E voi giovani che andate nelle barbare caserme, direte a coloro che tentano di armarvi e di usarvi per i loro sporchi interessi, direte a coloro che diffamavo i lavoratori…

(si levano dal campanile le note della canzone del Piave)

…Direte ai calunniatori del Popolo, direte che i vostri padri

(qui Peppone cambia espressione e gli occhi cominciano a farsi lucidi)

hanno difeso la Patria dal barbaro invasore che minacciava i sacri confini e che noi del ’99 (1899, n.d.r.) che abbiamo combattuto sul Monte Grappa, sulle petraie del Carso e sul Piave saremo sempre quelli di allora e che quando tuona il cannone è la voce della Patri che chiama e noi risponderemo “Presente!”.

(Peppone, intanto, con il braccio spinge via il Cerratini che prova a fermarlo, mentre don Camillo dalla torre campanaria si mette sull’attenti e sussurra “Presente!”)

Noi vecchi che abbiamo sul petto le medaglie al valore conquistate sul campo di battaglia ci ci troveremo come allora a fianco dei giovani e combatteremo sempre ed ovunque, getteremo l’anima oltre l’ostacolo e difenderemo i sacri confini d’Italia contro qualsiasi nemico, dell’Occidente e dell’Oriente, per la difesa del Paese e al solo scopo del bene indissolubile del Re e della Patria!
Viva la Repubblica, viva l’Esercito!

(Un tripudio accompagna la fine del discorso e anche don Camillo applaude calorosamente il compagno sindaco Giuseppe Bottazzi)