Il Papa: grazie ai difensori della vita

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«Aiutiamo chi difende la vita»


Sabato 17 ricevendo i vescovi polacchi in visita «ad limina» Benedetto XVI ha incoraggiato i presuli sia a sostenere «il volontariato che si propone come scopo la difesa della vita umana», sia ad aiutare «i politici cristiani»…

La politica e il volontariato – specie quello a servizio della vita nascente – la parrocchia e i movimenti. Sono questi, secondo il Papa, alcuni degli ambiti principali in cui deve esplicarsi l’azione dei laici cristiani.
Benedetto XVI ne ha parlato ieri, ricevendo il terzo gruppo di vescovi polacchi in visita ad limina. E ha incoraggiato i presuli sia a sostenere «il volontariato che si propone come scopo la difesa della vita umana», sia ad aiutare «i politici cristiani». Le parrocchie, ha raccomandato inoltre, «non si riducano a una massa di fedeli anonimi». E per quanto riguarda i movimenti l’esortazione di Papa Ratzinger è duplice: evitare la chiusura «verso la realtà che li circonda» e conservare la propria identità, senza cedere a «facili compromessi», anche nei rapporti ecumenici.

La politica.
Benedetto XVI, citando la Gaudium et spes, ha ricordato la necessità, per i politici, di esercitare la loro arte «senza badare al proprio interesse e al vantaggio materiale», ma agendo «con integrità e saggezza», «con sincerità ed equità al servizio di tutti». Nella realizzazione di questo compito, ha aggiunto il Pontefice, «i politici cristiani non possono rimanere privi di aiuto da parte della Chiesa. Si tratta qui, in modo particolare, dell’aiuto a prendere coscienza della loro identità cristiana e dei valori morali universali che si fondano nella natura dell’uomo, così da impegnarsi, in base a una retta coscienza, a trasfonderli negli ordinamenti civili, in vista dell’edificazione di una convivenza rispettosa dell’uomo in ogni sua dimensione». Tuttavia non bisogna mai dimenticare, ha concluso sul punto Benedetto XVI (e nelle sue parole si può leggere un’eco del dibattito sulla corretta laicità degli Stati) «che è una questione di grande importanza, soprattutto in una società pluralistica, la giusta visione dei rapporti tra la comunità politica e la Chiesa e la chiara distinzione tra le azioni che i fedeli, individualmente o in gruppo, compiono in proprio nome, com e cittadini, guidati dalla coscienza cristiana, e le azioni che essi compiono in nome della Chiesa in comunione con i loro pastori».Il volontariato. Analogo sostegno il Papa ha auspicato per chi si impegna come volontario in tutti i campi in cui ciò è possibile. «Non si può non apprezzare l’opera di quanti si ispirano all’esempio del samaritano evangelico – ha detto -. Essa va sostenuta ed animata». Quindi ha aggiunto: «So che in Polonia si sta sviluppando anche il volontariato che si propone come scopo la difesa della vita umana. Si deve gratitudine a tutti coloro che intraprendono un’opera di educazione, di preparazione alla vita matrimoniale e familiare, e difendono il diritto alla vita di ogni essere umano dal concepimento fino alla morte naturale. Molti impegnano in tale attività i propri mezzi materiali, altri il proprio tempo, altri ancora offrono il dono della preghiera. Tutti costoro attendono l’incoraggiamento e il sostegno morale da parte dei vescovi, dei sacerdoti e di tutta la comunità dei credenti. Che esso non manchi».

Parrocchia e movimenti.
La parrocchia, ha ricordato il Pontefice, è «il più fondamentale» tra gli ambienti della Chiesa. Esso deve diventare sempre più «una famiglia ecclesiale», grazie alla «partecipazione attiva dei laici», ad esempio attraverso i consigli pastorali e per gli affari economici. Non ci sia rivalità con «le diverse comunità di apostolato che operano nell’ambito della parrocchia», ha raccomandato Benedetto XVI. E «i leaders di tali gruppi non dovrebbero dimenticare che, operando sul terreno e in una comunità parrocchiale, sono chiamati a realizzare un comune programma di pastorale, sotto la direzione dei Pastori».

di Mimmo Muolo


Da Avvenire on line
del 18 Dicembre 2005