Il Segretario del Pontificio Consiglio per la Famiglia risponde alle critiche

Dal mondo

Senza fondamento le vostre critiche al Pontificio Consiglio


di Mons. Karl Josef Romer
* Segretario del Pontificio Consiglio per la Famiglia


 

Illustrissimo signor direttore, abbiamo visto pubblicato nel Suo giornale del 1 settembre un articolo intitolato “I cattolici inquisitori fanno male alla Chiesa“. Offriamo i seguenti chiarimenti a fine di verità:
1) Per i 25 anni del Pontificio Consiglio per la Famiglia è stato pubblicato in italiano il documento preparato da molti esperti internazionali nel corso di tre anni: “Famiglia e procreazione umana“. Per diverse ragioni le traduzioni in altre lingue non sono state preparate in tempo, ma già sono alla stampa.
2) Abbiamo una mole di risposte di cardinali, vescovi, movimenti, esperti che, dopo un’attenta lettura, esprimono apprezzamento per il documento. Un intero libro di commenti è in preparazione e sarà pubblicato dalla Poliglotta Vaticana.
3) Nessun documento del nostro Dicastero (e sono molti) è stato approvato dal Santo Padre, come è assolutamente normale, neanche nel caso del documento “Vademecum per i confessori su alcuni temi di morale attinenti alla vita coniugale“, richiesto e seguito dallo stesso Pontefice Giovanni Paolo II. Non è nostra abitudine presentare i nostri documenti alla Sala Stampa, che ci ha chiesto di distribuire il testo sulla procreazione umana anche soltanto nella lingua italiana.
4) Nella Santa Sede tutti i documenti godono di una previa approvazione. L’articolista forse conosce il nostro Lexicon. Termini ambigui e discussi su famiglia, vita e questioni etiche, tradotto in varie lingue, di più di mille pagine, con prologhi, tra i quali quelli del cardinale Camillo Ruini, Pro-Vicario Generale di Sua Santità per la diocesi di Roma e Presidente della Cei; cardinale A. Rouco Varala, arcivescovo di Madrid; cardinale Francisco Javier Errazuriz, presidente del Celam; cardinale Jean-Pierre Ricard, arcivescovo di Bordeaux, presidente della Conferenza episcopale francese; cardinale Georges Pell, Sidney; cardinale Murphy O’Connor, Westminster; cardinale William Keeler, Baltimora.
5) Non conosciamo nessun «imbarazzo in Vaticano». Il testo sulla procreazione umana è stato distribuito anche a Valencia, sebbene non fosse stato scritto per il V Incontro mondiale delle famiglie.
6) Le parole «dure» appartengono tutte a Giovanni Paolo II o al Concilio Vaticano II (GS) e al Catechismo della Chiesa Cattolica, come per esempio «eclissi del senso di Dio e dell’uomo» (Evangelium Vitae n. 21 e 23) o come «crimine abominevole» (Gaudium et Spes n. 51.3). 7) I nostri esperti mondiali in demografia si sono meravigliati circa la critica ricevuta perché l’ideale (ed è così incredibile) presentato dall’articolista sarebbe quello di avere un figlio per coppia, come il Focolare di Nazareth. La critica al Pontificio Consiglio per la Famiglia manca di serio fondamento.


LIBERO 15 settembre 06