Il Santo Padre dalla Francia

Libertà religiosa

IL PAPA ALLA FRANCIA
Nel suo discorso il Pontefice ha anche ribadito la necessità di tutelare l’embrione, che mai dev’essere «semplice oggetto di ricerca» Un criterio morale fondamentale


«Famiglia? Solo quella fondata sul matrimonio»


Benedetto XVI ha ricordato all’ambasciatore di Parigi che «nessuna altra forma di organizzazione può essere comparata all’istituzione familiare che ha un ruolo insostituibile nell’educazione dei giovani»
Importante sottolineatura anche sul principio di laicità che «non esclude la possibilità per la Chiesa di prendere parte più attiva nella vita della società»
Da Roma Mimmo Muolo – Avvenire.it



Il ruolo insostituibile della famiglia e la dignità dell’embrione che «non è solo un oggetto di ricerca». Il corretto modo di intendere la laicità dello Stato e la necessità di procedere all’integrazione sociale, specie dopo i disordini nelle periferie di Parigi dei mesi scorsi. Sono diversi e tutti di grande attualità i temi toccati ieri dal Papa, nella prima udienza al nuovo ambasciatore francese.
La laicità. A Bernard Kessedjian – 62 anni, diplomatico di lungo corso – Benedetto XVI ha ricordato, innanzitutto che «il principio di laicità consiste in una sana distinzione dei poteri, che non è affatto un’opposizione». Perciò esso «non esclude la possibilità per la Chiesa di prendere parte sempre più attiva alla vita della società, nel rispetto delle competenze di ciascuno». «Tale concezione – ha osservato ancora il Papa – deve anche permettere di promuovere ancor di più l’autonomia della Chiesa, sia nell’organizzazione che nella sua missione». A tal proposito, anzi, il Pontefice si è rallegrato per «gli incontri e le istanze di dialogo fra la Chiesa e le autorità civili a tutti i livelli».


La famiglia. Per il corretto funzionamento della società resta di primaria importanza la famiglia. «Nessun’altra forma di organizzazione relazionale può essere comparata all’istituzione coniugale e familiare», ha ribadito il Papa. Per questo «è giusto dedicarle un’attenzione particolare». Essa è, infatti, «il fondamento della vita sociale ed ha un ruolo insostituibile nell’educazione dei giovani». Va, dunque, «aiutata e sostenuta, affinché non venga meno la sua missione educativa e i giovani non siano lasciati in balia di se stessi». «La famiglia – ha rilevato, infatti, il Pontefice – associando autorità e sostegno affettivo, trasmette ai giovani i valori indispensabili alla loro maturazione personale e il senso del bene comune, così come gli orientamenti necessari alla vita sociale». Dunque, rafforzare l’istituzione familiare, ha concluso sul punto il Papa, «contribuirà alla c oesione nazionale tra le generazioni e alla creazione di un tessuto sociale più forte».
La protesta nelle periferie francesi. Netta condanna delle violenze, ma anche invito ad ascoltare il messaggio di profondo disagio che sale dal mondo giovanile. Questo il pensiero del Pontefice in relazione al «difficile periodo» che sta attraversando la Francia. «Le violenze interne non possono non essere condannate», ha fatto notare Papa Ratzinger. Ma esse «rappresentano un messaggio, soprattutto da parte dei giovani, che ci invita a prendere in considerazione le loro richieste». «Una tale situazione – ha aggiunto il Papa – sembra essere radicata non solo nelle periferie delle grandi città, ma in tutti gli strati della popolazione». Perciò, ha raccomandato Benedetto XVI, è importante «avere delle risposte all’altezza di queste tensioni drammatiche della nostra società». La Francia e altre nazioni europee, infatti, devono fare «un passo supplementare per l’integrazione di tutta la società in nome della dignità intrinseca di ogni persona e del suo ruolo centrale nella società. La pace sociale dipende in gran parte da questo».


L’embrione. Infine una raccomandazione in materia di bioetica, dove si rivela sempre più «la tendenza a considerare l’essere umano, in particolare dai primi istanti della sua esistenza, come un semplice oggetto di ricerca». E, invece, ha sottolineato il Papa, «è importante affrontare le questioni etiche non solo da un punto di vista scientifico, ma da quello dell’essere umano, che deve sempre essere rispettato. Senza accettare questo criterio morale fondamentale – ha concluso Benedetto XVI – sarà difficile creare una società veramente umana».